Bego per Sempre

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Data: 30/3/2020 ore 3:38

ISTANBUL - Dopo Fatih Terim un altro monumento del calcio turco è stato ricoverato in ospedale a causa del Coronavirus: questa volta si tratta di Rustu, portiere 46enne protagonista assoluto nel Mondiale di Giappone/Corea del Sud del 2002 con la nazionale turca e con la maglia del Fener in patria e nelle competizioni europee (per lui anche una fugace esperienza con il Barcellona). Queste le parole della moglie tramite un post su Instagram:
"Buonasera a tutti, vorrei fornire alcune notizie, condividendo la verità nel modo più trasparente possibile. Mi spiace dire che Rustu sia ricoverato in ospedale con una diagnosi di positività al Covid-19. Siamo rimasti tutti molto sorpresi dalla rapidità dell’evoluzione dei sintomi. Si è tutto sviluppato molto rapidamente. La mia unica richiesta è che le persone possano essere un po’ più coscienziose e rispettose delle regole. Nei test che abbiamo fatto, mia figlia e mio figlio erano negativi. Noi siamo rimasti a casa e non ci è permesso di vederlo. La cosa più difficile da sopportate è di non potergli stare vicino. Siamo nelle mani di Allah e dei medici. Speriamo che tutto passi in fretta"
Tifosi e appassionati di calcio non hanno fatto mancare il loro sostegno in queste ore; oltre ai successi ottenuti in campo, Rustu era un autentico personaggio sul rettangolo di gioco, celebre per i segni neri dipinti sugli zigomi prima di ogni partita. Ora il “guerriero” è chiamato a combattere una durissima battaglia.
Theo news


Data: 30/3/2020 ore 3:35

PARIGI - Chi fa benificenza, chi cerca di tornare in tutti i modi possibili nei Paesi d'origine. Anche tanti calciatori sono coinvoliti durante l'emergenza coronavirus e Keylor Navas, portiere del PSG, ha fatto davvero fatica per rientrare in Costarica da Parigi.
Sì, perché non c'erano voli a disposizione - voli di linea - che eseguivano questa tratta, visto i tanti blocchi imposti dalle compagnie aeree su indicazioni dei Governi. Ecco che Keylor Navas ha pagato la non modesta cifra di 200 mila euro per affittare un jet privato, con tanto di pilota, per trasportare lui e la sua famiglia da Parigi fino in Costarica. Ovviamente il giocatore osserverà un periodo di quarantena di 14 giorni una volta 'tornato a casa', anche se non ha mai presentato i sintomi durante l'ultimo periodo a Parigi.
Non mancano però le polemiche. Vista la cifra corrisposta per il jet privato, in molti hanno chiesto sui social di Navas il perché non avrebbe potuto spendere tale cifra anche per fare una donazione per ospedali e altri enti che stanno combattendo la malattia in tutti i Paesi.
Theo news


Data: 30/3/2020 ore 3:31

https://it.eurosport.com/tennis/wimbledon/2019/wimbledon-verso-la-cancellazione-lo-annuncia-il-vicepresidente-della-federazione-tedesca_sto7715426/story.shtml


Data: 30/3/2020 ore 3:28

BARCELLONA - Il solito Marc-Andrè Ter Stegen. Il portiere tedesco del Barcellona è tra i migliori al mondo, ma si dimostra comunque un calciatore sui generis. Soprattutto quando parla del suo poco interesse riguardo colleghi e avversari… In un’intervista a ” El País “ il tedesco regala più di qualche dichiarazione a sorpresa…
NOMI – “Non vedo molto calcio, solo quando ci sono partite interessanti o se so che gioca un mio amico. A volte mi chiedono il nome di un calciatore e non ho idea di come si chiami. Ho una pessima memoria. In Spagna mi succede con i nomi degli avversari, non li so. Poi si mi fanno vedere il video capisco benissimo chi sono, come si muovono in campo e come giocano. È una cosa un po’ strana…”. Decisamente insuale, questo è poco ma sicuro.
STADI – Si parla anche di stadi e di come impattino su chi gioca. Come il Camp Nou, un impianto particolare. “È unico, c’è una mentalità completamente diversa da quella della Germania: lì cantano molto di più e si concentrano sulla squadra. I fan del Barça apprezzano molto di più i piccoli dettagli individuali, provano più sensazioni, È diverso e lo adoro. Mi piace, ad esempio, quando De Jong fa qualcosa e la gente si diverte e canta il suo nome”. Ci sono poi impianti non troppo funzionali, ma altrettanto speciali: “Il San Paolo non è molto moderno, ma ha qualcosa di speciale. Dipende molto dai tifosi, mi piacciono quelle partite, come quelle contro l’Athletic Bilbao, in cui tante persone tifano tantissimo la loro squadra”.
BARCELLONA – Ma come va l’isolamento? Per una persona che sa stare da sola, non è troppo un problema. “Sono molto calmo, il calcio non è una priorità. Bisogna stare a casa. A Barcellona ho cercato, sin dal primo giorno, di integrarmi il più rapidamente e nel migliore dei modi nella cultura spagnola e catalana. Mi hanno sempre fatto sentire il benvenuto, sia a me che alla mia famiglia. E ci sono cose qui che mi piacciono, come il cibo, il tempo e il mare. Ma resto sempre molto tedesco, sono un tipo molto puntuale”. Sulla memoria…beh, ci si lavora…


