Bego per Sempre

Ci sono 800 messaggi


Data: 11/6/2021 ore 11:5

io ho 5 posti auto

se ti interessa

A


Data: 11/6/2021 ore 11:5

Montecatini ha agibilità per 199 persone... Poggibonsi non è norma... ripeto dovreste andare a Pontedera ma penso che chi fa domanda di riammissione alla C debba avere subito lo stadio pronto senza deroghe ecc ecc

MP


Data: 11/6/2021 ore 10:59

casa con giardino e posto auto, un sogno.

Cri


Data: 11/6/2021 ore 10:51

L'originalità e la bellezza degli incidenti della Liguria, voi ve la sognate



Blur


Data: 11/6/2021 ore 10:51



Il 9 maggio 2009 il numero novantanove si congeda, senza sapere che sarà per sempre, dall’Armando Picchi. Contro la Lazio, rivale propizio per mettere un’etichetta politica sulla questione. Non sarà così. Cristiano segna l’1-1, ma il Livorno finisce per perdere 2-1 e Gennaro Ruotolo, il tecnico che aveva guidato la squadra nell’ultima parte della stagione, sostituisce l’attaccante all’inizio del secondo tempo, per concedergli la passerella.
Lucarelli se ne va nella maniera più semplice possibile: esce dal campo e rimane con la fascia di capitano. Cammina verso la Curva Nord, quella che non molto tempo addietro lo chiamava “mercenario”, e saluta. Lancia la fascia ai tifosi, celebrando il rito definitivo di un’assoluzione necessaria per un peccato che non aveva commesso. Gli ultras si assumono la propria parte di colpa per l’accaduto. Si riconciliano. Lucarelli non se ne sarebbe potuto andare in pace senza l’approvazione dei suoi ultras, e le Brigate non potevano fregiare la loro storia con la maggiore delle ingiustizie. Hanno bisogno del perdono di un giocatore come non ne vedranno più. C’è un’ovazione emozionata, si canta Bella ciao. I gesti di Cristiano sono semplici, niente è sopra le righe. Sono come pieni di sottintesi, come quelli di due persone che hanno una relazione così intima e così vera che non c’è bisogno di aggiungere niente.
Così finisce il sogno di un bambino di Livorno che ha speso più di chiunque altro per comprarsi la maglia della sua squadra del cuore. Il club e la curva non gli hanno mai dato quanto lui ha dato a loro. Non ha finito la sua carriera in amaranto e, per quel che s’è visto, forse è stato meglio così. Come quando hai idealizzato qualcosa che hai visto da bambino e quando diventi adulto ti rendi conto che è una merda. Maledici di averlo voluto rivedere. Forse a Cristiano, il protagonista di una delle storie più belle che il calcio ci abbia mai regalato, è capitato qualcosa del genere. Meritava un finale da favola, e non lo ha avuto. Però fino alla fine è stata una storia d’amore colma di una verità che altrove nel calcio professionistico non esiste.




