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Msl e Bego per Sempre | |||||
Ci sono 800 messaggi
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Data: 3/1/2026 ore 14:31 anche Negri d’accordo con la cacciata di maduro. Manca solo Askatasuna. Shlein |
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Data: 3/1/2026 ore 14:28 a Caracas si passeggia? Cri |
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Data: 3/1/2026 ore 14:28 Bresa ormai fare questi ragionamenti rischiano di diventare dei sofismi da trasmissioni di seconda serata. fanno tutti come je pare e noi parliamo di fuorigioco. Cri |
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Data: 3/1/2026 ore 14:4 Bella azione dai! Quasi meglio degli Hellas appisa. U. |
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Data: 3/1/2026 ore 14:3 Buon sabato sportivo. U. |
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Data: 3/1/2026 ore 13:56 Te la spiego io: in Ucraina è stato aggredito un popolo, nella tu querida Venezuela è stato aggredito un regime. Bresà |
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Data: 3/1/2026 ore 13:13 Spiegatemi ora la differenza tra aggressore ed ad aggredito. Inoltre attendo: Condanna da parte della UE e congelamento degli assetti USA Pacchetto di sanzioni contro gli USA Esclusione degli atleti americani da tutte le competizioni Condanna di TUTTE le forze politiche italiane Condivisione delle nostre informazioni di intelligence con il Venezuela Armi e finanziamenti a Maduro per difendersi dall'aggessione non provocata Condanna di Trump presso la CPI Tieni duro MI QUERIDA VENEZUELA |
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Data: 3/1/2026 ore 12:39 Chi comanda ora a Caracas? Maduro catturato (o si è consegnato) con la moglie da Trump dovrebbe essere sostituito dalla vice Rodriguez. Ma gli Usano non riconoscono il governo venezuelano e ritengono legittimo presidente Edmundo Gonzalez in esilio. Ci sono piani Usa per insediarlo senza resistenza? Un piano per sostituire Maduro dovrebbe comprendere una quinta colonna interna altrimenti si profila il caos. Alberto Negri |
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Data: 3/1/2026 ore 12:38 5 ragazze italiane alla seconda manche del Gigante Cri |
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Data: 3/1/2026 ore 12:30 https://m.tuttomercatoweb.com/calcio-estero/salto-incredibile-per-biondic-dalla-quarta-serie-tedesca-alla-champions-league-e-fatta-2185498 |
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Data: 3/1/2026 ore 12:29 |
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Data: 3/1/2026 ore 12:29 anzi, nell'intro Cri |
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Data: 3/1/2026 ore 12:17 d'accordissimo con Bresá sul punto 1, vedi Assad con la Russia in Siria Cri |
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Data: 3/1/2026 ore 12:14 Maduro era già d'accordo con gli americani per farsi venire a prendere e andare al sicuro. D'altronde, come tutti i dittatori, ha ingenti ricchezze in occidente (grazie anche al traffico di minerali di suo figlio). Il grande rappresentante del pueblo unido jamas serà vencido. Ricordiamo 2 cose sul Venezuela: 1. Negli ultimi 10 anni, 8 milioni di Venezuelani (pari al 25% del pueblo unido) sono emigrati. 2. In media il pueblo unido venezuelano è dimagrito di 11 kg pro capite e 3 milioni rovistano nella spazzatura per arrivare a sera. Bresà |
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Data: 3/1/2026 ore 12:8 IN VENEZUELA NON C'E' UN AGGRESSORE E UN AGGREDITO? Al netto di quel che potete pensare di chi governa in Iran e Venezuela la verità è che Stati Uniti e Israele stanno attaccando due paesi che hanno deciso di cacciare via le imprese petrolifere straniere. Il Venezuela detiene la 1° riserva al mondo di petrolio e l'8° di gas. L'Iran vanta la 2° riserva al mondo di gas naturale (la prima ce l'ha la Russia) e la 4° di petrolio. Ancora oggi, nel 2026, quella che viene definita la più grande democrazia al mondo, bombarda, uccide, destabilizza e promuove regime-change esclusivamente per il petrolio. Se in occidente vi fossero media davvero liberi nessuno crederebbe