Data: 30/3/2020 ore 3:26

GLASGOW - L’emergenza coronavirus è arrivata in tutto il mondo, compreso quello dello sport e del calcio. Italia e tutti i Paese d’Europa stanno facendo i conti con il Covid-19 e la quarantena o isolamento per evitare il contagio. In Scozia, c’è chi proprio rischia ‘di impazzire’ come i calciatori del Celtic. Lo ha ammesso l’allenatore della squadra Neil Lennon ai microfoni della BBC.
IN GABBIA – Il mister non fa giri di parole per descrivere come i suoi giocatori stanno vivendo questa situazione d’emergenza: “I miei giocatori sono come animali in gabbia. Sono uomini giovani e in forma abituati ad un modo di vivere quasi da reggimento. La loro routine è allenarsi e giocare. Tutto questo è andato. Alcuni di loro cucineranno per se stessi per la prima volta nella loro vita”, ha spiegato Lennon. “Il cambiamento può mettere a dura prova la loro mente. Sono abituati all’intensità e all’improvviso questa non c’è. Siamo consapevoli della necessità di mantenere la salute mentale in queste circostanze. Dobbiamo tutti mantenere il nostro benessere”.
GLASGOW – E sulla routine cittadina: “Sinceramente finché posso uscire e fare un po’ di esercizio per la mia serenità allora sto bene. Però il silenzio è assordante quando esci a fare una passeggiata. Tutto è deserto. Dobbiamo solo andare avanti come meglio possiamo. Siamo tutti nella stessa barca. Mi manca davvero il calcio. Mi mancano i giocatori, lo staff, le partite. Mi manca tutto davvero. Devo anche dire, però, che non è male apprezzare ciò che hai”. “La ripartenza? Penso che il calcio significherà molto di più dopo tutto questo. Ora torniamo alle nostre radici, torniamo alla vita della comunità con le persone che si guardano l’un l’altro, forse ci eravamo allontanati troppo da questo mondo. Ciò che sta accadendo è tragico, ma tutti si stanno riunendo per cercare di superarlo e questo è bellissimo”.


Data: 30/3/2020 ore 3:22

KYEV - A problema si aggiunge problema. Con il mondo alle prese con il coronavirus il calcio si è fermato praticamente ovunque. Si gioca ancora in Nicaragua, Burundi e Bielorussia. Questo, paradossalmente, favorisce la criminalità organizzata nel truccare le partite. In Ucraina, per esempio, si stanno disputando gare di categoria inferiori, motivo per il quale alcune gare locali (ma anche alcune disputate in Russia) sono finite sotto la lente di ingrandimento. Francesco Baranca, capo etico della Federcalcio ucraina, ha lanciato l'allarme al giornale tedesco Welt: "Le manipolazioni al momento sono gigantesche, non ho mai visto nulla del genere". La Federcalcio ucraina sarebbe in contatto con gli investigatori di Kiev e starebbe preparando una denuncia penale.
In Ucraina una gara che suscita dubbi è quella fra l'FC Berdyansk e l'SC Tavriya, società di leghe minori. La partita era ferma sullo 0-0 a fine primo tempo ed è poi terminata 1-5. "Molte agenzie di scommessa mi hanno detto di aver ricevuto puntate esattamente su questo andamento – ha spiegato Baranca, che ha scovato il caso assieme a Ivo Romano –. Abbiamo contattato le due società ma i presidenti ci hanno assicurato che non ne sanno nulla". Curiosamente su Facebook l'FC Berdyansk ha una pagina ufficiale solo dal 21 marzo, pochi giorni prima della partita, e i post sono tutti incentrati su quella gara. In un momento di confusione totale, con i giocatori che non sanno per quanto ancora giocheranno e quando, eventualmente, riprenderanno il campionato, per la mafia che controlla il calcioscommesse indirizzare l'andamento delle partite è ancor più semplice. La Federazione ucraina ha informato dei sospetti la Uefa che al momento non ha voluto commentare la situazione. Fatto sta che a problema potrebbe aggiungersi un altro problema.
Theo news