Data: 11/6/2021 ore 10:48

E lo sò MP che è improbabilissimo....
Montecatini??Poggibonsi?
Max69


Data: 11/6/2021 ore 10:48



All’apertura del mercato d’inverno, Aldo Spinelli, il presidente che con Cristiano non è mai andato troppo d’accordo, lo ammazza davanti alla stampa: «Pensa più alle sue imprese che al calcio», dice, sapendo che questo commento a Lucarelli fa doppiamente male: lo insulta come calciatore e come operaio. E poi gli chiede di andarsene. «Se dovrò tornare al Parma non mi taglierò le vene», risponde l’attaccante. Nel mezzo di questo teatrino arriva una partita che presagisce il dramma: Livorno-Parma, all’Armando Picchi.
Lucarelli dopo la squalifica è tornato titolare – una decisione dell’allenatore Serse Cosmi che agli occhi del presidente appare suicida – nonostante la settimana precedente la squadra abbia perso 4-1 a Roma contro la Lazio. Il matrimonio del giocatore livornese con i gol pieni di significato è ancora in piedi, e ha un nuovo appuntamento: al sessantaduesimo minuto segna in fuorigioco, ma arbitro e guardalinee non vedono. È il 2-0, virtualmente definitivo. Sotto la curva, davanti ai suoi intimi nemici (o quello che siano), corre impazzito da una parte all’altra, con il pugno in alto, mentre quelli che sembravano odiarlo ora lo esaltano. Appena due anni prima, quando Lucarelli era tornato all’Armando Picchi in gialloblu, dalla curva si era levato un coro: «Hai tradito la nostra fiducia, mercenario!». Questo gol è la piroetta successiva: vince la partita contro la squadra a cui appartiene e a cui il presidente del Livorno lo vuole rispedire, e si riconcilia (definitivamente?) con la curva. E torna a sentirsi un coro che non si sentiva da molti anni: «Dai cantiamo che fa gol, Cristiano gol, Cristiano gol», urlano gli ultras col pugno in alto; è il vecchio canto per incoraggiare il loro idolo.
Lucarelli ha la fiducia di Cosmi ed è titolare indiscusso. L’allenatore, uomo schietto e focoso, dopo la partita col Genoa lo aveva detto: «Dubitare di Lucarelli è una stupidaggine». Ma Spinelli non tarda a tornare alla carica. All’inizio del 2010 Cosmi dice che se ne va, stufo del presidente. Alcuni media italiani speculano sul fatto che l’ostinazione del tecnico a lasciare Lucarelli nel suo undici iniziale sia tra le cause della frizione. Spinelli a quel punto vuole anche la testa dell’attaccante. Ma quando già sogna di portare in panchina Zdenek Zeman, tutto magicamente torna al proprio posto. E Cosmi rimane.




Data: 11/6/2021 ore 10:36

A che punto siamo col Casamonica stadium arena?
Msl


Data: 11/6/2021 ore 10:35

Entusiasmo a Padova per la finale playoff con l'Alessandria. La città torna a credere nella serie B, oggi alle 11:00 partirà la prevendita per la sfida di domenica all'Euganeo, 1000 biglietti a disposizione. Domenica sarà aperta anche la tribuna est per garantire una migliore visibilità ai tifosi.


Data: 11/6/2021 ore 10:34

https://www.tuttomercatoweb.com/euro-2020/sara-l-europeo-piu-ricco-di-sempre-30-milioni-a-chi-vince-l-uefa-fatturera-2-miliardi-1545685


Data: 11/6/2021 ore 10:33

Boni e Niccolai mi facevano sentire male.

Cri


Data: 11/6/2021 ore 10:32

MP lascia perde Il Postatore!!!

Cri (non sono io)


Data: 11/6/2021 ore 10:32

Grande Vaiper ad aver ricordato ieri Mario Boni, personaggio che conosco molto poco.
Sono andato a cercarmi qualcosa di lui su Youtube.
Guardate (si fa per dire...) che cazzo ha combinato in 3 minuti.



Bresà


Data: 11/6/2021 ore 10:31

ATTENZIONE
14-15 giugno
Dalle ore 10:00 a MEZZANOTTE
TATTOO FOR FREEDOM
come sapete da due anni a questa parte sono state tante le occasioni che hanno visto contrapporci a guai giudiziari.
Azioni dettate da impeto e venute dalla natura di essere noi stessi senza filtri,azioni che purtroppo sempre più spesso finiscono con un avvocato da pagare e una pena da scontare.
Per solidarietà a questa linea di pensiero che diventa azione,abbiamo scelto di organizzare due giorni di raccolta fondi per aiutare chi è in difficoltà a pagare le spese processuali ed abbiamo deciso di farlo dando qualcosa in cambio,qualcosa che rimane per sempre inciso sulla nostra pelle oltre che nella nostra anima,un tatuaggio.
Con i nostri amici di Verona che scenderanno appositamente a Roma per aiutarci in questo evento abbiamo creato 9 flash disponibili ,tatuabili in questa due giorni di solidarietà.
I flash verranno 100 euro(come base poi chi si sente di mettere di più e’ libero di farlo) e L’INTERO INCASSO (tolte le spese per i ragazzi di Verona) andrà agli avvocati dei ragazzi colpiti da arresti e diffide.
Ci auguriamo tutti di poter marchiare il più possibile con simboli di libertà un gruppo ed una tifoseria che da sempre e’ sotto i colpi della finta giustizia.
Si consiglia di confermare in anticipo l’intenzione di voler partecipare per riuscire a coprire tutte le richieste
Via dei cosmati 9/a
I ragazzi dell’’Eternal City Tattoo





Data: 11/6/2021 ore 10:29

quello che continua a postare roba di lucarelli e livorno.... ma xchè non ti levi di 'ulo?

