Bego Kb Msl e B.p per Sempre

Ci sono 801 messaggi


Data: 10/4/2026 ore 14:45

dei Total Chaos ho ancora queste 2 sciarpe prese appunto da Chaos nel '92


Ath


Data: 10/4/2026 ore 14:40

Per Glastonbury i bigli costano quasi 400 GBP (prezzo unico) e finiscono in venti secondi. Quest'anno comunque i campi sono a maggese e si salta al 2027 se volete andare
Semp


Data: 10/4/2026 ore 14:40




Data: 10/4/2026 ore 14:37

ecco io preferirei bombavdassero Monteàrlo ar posto di Beirutte, magari non oggi che c''e Sinne (paga da be' caata)
Ath sfattanza post piscina indoor


Data: 10/4/2026 ore 14:35

a me non dispicarebbe nemmeno esser li sotto ubricarmi rotolarmi nella mota e possibilmente smaialare con una lurida qualsiasi
Anonimo Rasta


Data: 10/4/2026 ore 14:31

Orceana e Ospitaletto viste dal vivo qui al Penzo negli anni ‘80.
Così come l’allora Virescit Boccaleone (che però mi pare fosse di Bergamo).
Eastender


Data: 10/4/2026 ore 14:21

che pezzone mamma mia

Cri


Data: 10/4/2026 ore 13:54



“Vuoi vivere come le persone normali? Prendi in affitto un appartamento schifoso, tagliati quei capelli e trovati un lavoro. Comincia a fumare e ogni tanto gioca al biliardo. Fingi di non aver finito la scuola. Credi che basti? No che non basta, perchè la sera, quando prima di addormentarti vedrai i ragni girovagare per il tuo monolocale, potrai ancora alzare il telefono, chiamare papà e far terminare tutto. Tu non vivrai mai come le persone normali perchè tu non fallirai mai come le persone normali. Non vedrai mai la vita dal punto di vista di chi ha davvero delle difficoltà. Vuoi sapere com’è vivere come le persone normali? Allora canta con loro. Ridi con loro, anche se loro ridono di te e di tutte queste stupidaggini che dici. Perchè tu credi che essere poveri sia figo. Non saprai mai come ci si sente a vivere una vita senza significato e senza averne il controllo.”


Data: 10/4/2026 ore 13:39

Io ho finito di lavorare e ora può iniziare il week ! Così ci tenevo a dirlo .. buon lavoro a tutti ma soprattutto a Cri

M.


Data: 10/4/2026 ore 13:35

tu dici che non c'è qualche multimilionario che è completamente stufo di questa vita da jetset e, mentre una modella 24enne glilo succhia, vorrebbe stare in qualche fabbrica a godersi un po' di vita vera?

Cri


Data: 10/4/2026 ore 13:34

Invece sto andando in mensa in un'azienda metalmeccanica della profonda pianura padana con pranzo nei piatti preconfezionati di plastica.

Bresà


Data: 10/4/2026 ore 13:33

Io oggi godrei essere al "Monte Carlo Country Club" a godermi i quarti del Torneo di tennis, andare a pranzo al ristorante terrazzato con pesce e un calice di bianco e nel pomeriggio gustarmi Sinner e Alcaraz con un gelato per merenda.

Voi no?



Bresà


Data: 10/4/2026 ore 12:59




Data: 10/4/2026 ore 12:57

Trump fa affari d'oro con la guerra: export da record per il greggio, 64 petroliere in coda verso gli Stati Uniti


Data: 10/4/2026 ore 12:57

ammazza che fame

Cri


Data: 10/4/2026 ore 12:53

Dalla nascita dei Total Chaos, al negozio in via della Fondazza, a gli anni di fuoco!

Nel 1984, mentre il Bologna attraversava una stagione difficile, stretta tra crisi societaria e risultati deludenti, sugli spalti stava nascendo qualcosa di nuovo. Punk e skinhead, mondi fino ad allora distanti, iniziavano a incontrarsi nei negozi di dischi, nei pub e sulle gradinate del Dall’Ara. Da quel fermento prese forma il Total Chaos, gruppo ultras che debuttò con uno striscione blu nella stagione 1984-85, portando in curva un’identità ribelle, musicale e controcorrente.