alle balle nauseabonde dell'esportazione di democrazia, della tutela dei manifestanti o della lotta al narcotraffico utilizzate per giustificare i cosiddetti “massacri democratici”. Gli Stati Uniti hanno appena attaccato un paese che non rappresenta alcuna minaccia per loro. Se non avesse il petrolio non avrebbero mai attaccato il Venezuela e allo stesse tempo se a Teheran e a Caracas vi fossero al governo i peggiori terroristi del pianeta, i peggiori sterminatori di bambini ma questi fossero alleati dell'occidente, nessuno gli torcerebbe un capello. E abbiamo le prove per affermare questo. Guardate l'impunità dello Stato terrorista di Israele. Infine pensate a questo. Per quattro anni parlando della guerra in Ucraina, media e politici hanno ripetuto il mantra del “c'è un aggressore e un aggredito e si sta con l'aggredito fornendogli armi per metterlo in condizione di negoziare la Pace con l'aggressore”. Secondo voi la Commissione europea e i leader europei terranno questa posizione nei prossimi giorni? Sanzioneranno gli USA per l'attacco al Venezuela? Sanzioneranno Stati Uniti e Israele per il probabile nuovo attacco all'Iran? Figuriamoci. Il cosiddetto primato delle democrazie non esiste e le cosiddette democrazie occidentali (che democrazie non sono affatto dato che non comandano i popoli ,ma le imprese petrolifere e i fondi finanziari soprattutto statunitensi) sono prime esclusivamente in ipocrisia! P.S. Anche davanti alla coste di Gaza c'è gas. Molto gas. |
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Data: 3/1/2026 ore 11:58 https://www.facebook.com/share/v/1DG2Cjw39y/ |
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Data: 3/1/2026 ore 11:41 COMUNICATO DELLA REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, condanna e denuncia dinanzi alla comunità internazionale la gravissima aggressione militare perpetrata dall’attuale Governo degli Stati Uniti d’America contro il territorio e la popolazione venezuelani nelle località civili e militari della città di Caracas, capitale della Repubblica, e degli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Questo atto costituisce una violazione flagrante della Carta delle Nazioni Unite, in particolare dei suoi articoli 1 e 2, che consacrano il rispetto della sovranità, l’uguaglianza giuridica degli Stati e il divieto dell’uso della forza. Tale aggressione minaccia la pace e la stabilità internazionale, in particolare dell’America Latina e dei Caraibi, e mette in grave pericolo la vita di milioni di persone. L’obiettivo di questo attacco non è altro che impadronirsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, tentando di spezzare con la forza l’indipendenza politica della Nazione. Non ci riusciranno. Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo legittimo Governo restano saldi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un “cambio di regime”, in alleanza con l’oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti. Dal 1811 il Venezuela ha affrontato e vinto imperi. Quando nel 1902 potenze straniere bombardarono le nostre coste, il Presidente Cipriano Castro proclamò: “La pianta insolente dello straniero ha profanato il sacro suolo della Patria”. Oggi, con la morale di Bolívar, Miranda e dei nostri liberatori, il popolo venezuelano si leva nuovamente per difendere la propria indipendenza dinanzi all’aggressione imperiale. Popolo, scendete in strada! Il Governo Bolivariano chiama tutte le forze sociali e politiche del Paese ad attivare i piani di mobilitazione e a ripudiare questo attacco imperialista. Il popolo del Venezuela e la sua Forza Armata Nazionale Bolivariana, in perfetta fusione popolare-militare-poliziesca, sono dispiegati per garantire la sovranità e la pace. Contestualmente, la Diplomazia Bolivariana di Pace presenterà le corrispondenti denunce al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, al Segretario Generale di tale organizzazione, alla CELAC e al Movimento dei Paesi Non Allineati, esigendo la condanna e l’assunzione di responsabilità da parte del Governo statunitense. Il Presidente Nicolás Maduro ha disposto tutti i piani di difesa nazionale perché siano attuati nel momento e nelle