MP


Data: 11/6/2021 ore 10:28

non penso che questura di Pistoia dia il via libera.... al massimo tornate a Pontedera....

MP


Data: 11/6/2021 ore 10:25

Me so svegliato bene oggi Cri...
sarà l'aria degli europei
Max69


Data: 11/6/2021 ore 10:20

e' anche buona l'entrecote!

Ath 66 - 'giorno


Data: 11/6/2021 ore 10:16



poco bella sta foto

Cri


Data: 11/6/2021 ore 10:8

ottima idea Max!!!

Cri


Data: 11/6/2021 ore 9:51



È difficile spiegare cos’abbia Livorno, così come è difficile spiegare cos’abbiano quelle città che sentiamo parte di noi. Se questo sentimento non esistesse, vivremmo tutti a New York. Livorno, sviluppata intorno al porto e deliberatamente vocata al mare, è la madre di ogni livornese, come riassume una frase che da queste parti si usa molto: puoi essere a Parigi o a San Francisco, goderti tutte le loro cose meravigliose, ma ti sentirai sempre un disgraziato perché non sei a Livorno. E da questa equazione è difficile espungere l’elemento politico. Quando visitai la città, andai all’Armando Picchi a vedere una partita contro il Genoa. Mi accompagnava l’uomo che quei giorni mi faceva da cicerone, Roberto Filippi, livornese, illustratore e curatore del sito cristianolucarelli.com, che per sua disgrazia vive a Londra per questioni di lavoro (in realtà è un neurolinguista innamorato del pallone). Gli chiesi di che ideologia fossero i tifosi genoani, che sedevano nella curva opposta a quella delle Brigate. «Sono fascisti». Lo guardai sorpreso, dato che non avevano alcun simbolo che avvalorasse un’affermazione così risoluta. Lui sorrise e la buttò sull’ironia: «È facile: tutti quelli che non sono del Livorno sono fascisti».
Le quattro stagioni che Lucarelli ha giocato a Livorno sono state le più gloriose della storia del club, e le più piene dell’esistenza dell’attaccante. La presentazione della squadra, organizzata in un centro commerciale della città, quell’anno riunì migliaia di persone. Quando Cristiano afferrò il microfono per dire che avrebbe portato la maglia numero novantanove in omaggio alle Brigate autonome livornesi, la situazione divenne fuori controllo. Decine di ultras armati di bengala fecero irruzione sul palco, dando forma a una scena caotica che avrebbe provocato uno scandalo in qualsiasi squadra. Ma non in quel club e in quel posto. L’atmosfera, semplicemente irreale, trasformò quel momento in un istante di pura anarchia in cui colui che si divertiva di più era il gigantesco attaccante, che sembrava aver sempre sognato qualcosa del genere. Era sul palco in mezzo agli ultras, saltava e cantava con loro. Cristiano Lucarelli inaugurava un periodo fatto di caos appassionato e di successi sportivi in cui la sua comunione politico-calcistica con la curva sarebbe stata grandiosa.




Data: 11/6/2021 ore 9:51

Potremmo giocare a Pistoia no?
Max69


Data: 11/6/2021 ore 9:50

Nel vecchio Lungobisenzio (stadio del Prato prima della catastrofe totale)mi dicono che stiano girando il libro della giungla visto lo stato di abbandono...anche se pare che dal prossimo anno,se tutto va come DEVE andare sia di nuovo la nostra casa.
Max69


Data: 11/6/2021 ore 9:48

MAX penso che da voi non faranno alcuna richiesta in quanto non avete uno stadio a norma almeno per i prox mesi per poter fare la serie C

MP


Data: 11/6/2021 ore 9:47

CRI per la serie C penso bastino 3000 persone di capienza... e cmq sicuramente sotto i 5000..