Tra scontri, diffidenze iniziali e rispetto conquistato sul campo, il gruppo crebbe, unendo sottoculture diverse e diventando un punto di riferimento per nuove generazioni di tifosi. La musica, le trasferte, l’autoproduzione di sciarpe e adesivi, le notti passate in cantina a stampare e progettare, cementavano un senso di appartenenza totale. Con l’arrivo dei ragazzi del Mazzini e un naturale passaggio di testimone interno, il Total Chaos cambiò pelle, ma non spirito.

Oggi resta il ricordo di un’epoca ruvida e autentica, in cui la curva era una comunità e il tifo una scelta di vita: imperfetta, spesso estrema, ma profondamente vera.

«All’epoca lo stadio era strutturato in modo diverso: c’era la balaustra, i Forever a sinistra, i Mods in mezzo. Noi stavamo conquistando il nostro spazio a destra, perché all’inizio ci guardavano tutti male. Poi attaccammo uno striscione e, improvvisamente, la gente iniziò a chiedersi chi fossimo. A quel punto si avvicinarono altri giovani, anche se pochi erano davvero costanti.

Io abitavo in zona Mazzini, a Pontevecchio. Quando i ragazzi del quartiere vennero a sapere che vivevo lì vicino e che collezionavo e scambiavo materiale — foto, sciarpe, adesivi — iniziarono a frequentare casa mia portandomi quello che avevano. Quella casa diventò una sorta di sede del Total Chaos. I più giovani avevano 15-16 anni e lì si formò un nucleo nuovo, diverso da quello iniziale: era più una ballotta di quartiere.

Dal Mazzini il movimento si allargò a tutta Bologna. Ogni zona aveva la sua sezione: Borgo, Santo Stefano, Saffi… ognuna con il proprio striscione, e la domenica tutti sotto il nostro. Il nucleo più forte rimase sempre quello del Mazzini. Molti abitavano vicino a me, ci si vedeva al bar, ci si incontrava continuamente. Fu in quegli anni che maturai l’idea di aprire il negozio Chaos».
Il negozio aprì tra settembre e ottobre del 1987.

«Nacque dal fatto che già trattavo materiale in casa, ma anche dalle esperienze fatte a Londra nei primi anni Ottanta, dove avevo visto negozi che vendevano oggetti da stadio. In Italia gli ultras-shop veri e propri non sono mai esistiti, ma c’erano punti vendita pieni di sciarpe, magliette e adesivi di tutte le squadre.

All’epoca ogni gruppo autoproduceva il proprio materiale, ma il merchandising non era sviluppato come oggi. Le società non ci puntavano. Io mi misi in testa di farlo non solo per noi, ma anche per altri gruppi. All’inizio avevo una piccola serigrafia in cantina: stampavo magliette, sciarpe, adesivi, foulard, pezzi unici, anche per le varie sezioni. Facevo tutto lì. Poi arrivarono contatti da tutta Italia e il progetto crebbe».
Parallelamente cresceva anche il Total Chaos, che iniziò le prime grandi trasferte aperte.

«Ricordo Brescia: partimmo in pullman e tirammo fuori per la prima volta lo striscione rosso, immortalato in una foto storica. Poi Trieste, Bergamo… L’anno di Maifredi fu un’esplosione: nuove sezioni, trasferte ovunque. All’epoca ci muovevamo anche in cinquemila.

Ci fu la celebre trasferta di Bergamo, ultima di campionato, con la rissa in curva quando provarono a entrare nel nostro settore. Poi Cesena in Coppa Italia. Eravamo ovunque. Il nostro drappo girava continuamente, fino al 1990, quando la polizia ci sciolse dopo i famosi lanci di seggiolini».

Non ci furono arresti né prove dirette.

«Ma decisero di colpirci sequestrandoci lo striscione a ogni partita. Lo attaccavamo e puntualmente ci facevano andare al commissariato di Santa Viola a ritirarlo. Una punizione mirata. Così decidemmo di cambiare nome».

Nacquero esperimenti come “Molle Cariche”, mentre altri ragazzi fondarono i “Facinorosi”.

«Era un periodo delicato: fratture interne alla curva, cani sciolti, ragazzi del Santo Stefano… molti li conoscevo bene. Oggi quasi nessuno va più allo stadio».

Ci fu anche il periodo europeo, uno dei più intensi.

«Polonia, Edimburgo, Austria… qualcuno arrivò fino a Lisbona. Ma dal ’92-’93 non ci fecero più attaccare il nostro striscione. Il negozio rimase aperto fino al ’98. Continuavamo a produrre materiale anche per altri gruppi».