circostanze adeguate, nel pieno rispetto di quanto previsto dalla Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, dalla Legge Organica sugli Stati di Eccezione e dalla Legge Organica di Sicurezza della Nazione. In tal senso, il Presidente Nicolás Maduro ha firmato e ordinato l’attuazione del Decreto che dichiara lo stato di Commozione Esterna in tutto il territorio nazionale, per proteggere i diritti della popolazione, il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e passare immediatamente alla lotta armata. Tutto il Paese deve attivarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista. Allo stesso modo ha ordinato il dispiegamento immediato del Comando per la Difesa Integrale della Nazione e degli Organi di Direzione per la Difesa Integrale in tutti gli stati e municipi del Paese. Nel pieno rispetto dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il Venezuela si riserva il diritto di esercitare la legittima difesa per proteggere il proprio popolo, il proprio territorio e la propria indipendenza. Chiamiamo i popoli e i governi dell’America Latina, dei Caraibi e del mondo a mobilitarsi in solidarietà attiva di fronte a questa aggressione imperiale. Come affermò il Comandante Supremo Hugo Chávez Frías, “di fronte a qualsiasi circostanza di nuove difficoltà, di qualunque portata, la risposta di tutti e di tutte i patrioti è unità, lotta, battaglia e vittoria”. Caracas, 3 gennaio 2026 |
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Data: 3/1/2026 ore 11:39 STOCAZZO un osservatore |
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Data: 3/1/2026 ore 11:18 Credo che tutto il mondo, anche sudamericano, volesse la cacciata di Maduro, dai. La cosa migliore che potesse fare l'amministrazione Trump ovviamente con il beneplacito di russi, inglesi, francesi e cinesi. Avete visto qualcuno correre in aiuto di Maduro? Ma dai. G. Vissani |
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Data: 3/1/2026 ore 11:13 Questo sotto non ha capito un cazzo del Venezuela. |
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Data: 3/1/2026 ore 11:0 https://www.repubblica.it/green-and-blue/2026/01/02/news/centinaia_le_stazioni_sciistiche_fantasma-425068226/ |
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Data: 3/1/2026 ore 10:52 IN VENEZUELA NON C'E' UN AGGRESSORE E UN AGGREDITO? Al netto di quel che potete pensare di chi governa in Iran e Venezuela la verità è che Stati Uniti e Israele stanno attaccando due paesi che hanno deciso di cacciare via le imprese petrolifere straniere. Il Venezuela detiene la 1° riserva al mondo di petrolio e l'8° di gas. L'Iran vanta la 2° riserva al mondo di gas naturale (la prima ce l'ha la Russia) e la 4° di petrolio. Ancora oggi, nel 2026, quella che viene definita la più grande democrazia al mondo, bombarda, uccide, destabilizza e promuove regime-change esclusivamente per il petrolio. Se in occidente vi fossero media davvero liberi nessuno crederebbe alle balle nauseabonde dell'esportazione di democrazia, della tutela dei manifestanti o della lotta al narcotraffico utilizzate per giustificare i cosiddetti “massacri democratici”. Gli Stati Uniti hanno appena attaccato un paese che non rappresenta alcuna minaccia per loro. Se non avesse il petrolio non avrebbero mai attaccato il Venezuela e allo stesse tempo se a Teheran e a Caracas vi fossero al governo i peggiori terroristi del pianeta, i peggiori sterminatori di bambini ma questi fossero alleati dell'occidente, nessuno gli torcerebbe un capello. E abbiamo le prove per affermare questo. Guardate l'impunità dello Stato terrorista di Israele. Infine pensate a questo. Per quattro anni parlando della guerra in Ucraina, media e politici hanno ripetuto il mantra del “c'è un aggressore e un aggredito e si sta con l'aggredito fornendogli armi per metterlo in condizione di negoziare la Pace con l'aggressore”. Secondo voi la Commissione europea e i leader europei terranno questa posizione nei prossimi giorni? Sanzioneranno gli USA per l'attacco al Venezuela? Sanzioneranno Stati Uniti e Israele per il probabile nuovo attacco all'Iran? Figuriamoci. Il cosiddetto primato delle democrazie non esiste e le cosiddette democrazie occidentali (che democrazie non sono affatto dato che non comandano i popoli ,ma le imprese petrolifere e i fondi finanziari soprattutto statunitensi) sono prime esclusivamente in ipocrisia! P.S. Anche davanti alla coste di Gaza c'è gas. Molto gas. |