MP


Data: 11/6/2021 ore 9:44

Buongiorno da Bergamo. Mi pareva strano MP ora ho capito.sono contrario ai ripescaggi ma facciano ome li pare.
Quando di canio venne a Prato fu insultato dal riscaldamento alla doccia.venne gente che non era entrata mai allo stadio (casomai veniva fuori)e gente anche da fuori provincia.
Max69 -3


Data: 11/6/2021 ore 9:42

Gli ultras scandinavi o polacchi o comunque dai paesi freddi mi fanno schifo al cazzo.
L'esperto di ultras


Data: 11/6/2021 ore 9:39

Ieri parlavo con il presidente del Pizzighettone che ha fatto la fusione con il crema che però è Pergolettese che però era Pergocrema e in tutto questo pensavo a Easy.
Vaiper


Data: 11/6/2021 ore 9:38




Data: 11/6/2021 ore 9:37

Assurdo ad esempio la situazione Ostia Mare. Su un litorale dove gravitano anche 200mila persone non si riesce a mettere su un impianto da 10mila persone, anche di quelli tipo Frosinone.

Cri


Data: 11/6/2021 ore 9:36

Si MP, il campo chiesto dal Trastevere è stato assegnato al Gruppo Sportivo dell'Università.
Per carità, una struttura per gli studenti, ottimo.
La situazione romana tra appalti, gelosie, immobilismo e mancanza di programmazione è vergognosa.

Vale per gli stadi come ad esempio per la metropolitana.

Cri


Data: 11/6/2021 ore 9:35

Probabile girone serie C centro prox stagione:
1) olbia
2) entella
3) carrarese
4) grosseto
5) pontedera
6) montevarchi
7) viterbese
8) monterosi
9) gubbio
10) fermana
11) vis pesaro
12) matelica
13) san benedettese
14) reggiana
15) modena
16) cesena
17) piacenza
18) carpi
19) imolese
20) aglianese/fiorenzuola

MP


Data: 11/6/2021 ore 9:27

no MAX ma visto che mercoledi giocate ad agliana e non corre buon sangue potrete fargli sgambetto (volendo cmomunque con uno stadio a norma ch enon avete potete fare domanda di ripescaggio come il siena anche se siete arrivati esimi)... CRI da quanto ho capito il Trastevere, che era primo con 5/6 punti di vantaggio, aveva iniziato a sondare il terrno per il discorso stadio... di fatto accorgendosi che non avrebbero mai avuto un impianto per fare la serie C sarà un caso ma in un 6/7 partite si sono ritrovati a tot punti dal Montevarchi

MP


Data: 11/6/2021 ore 9:27



Cristiano Lucarelli ha tatuato sull’avambraccio sinistro lo stemma delle Brigate autonome livornesi, gli ultras più rossi del paese, ai quali appartiene il suo cuore. Decide di giocare con il novantanove, anno di nascita di questo gruppo. Il ragazzino che si arrabbiava perché i suoi amici del quartiere tifavano i grandi club delle altre città, l’adolescente ammiratore del Che che andava in curva all’Armando Picchi a soffrire per una squadra povera e disgraziata, ha la possibilità di portare l’amore più vero, quello che non si può cambiare per tutta la vita, in Serie A. Quando cresciamo, seppelliamo la nostra incoscienza sotto denaro e obbligazioni. In fondo, Cristiano Lucarelli ci ha vendicati tutti.
«Non sono tornato a Livorno per una questione economica. Sono tornato per una questione di principio», dice l’attaccante. E da quando i fenici hanno inventato il denaro, fare un’affermazione del genere è credibile solo se rinunci ai soldi. Nel 2003 decide di abbassarsi l’ingaggio per giocare col Livorno, anche se è ancora in comproprietà col Torino. Al termine di quella stagione, in cui il Livorno riesce a ottenere la promozione in Serie A grazie ai ventinove gol in quarantatré partite segnati da Lucarelli, il Toro offre alla squadra toscana più di due milioni di euro per ricomprare la sua metà, e al giocatore un contratto pluriennale che gli garantisce più di mezzo milione di euro all’anno. L’accordo assicurerebbe un futuro economico florido a lui e ai suoi figli. Questo mezzo milione di euro è il miliardo di lire che Lucarelli rifiuta per continuare a giocare nel posto a cui appartiene la sua anima. «Irrazionalmente», puntualizza il grande sconfitto di questa storia, Carlo Pallavicino, l’agente che gli promise che non avrebbe mai ceduto ai suoi sogni infantili e gli avrebbe fatto guadagnare tutto il denaro possibile. Non c’è riuscito. In compenso nel 2004 ha scritto Tenetevi il miliardo, il libro che racconta la storia d’amore tra Lucarelli e il Livorno in quelle due prime stagioni di appassionata pazzia. In questo libro compare una frase che è rimasta alla storia: «Ci sono giocatori che con i soldi guadagnati si comprano lo yacht, una Ferrari, una villa al mare. Ecco io con questi soldi mi ci sono comprato la maglia del Livorno». «Ho visto altri giocatori che sentivano la maglia della squadra della loro città. Ma nessuno come Cristiano Lucarelli. Per indossare la maglia del Livorno ha rinunciato al suo presente e forse al suo futuro»