Il Chaos diventò un porto franco.

«Venivano tantissimi giovani, anche tuo padre — me lo ricordo — e tu arrivavi col motorino. Lì non si litigava: chi faceva il fenomeno veniva cacciato. Era un punto d’incontro per tutti, bolognesi e non. I delegati arrivavano con valigie piene di sciarpe. All’epoca non c’era Internet: serviva un luogo fisico».

Non mancarono i problemi.

«C’era chi stampava di nascosto il materiale e lo vendeva sottocosto, rovinando tutto. Una sciarpa che in curva costava 50mila lire la trovavi a 5mila: era finita. Questo ha fatto danni enormi in tutta Italia».
Il soprannome “Sceriffo” nacque quasi per caso.

«Me lo diede un carabiniere siciliano coi baffoni: “E tu chi sei, lo Sceriffo?”. E da lì mi rimase».

Oggi resta la distanza dal mondo ultras attuale.

«È cambiato tutto. Se attacchi un pullman rischi tu, ma soprattutto chi lavora. Le molotov non sono mentalità ultras, sono fatte per uccidere. Io ho fatto risse, sì, ma a mani nude. Schiaffi presi e dati. E finiva lì. Oggi ci sono le lame. Questo è un altro mondo».

Un altro tempo, un’altra curva. E forse, anche un’altra idea di appartenenza.

Danilo Billi


Data: 10/4/2026 ore 12:50




Data: 10/4/2026 ore 12:39

certo che ci vuole la faccia di bronzo di Melania Trump per dire che non è amica di Epstein con le tonnellate di foto che ci sono sul web

Cri


Data: 10/4/2026 ore 12:38

Dallo scoppio della guerra in Ucraina nel febbraio 2022, le esportazioni dell'Unione Europea verso il Kirghizistan hanno registrato una crescita senza precedenti, passando da poco più di 200 milioni di euro nel 2021 a circa 2,7 miliardi di euro nel 2023 e nel 2024.

Questo fenomeno è ampiamente considerato da esperti e istituzioni internazionali come un segnale di elusione delle sanzioni contro la Russia, con il Kirghizistan che funge da "hub" logistico per la riesportazione di beni europei verso il mercato russo.


Data: 10/4/2026 ore 12:37

A TORONTO HAN MANGIATO
102.202 HOT DOG
Questi sono record sportivi che contano. Il primato che leggete nel banner luminoso ma che dovrebbe essere scolpito nel marmo e nella memoria di ogni vero sportivo.
Martedì sera al Rogers Centre di Toronto per la partita – peraltro remake dell’ultima World Series – contro i Los Angeles Dodgers, hanno fatto una Loonie Dog night. Iniziativa che se ho ben capito diventerà abitudine nelle partite in casa del martedì. In pratica gli hot dog sono in super offerta speciale. Era già la seconda volta quest’anno. La prima volta gli hot dog andavano a un dollaro l’uno.
Questo martedì han fatto di meglio: siccome questa è la cinquantesima stagione dei Blue Jays, ed era esattamente l’anniversario (il 49°) della prima partita in casa, giocata il 7 aprile 1977, gli hot dog costavano 77 centesimi di dollaro. Nulla.
Se mai ci fosse stato qualcuno venuto da Los Angeles avrà strabuzzato gli occhi, giacché al Dodger Stadium gli hot dog sono a 7.99 dollari.
Comunque. Già l’anno scorso in un’iniziativa simile con gli hot dog a un dollaro sempre lì a Toronto ne erano stati venduti e mangiati 96.633.
Martedì l’exploit collettivo: 102.202 dot dog
Il tabellino dice che i paganti sono stati 40.971. La media dunque è di 2.49 hot dog a testa. Sui siti e sulle pagine dei Blue Jays è tutt’un fiorire di fieri commenti: “Io ho fatto la mia parte con 6”. “Io con 8…”. Gran bei momenti di sport


Data: 10/4/2026 ore 12:30

Stati Uniti, arrestato il manager altoatesino Manfred Gruber con l'accusa di aver esportato illegalmente armi verso la Russia attraverso il Kirghizistan per 540.000 dollari. Il 61enne, direttore commerciale di un'azienda del Nord Italia specializzata in armi e munizioni, si trova in custodia a Brooklyn in attesa di sentenza. Un suo socio kirghiso è già stato condannato a 39 mesi di carcere


Data: 10/4/2026 ore 12:23

Esatto!
Era l'Ospitaletto di Corioni, il quale con Maifredi in panca e Villa in campo passò poi al Bologna. Poi Corioni (che era di Ospitaletto) prese il Brescia.
Lo stadio di Ospitaletto è intitolato a Corioni.