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Data: 3/1/2026 ore 10:42 FLASH - TRUMP: GLI STATI UNITI HANNO CATTURATO MADURO E LA MOGLIE @ultimoranet |
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Data: 3/1/2026 ore 10:40 Theo partendo dalla base di quel ragionamento che posso anche condividere, non puoi andare e bombardare e decapitare stati/governi a casaccio. se poi vogliamo nel 2026 continuare a pensare che il motore di tutto ciò siano pace e democrazia teniamoci Israele e gli USA Cri |
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Data: 3/1/2026 ore 10:26 Cari utenti, buongiorno. Nelle ultime ore il flusso di notizie proveniente dal Venezuela ha assunto una densità e una gravità che rendono necessario fermarsi un attimo, respirare, e provare a mettere ordine tra dichiarazioni ufficiali, fonti anonime, conferme parziali e il consueto rumore di fondo da breaking news permanente. Partiamo dai fatti riportati. Nella notte sono state segnalate esplosioni multiple nell’area di Caracas e in zone limitrofe, accompagnate da blackout elettrici, sorvoli a bassa quota e movimenti anomali delle forze di sicurezza. I media venezuelani parlano di obiettivi militari colpiti, tra cui infrastrutture logistiche, installazioni dell’esercito e aree sensibili nei pressi del complesso presidenziale di Miraflores e della base di Fort Tiuna. Alcune fonti citano anche l’aeroporto di Higuerote, a est della capitale, come possibile bersaglio, con riferimento a esplosioni secondarie, elemento che farebbe pensare a depositi o strutture militari e non a semplici danni collaterali. La versione ufficiale di Caracas, rilanciata da canali statali e ripresa da testate internazionali come Al Jazeera e Reuters, parla senza mezzi termini di attacco militare statunitense e di violazione della sovranità nazionale. Il presidente Nicolás Maduro ha denunciato una “aggressione che minaccia la pace e la stabilità dell’intera America Latina”, annunciando la mobilitazione delle forze armate, l’attivazione dei piani di difesa e, dettaglio non secondario, il coinvolgimento delle cosiddette organizzazioni civili armate nel quadro della difesa territoriale. Una scelta che, storicamente, tende a segnalare non forza ma nervosismo. Dal lato degli Stati Uniti, la comunicazione è molto più sfumata, come spesso accade quando le operazioni sono in corso o appena iniziate. Non esiste, al momento, una conferma ufficiale dettagliata da parte della Casa Bianca o del Pentagono. Tuttavia, fonti citate da CBS News e Fox News affermano che il presidente Donald Trump avrebbe autorizzato attacchi contro siti militari all’interno del Venezuela già da diversi giorni, con una pianificazione che avrebbe subito rinvii per fattori operativi e meteorologici. In altre parole: non una reazione improvvisata, ma un’opzione già sul tavolo da tempo. Ed è qui che il quadro diventa più interessante e più inquietante. Se le informazioni fossero confermate, non saremmo davanti a un incidente isolato o a un “errore di calcolo”, ma a un’azione deliberata e pianificata, con un chiaro messaggio politico e strategico. Un messaggio che arriva mentre, a livello retorico, si continua a parlare di stabilità regionale, de-escalation e rispetto del diritto internazionale. Il tutto con la consueta eleganza diplomatica di chi lancia missili spiegando che lo fa per evitare problemi più grandi. Sul piano internazionale, le reazioni sono caute ma preoccupate. Alcuni governi latino-americani hanno chiesto chiarimenti e consultazioni urgenti, mentre si parla della possibilità di portare la questione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Nel frattempo, le ambasciate aggiornano gli avvisi di sicurezza e invitano i cittadini a evitare spostamenti non necessari. Tradotto: quando iniziano gli “avvisi di viaggio”, significa che qualcuno, dietro le quinte, non è affatto tranquillo. Va anche detto cosa non sappiamo ancora. Non