Data: 11/6/2021 ore 9:23

rigore per la juve

MP


Data: 11/6/2021 ore 9:14

segnalo volo dalle scale alle 3 di notte.
saltati 4 gradini

oggi non ho dolori a niente

fanculo

A


Data: 11/6/2021 ore 8:53



A ventiquattro anni lasciò la squadra iberica e si trasferì al Lecce. Sono due stagioni gloriose: segna rispettivamente quindici e dodici gol. Nel campionato 2000/2001 il Lecce ottiene la salvezza all’ultima giornata, e Lucarelli sa che lo cercano varie squadre di Serie A. Sceglierà il Torino. È la grande occasione della sua carriera. Ma non si sentirà felice nemmeno lì. E la colpa sarà, naturalmente, del Livorno.
Lucarelli ha già raggiunto la salvezza col Lecce, quando il Livorno gioca la partita di ritorno dello spareggio per salire in Serie B. Affronta il Como, cui all’andata era riuscito a strappare un incoraggiante 0-0. Per il match decisivo l’Armando Picchi è gremito. C’è tutta la città, e naturalmente c’è anche Cristiano, come un tifoso qualunque. I novanta minuti finiscono senza gol e i supplementari sembrano trascinarsi senza emozioni quando «nella più pura tradizione del Livorno», come dice lo stesso Lucarelli, un ridicolo auto-gol lascia gli amaranto in Serie C. Lo stadio è un pianto collettivo. Piangono tutti, e per forza di cose piange anche l’attaccante. A ventisei anni, le sue lacrime continuano a essere quelle di un bambino. Certe cose non passano.
È evidente, nell’arco di tutta la sua carriera, che la meta di Cristiano era una sola. Lui non lo nascondeva, e tutti lo sapevano: voleva giocare col Livorno. La squadra toscana vagava tra C e D, ma chiunque, nel clan di Lucarelli, sapeva da sempre che se fosse salita in Serie B l’attaccante avrebbe abbandonato qualsiasi cosa avesse tra le mani e obbligato il valoroso agente Carlo Pallavicino a procurargli un contratto con il club dei suoi sogni. Alla prima volta buona, nella stagione 2002/2003, il suo accordo col Torino lo frena. In cambio, i granata si ritrovano con un giocatore che non ha la mente dove dovrebbe. Cristiano Lucarelli trascorre tutto il suo secondo anno al Toro con la testa a Livorno. Dopo ogni partita cerca disperatamente i suoi parenti per fargli una domanda angosciata: «Che ha fatto il Livorno?».
Così nel 2003 il Torino, dove era stato molto meno di un figlio (dieci gol nelle cinquantasei partite disputate nei due anni), lo cede al Livorno, che è appena arrivato decimo in B, un successo notevole se teniamo conto che dal 1972 aveva sempre frequentato le serie inferiori. Quanto a Lucarelli, che il Torino volesse venderlo o no non faceva differenza. Non c’era scelta. Senza dubbio, la cosa migliore per la sua carriera e per gli interessi del club sarebbe stata mandarlo in prestito da qualche parte in Serie A, e una squadra mediocre di B era un pessimo investimento per il suo futuro. Però, in una vicenda unica nella storia di questo sport e forse di qualunque tipo di lavoro, Lucarelli decide di condizionare la sua carriera per realizzare il suo sogno di bambino: giocare col Livorno, anche in una categoria che non corrisponda al suo livello. «Questa bolla, alimentata dal desiderio di giocare nella sua squadra del cuore, cresceva e cresceva, ed era impossibile da arrestare», dice il padre del giocatore. «Da bambino, al contrario degli altri, che sognavano di giocare con l’Inter, il Milan o la Juve, io sognavo di giocare col Livorno. E mio padre lo sognava ancora più di me», confessa Cristiano.