Bresà


Data: 10/4/2026 ore 12:21

L'Orceana si è fermata in C2 per qualche anno a fine '80, l'Ospitaletto ha una tradizione più solida tra C1 e C2 (è tornato in serie C quest'anno).
Entrambe allenate da Gigione Maifredi.

Bresà


Data: 10/4/2026 ore 12:20

Controllato,in C2 4 stagioni negli anni '80 ma soprattutto fu allenata da Gigi Maifredi (e pure l'Ospitaletto)!
Sta cosa me la ricordavo
Csnvsml


Data: 10/4/2026 ore 12:16

Avanzamento nel cantiere del nuovo stadio di Venezia - Marzo 2026: ultimato il getto dei pali di fondazione ed iniziate le elevazioni dei 40 pilastri prefabbricati del settore sud, di altezza 6 e 20 metri.

Nel frattempo, prosegue a terra la posa in opera ed il getto delle platee di fondazione dei settori Ovest e Nord.


Data: 10/4/2026 ore 12:14

https://www.gazzetta.it/Golf/09-04-2026/golf-augusta-masters-mcilroy-parte-bene.shtml


Data: 10/4/2026 ore 12:14

Io L'Orceana me la ricordo in C2 o sbaglio?
O mi confondo con l'Ospitaletto?
Csnvsml


Data: 10/4/2026 ore 12:5

diciamo che dal video si vede l'impegno nell'accoltellare il tizio a terra

Cri


Data: 10/4/2026 ore 12:4

preparata Fantaformazione?

Cri


Data: 10/4/2026 ore 11:59

Possiamo ipotizzare tutti che gli ultras colombiani al momento non sono preoccupati della raccolta firme sui campionati meritocratici, squadre B e no al calcio moderno?

Udn


Data: 10/4/2026 ore 11:54




Data: 10/4/2026 ore 11:52

https://www.tuttomercatoweb.com/serie-c/siracusa-ancora-i-tifosi-in-soccorso-raccolti-7-200-euro-per-la-trasferta-di-foggia-2222046


Data: 10/4/2026 ore 11:45




Data: 10/4/2026 ore 11:44

che ricordo sbloccato l'Orceana!

Cri


Data: 10/4/2026 ore 11:44

Ancora un morto da stadio dopo una partita. Questa volta, è accaduto in Colombia. A Cartagena, si è giocato in campo neutro l'incontro di Copa Libertadores fra Junior Barranquilla e Palmeiras. I tifosi di casa, acerrimi dei biancorossi dello Junior, hanno dato vita ad una vera e propria caccia all'uomo. Agguati, scontri e violenze hanno fatto da contorno alla gara. A farne le spese un barrabrava dello Junior, raggiunto da 12 coltellate quando era già a terra inerme. Una folllia, fuori da ogni logica. Non solo ultras.

Non mi schiero contro le lame a prescindere. Ma infierire con 12 coltellate su uomo a terra è un gesto criminale. Vi risparmio il video che ho avuto modo di vedere, per rispetto alla vittima.

R.I.P. Gabriel.


Data: 10/4/2026 ore 11:32

A Orzinuovi ci sono 5 fruttivendoli, di cui 3 maghreb spuntati dal nulla nel senso che fino a pochi anni fa c'erano solo i 2 italiani. Uno aperto molto di recente nel posto in cui c'era uno storico ristorante cinese.
Che ci sia stata un'impennata nei consumi di generi ortofrutticoli da parte dei salutisti cittadini orceani?