esistono conferme indipendenti e definitive sull’uso di specifici assetti (aerei, elicotteri, missili), né sull’entità reale dei danni o sul numero di eventuali vittime. Molte informazioni arrivano da comunicati governativi o da fonti mediatiche allineate alle rispettive narrative. In questi casi, l’esperienza insegna che la verità tende a emergere più lentamente, spesso quando l’attenzione del pubblico si è già spostata altrove. Anche questa volta assistiamo al paradosso per cui la pace viene evocata con grande convinzione subito dopo che qualcuno ha premuto un pulsante. È una tradizione consolidata della geopolitica moderna: prima il boato, poi il comunicato che invita alla calma, infine l’analisi sul perché “non c’erano alternative”. Un rituale ormai rodato, che cambia solo bandiere e coordinate geografiche. In conclusione, la situazione in Venezuela è seria, fluida e potenzialmente esplosiva, in senso non solo metaforico. Prima di trasformare ogni aggiornamento in una verità assoluta o in un tifo da stadio, conviene mantenere uno sguardo critico, attendere riscontri solidi e ricordare che, quando le notizie sono tutte “urgentissime”, spesso ciò che conta davvero si capisce solo qualche giorno dopo. Noi restiamo attenti. Perché quando il rumore è assordante, di solito è il silenzio successivo a dire più cose. |
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Data: 3/1/2026 ore 10:21 Vedo che il bullo Trump ha fatto la sua mossa, ma non piangiamo troppo, Maduro e' un dittatore che ha perso un'elezione 30-70 ed e' restato cmq al potere mandando in esilio il vincitore dell' elezione. Ovviamente Trump non lo fa pwr quello ma ben venga uguale se riesce a mandarlo via. Theo |
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Data: 3/1/2026 ore 10:20 https://www.repubblica.it/esteri/2026/01/03/news/attacco_venezuela_usa_cosa_sta_succedendo-425073512/?ref=RHLF-BG-P2-S3-T1-s3679 |
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Data: 3/1/2026 ore 10:17 Buongiorno da Zena! Theo |
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Data: 3/1/2026 ore 9:39 Oggi, secondo l'Ambasciata d'Italia a Caracas, sono circa 160.000 i cittadini italiani registrati presso i due consolati (Caracas e Maracaibo) e si stima che siano oltre 1,5 milioni i venezuelani con ascendenza italiana. |
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Data: 3/1/2026 ore 9:37 Buongiorno da Bergamo Anche oggi nebbia Max69 |
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Data: 3/1/2026 ore 9:36 anche in questo caso c'è un paese aggressore e uno aggredito? chiedo per un amico del Donbass? Cri |
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Data: 3/1/2026 ore 8:37 Buongiorno dall'Urbe! Cri |
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Data: 3/1/2026 ore 8:37 JUST IN - The entire U.S. air force has disabled virtually all flight tracking transponders — FlightRadar24 |
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Data: 3/1/2026 ore 8:29
cagliari v MILAN |
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Data: 3/1/2026 ore 8:26 Forti esplosioni nella notte a Caracas, avvertito anche il passaggio di aerei. “Al buio l'area attorno a una base militare” |
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Data: 3/1/2026 ore 6:36 Crans-Montana, le autorità confermano 119 feriti (71 svizzeri, 14 francesi, 11 italiani, 4 serbi, 1 bosniaco, 1 belga, 1 lussemburghese, 1 polacco, 1 portoghese, 14 di nazionalità ancora sconosciuta) |
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Data: 3/1/2026 ore 6:34 BREAKING: A magnitude 6.2 earthquake just struck 21 kilometers northwest of Ayutla de los Libres, Mexico |
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Data: 3/1/2026 ore 6:29 |