Data: 11/6/2021 ore 8:50

All'Olimpico ci saranno 15.498 persone di cui 1.200 attese dalla Turchia (ma il presentimento è che possano essercene molte di più perché non c'è certezza sui biglietti venduti).


Data: 11/6/2021 ore 8:49

Ovviamente oggi toccherà i 29° e poi dalle 18 previste 3/4 ore di pioggia vento e calo della temperatura

Cri


Data: 11/6/2021 ore 8:27



Una volta Lucarelli ha detto che «anche se siamo il giorno e la notte, stimo lo sforzo di Paolo Di Canio di dire quello che pensa». È stato un calciatore che ha giocato sempre per i tifosi, per la gente che nel calcio mette più passione, perché in fondo è uno di loro, anche se politicamente non è sempre andato d’accordo con gli ultras delle squadre di cui ha difeso la maglia. «A Torino, Bergamo, Parma, gli ideali della curva tendevano vagamente a sinistra. Con le curve di destra, c’è sempre stato un patto di non belligeranza», riconosce. E questa non è una posizione del tutto comune, in molti casi i giocatori non sanno nemmeno qual è il credo politico degli ultras che cantano il loro nome, o semplicemente non se ne curano.
«I giocatori non parlano di politica perché non conviene. Ne viene fuori sempre una polemica, soprattutto in Italia, dove la destra ha in mano quasi tutto il potere, dal governo in giù. Per un calciatore non è facile prendere una posizione politica, soprattutto se è di sinistra. È meglio dire che non sai niente, è più comodo», spiega Lucarelli. «Quando un calciatore parla solo di calcio, la gente dice che è un superficiale. Quando prova a capire cosa succede nel mondo si ficca nei guai, dicono che è politicizzato. Non sai mai che posizione prendere».
Lucarelli ha deciso di parlare. E questo, anche se lui non ha mai voluto essere ricordato per le sue idee politiche più che per i suoi gol, è importante. La verità, in ogni caso, è che il suo vero amore è il comunismo nella misura in cui il comunismo è livornese. Non si può capire niente dei suoi sentimenti se non si conosce Livorno.
«Altri calciatori si comprano una Ferrari. Io mi sono comprato la maglia del Livorno».
Dopo gli esordi alla Cuoiopelli, Cristiano Lucarelli ha vissuto una carriera in continua ascesa tra gli operai del calcio italiano: Perugia, Cosenza, Padova (tutte tra C1 e B), Atalanta, Lecce e Torino (in Serie A), con una puntata in Spagna al Valencia. Attaccante di un metro e ottantotto, era fondamentalmente un uomo da area di rigore, ma capace di segnare dei gol come quello che rifilò al Parma con l’Atalanta: sombrero da antologia a Lilian Thuram e destro al volo. Cristiano avrebbe sempre avuto il cruccio del suo brutto anno al Valencia, il club che era convinto lo avrebbe catapultato ai massimi livelli europei. Lo considera il suo più grande fallimento sportivo. Proprio in Spagna avrebbe sofferto di un altro dei suoi attacchi d’amore per la sua città natale, e nel contratto aveva fatto includere i biglietti aerei per l’Italia. La clausola indicava il tragitto Pisa-Valencia-Pisa. Lucarelli chiese di modificarla. La sua tratta era Livorno-Valencia-Livorno





[1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] 9 [10] [11] [12] [13] [14] [15] [16] [17] [18] [19] [20]


Scrivi sul muro









 

 

Login