Bresà


Data: 10/4/2026 ore 11:30

Il capitano del West Ham, Jarrod Bowen, contribuirà al finanziamento dei lavori per un nuovo sistema di drenaggio nel suo ex club di Non-League, l’Hereford FC.
La squadra di National League North ha dovuto posticipare diversi incontri casalinghi questa stagione a causa dei problemi del terreno di gioco, nonostante gli sforzi dello zio di Bowen, che è il giardiniere del club. Alcuni match casalinghi sono stati disputati altrove, con un calendario che ha costretto la squadra a recuperare 18 partite in soli due mesi.
Il gesto di Bowen aiuterà così il suo ex club di Non-League.
«Non solo è importante per l’Hereford FC disputare regolarmente le partite in casa su un campo ben tenuto all’Edgar Street, ma per me è anche di vitale importanza che i giovani dell’Herefordshire possano giocare le loro tradizionali finali su questo terreno.»
«Ho avuto la fortuna di scendere in campo in queste finali sia da giovane, quando giocavo nelle giovanili, sia da professionista all’inizio della mia carriera. Tuttavia, sono quei momenti dell’infanzia che ancora oggi conservo tra i ricordi più belli per me e per la mia famiglia.»
«Credo sia una fantastica opportunità per me restituire qualcosa non solo al club, ma anche alla comunità che mi ha dato un’opportunità nel mondo del calcio.»


Data: 10/4/2026 ore 11:29

tra l'altro, questa situazione permette un mix/integrazione dei numerosi marmocchi che si ritrovano a giocare a pallone per strada con gli autoctoni imparando l'italiano praticamente così.

le femmine invece sono già destinate in sposa a qualche zio 50enne che non è mai venuto qui.

Cri


Data: 10/4/2026 ore 11:25

L’Italia può sperare ancora? L’idea di un play-off tra le escluse eccellenti se l’Iran rinuncia


Data: 10/4/2026 ore 11:22

Dall'inizio di marzo molti gruppi italiani si uniscono nella firma della petizione "Per un calcio giusto e popolare", indirizzata al Senato della Repubblica. Decine di migliaia di firme sono già state raccolte alle porte degli stadi.

La richiesta che unisce diversi gruppi di tifosi italiani è chiara e concreta: leghe meritocratiche, niente squadre B nei campionati professionali; prezzi popolari per i settori popolari; calendari e orari che facilitino la vita dei lavoratori; stadi accoglienti per i tifosi; tutela dei tifosi; porre fine alle misure ingiuste e sproporzionate; regole severe sulla proprietà di club di calcio e la fine della multiproprietà/multiclub.

Con la sconfitta della nazionale italiana in Bosnia che detta la non partecipazione ai mondiali 2026, consumando la terza assenza consecutiva della “squadra azzurra” ai campionati del mondo, si sono intensificate le proteste, alcune in tono ironico, e l’appello alla firma della suddetta petizione. I gruppi ultras parlano del fallimento del sistema del calcio transalpino, puntando il dito contro Gravina, presidente della federazione, e altre autorità.
Le proteste sono portate avanti da un ultras di vari club e lasciamo qui l'esempio degli Ultra' Lecce alla ricezione dell'Atalanta.

In questo caso la curva nord è stata vuota per 15 minuti e poi messaggi in tarja e in canti hanno preso di mira i repressori del movimento ultra e chi solleva il football business. Resta qui il comunicato degli Ultra' Lecce:

"Volete che siamo zitti, controllati, divisi. Vogliono farci cacciare dagli stadi, stare lontani dai nostri spalti, annientati, poco alla volta, con leggi speciali, divieti e repressione. Ma siamo ancora qui.
Per anni hanno combattuto una guerra contro coloro che vivono il calcio come senso di appartenenza, sacrificio e identità. Divieti spesso infondati, partite fuori casa negate, calendari assurdi e biglietti a prezzi esorbitanti hanno trasformato gli stadi in teatri senz'anima.
Non è sicurezza: è repressione. Non è ordine: è controllo.
La carta del fan è il vostro simbolo: registrazione, selezione, eliminazione. Per decidere chi è degno e chi no.
Non accettiamo capi. La curva non si compra e non si piega
E mentre cercano di zittirci vendono il calcio al miglior offerente: TV a pagamento, orari divisi, interessi miliardari.
Hanno trasformato una passione popolare in un prodotto freddo, fatto per clienti e non per tifosi. Ma senza la gente il calcio non esiste
Siamo il rumore che non riesce a spegnere. Siamo le bandiere che continuano a sventolare Siamo la voce che non si piega
Possono sospettare, vietare, reprimere. Ma non possono cancellare quello che siamo.
Contro la repressione. Contro le leggi speciali. Contro la tessera del fan. Contro il calcio moderno
Lunedì 6 aprile durante la partita casalinga con l'Atalanta lasceremo vuoti gli spalti del settore Nord per 15 minuti in segno di protesta.
La passione non può essere repressa. A nord non si arrende."



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