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Data: 3/1/2026 ore 6:22 VECCHI LIONS NAPOLI : uno dei gruppi più storici e più importante della Curva A. Nati dalla spaccatura dei Blue Lions, che si divisero in LIONS e Blue Lions. I Lions diventarono dopo poco Vecchi Lions, militano da sempre in Curva A con una mentalità vecchio stile . Posizionati in alto della Curva A, proprio al centro, sopra i Mastiffs. Di seguito il mitico coro che i Vecchi Lions intonavano all'inizio di ogni partita, indimenticabile per chiunque l'abbia cantato o anche semplicemente ascoltato, così come l'applauso che lo stadio intero dedicava al gruppo quando il coro terminava! Andai in Mozambico Mi sbucciai un dito Fatta infezione Necessaria amputazione Dito Gamba Vuoi ballare tu la samba Samba Samba Samba Oh leon oh leon Questa è la canzone dei vecchi leon Oh leon oh leon Questa è la canzone dei vecchi leon! |
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Data: 3/1/2026 ore 2:40 Lo SPID con PosteID diventa a pagamento. Credit: Poste Italiane Lo SPID con Poste Italiane diventa ufficialmente a pagamento: è quanto annunciato dall'azienda ai propri utenti con un'e-mail, all'interno della quale si conferma ciò che era già stato ipotizzato lo scorso ottobre. Il canone annuale sarà di 6 euro, che dovrà essere pagato entro 30 giorni dalla scadenza pena la sospensione dell'identità digitale. Poste Italiane, comunque, non è il primo provider a diventare a pagamento: l'esempio più recente è InfoCert, che a luglio 2025 ha introdotto un canone di 5,98 euro all'anno. Questo cambiamento, però, coinvolgerà molti più italiani, dato che il 72% delle identità SPID è gestito da PosteID, ossia circa 28,7 milioni di utenti. PUBBLICITÀ In alternativa, i nuovi utenti potranno decidere di optare per uno dei 7 provider rimasti gratuiti oppure passare definitivamente alla CIE (Carta d'Identità Elettronica), che il governo punta a trasformare nel pilastro centrale dell'identità digitale italiana, insieme a IT-Wallet. SPID con PosteID a pagamento: cosa cambia ora Il nuovo provvedimento è entrato in vigore il 1° gennaio 2026, anche se il pagamento non dovrà essere immediato. Nel caso di nuovi utenti, il primo anno di utilizzo sarà gratuito: tutti gli altri dovranno pagare un canone di 6 € all'anno, ma solo al momento della scadenza della propria identità identità, che varia da utente a utente in base alla data in cui è stato creato lo SPID: 30 giorni prima di questa scadenza, gli utenti riceveranno un'e-mail con le istruzioni. In caso di mancato pagamento, tuttavia, l'identità digitale sarà sospesa, per poi essere definitivamente eliminata trascorsi 24 mesi. La data di scadenza potrà essere consultata direttamente nell'app PosteID, nella sezione “Gestisci Account”. Come anticipato, si tratta di un cambiamento importante, soprattutto per le casse di Poste Italiane: la compagnia, infatti, gestisce il 72% del mercato delle identità digitali, pari a 28,7 milioni di utenti complessivi. Considerando il canone annuale di 6€, si tratta di un gettito di ben 172,2 milioni di euro. PosteID, tuttavia, ha riconosciuto delle categorie esenti dal pagamento del canone, ovvero: minorenni; utenti con almeno 75 anni di età; residenti all'estero; titolari dell'uso professionale dell'Identità Digitale. La novità non è stata comunicata con anticipo agli utenti, ma è comparsa ieri, 1° gennaio 2026, sulla pagina dedicata di Poste Italiane, come visibile nell'immagine qui sotto. Quanto costa fare lo SPID adesso: la tabella con i prezzi dei provider Ma quanto costa fare lo SPID adesso? Nella tabella qui sotto abbiamo fatto un riassunto di tutti i provider: il riferimento è solo al canone annuo eventualmente previsto dagli enti certificatori e non ai costi da sostenere per le diverse modalità di registrazione e autenticazione. Inoltre, abbiamo comparato esclusivamente i servizi rivolti a cittadini privati e non quelli pensati per professionisti e aziende. Ente certificatore Canone annuo Intesi Group 14,90 euro + IVA ID InfoCamere Gratis TeamSystem Gratis TIM Gratis Register 9,90 euro Sielte Gratis Poste 6,00 euro (IVA inclusa) Namirial Gratis Lepida Gratis InfoCert 5,98 euro Aruba 4,90 euro + IVA EtnaID Gratis NON PERDERTI QUESTO ARTICOLO SPID, confermato l’accordo con i gestori dell’identità digitale per altri 5 anni: che cosa cambia ora Di Filippo Bonaventura Fonti Poste Italiane Poste Italiane FLASH Guarda tutti 312 POPCORNER_Zingaretti_REEL 372 pizza continua a lievitare 514 Esistono solo due Stati che sono doppiamente senza sbocco sul mare. 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