Data: 30/3/2020 ore 3:20

BERGAMO - È morto Angelo Rottoli, l’ex campione europeo dei massimi-leggeri aveva 61 anni e nelle ultime due settimane aveva perso la madre e il fratello nell’epidemia di coronavirus che a Bergamo sta continuando a colpire. Angelo Rottoli era stato ricoverato nel Policlinico di Ponte San Pietro ed era risultato positivo dal coronavirus.
Angelo era una persona e un pugile vero, sfidante mondiale nella sfortunata sfida con De Leon nella sua Bergamo e campione europeo, il titolo perso con Wamba a Città di Castello. Amato dai giornalisti, riempiva la scena non solo con i pugni. Iniziò da dilettante nel 1977 e passò professionista nel dicembre 1981 come peso massimo: nel giro di due anni divenne campione italiano. Nel 1990 disputò l’ultimo match, perdendolo: quella sconfitta lo portò a chiudere la carriera dopo 35 combattimenti.
Theo news


Data: 30/3/2020 ore 3:17

ROMA - Ormai non è più un gioco, non lo è da tempo. Eppure Nicolò Armini continua a viverlo così. Lui che, semplicemente esordendo, è entrato nella storia della Lazio (è il primo, nato nel terzo millennio, ad aver giocato con la prima squadra), non si è mai montato la testa, mantenendo quella passione che lo ha spinto a muovere i primi passi sui campi da gioco. Suo papà Maurizio lavora in Vaticano, la mamma Marzia è casalinga. Entrambi stanno dedicando la vita ai figli Yuri, classe 2005, anche lui nel settore giovanile biancoceleste, e ovviamente Nicolò, nato nel 2001. Ha una classe cristallina, tanto che a gestirlo è Mino Raiola. Ora, dopo un lungo tira e molla, Nicolò dovrebbe rinnovare con la Lazio quel contratto che gli scade il prossimo 30 giugno.
LA SITUAZIONE — Sono molti i club che, negli ultimi mesi, si sono avvicinati ad Armini, consapevoli che prenderlo a parametro zero sarebbe un vero colpo. Nicolò però è laziale convinto (la passione gliel'hanno trasmessa gli zii) e non ha mai preso realmente in considerazione l'addio. La Lazio gli farà firmare un contratto di 5 anni, l'intesa di massima è già stata raggiunta, per la firma bisognerà aspettare la fine della crisi dovuta al Coronavirus. La Lazio, d'altronde, punta con convinzione sulle qualità di Armini, un vero prodigio dello sport: era portato anche per il nuoto (ha raggiunto l'agonismo), che ha però dovuto mollare per non trascurare il calcio. Cattolico convinto, ha avuto un chiaro segno dall'alto: due anni fa stava infatti per esordire in Europa League, contro lo Zulte Waregem, ma alla fine Inzaghi non lo fece entrare. Quel giorno ad Armini venne assegnato il numero 31, vale a dire il 13 capovolto. I numeri, seppur invertiti, del suo idolo di sempre, Alessandro Nesta. Non solo: nella passata stagione, quando ha effettivamente esordito (sempre in Europa League, ma contro l'Apollon), lo ha fatto indossando la maglia numero 58. Due cifre che, sommate, danno 13 come somma... proprio 13. Non può essere un caso...
ENTUSIASMO — In questi giorni di isolamento Armini ne ha approfittato per parlare, tramite i social, con i tifosi: “Quello dell'esordio è stato il momento più emozionante della mia vita – ha ammesso –. Mi sentivo come fossi in una bolla, ero emozionato ma allo stesso tempo concentrato su quello che dovevo fare. Ho realizzato tutto per bene soltanto il giorno dopo, quando ho rivisto la partita. Ora però penso a lavorare duro ogni giorno per poter realizzare il mio sogno”. L'obiettivo, a maggior ragione se arrivasse il rinnovo, è quello di giocare al fianco di Acerbi (“Per me sarebbe un onore”), indipendentemente dallo schieramento tattico: “Sono cresciuto giocando sempre con la difesa a quattro, ma fare il terzo di difesa mi piace molto”. E lui piace alla Lazio, che è pronta a fargli sottoscrivere un contratto importante. Il calcio diventerebbe un lavoro a tutti gli effetti e finirebbe di essere solo un gioco. La speranza del club, e della sua famiglia, è però quella che lui continui a viverlo con la spensieratezza di sempre.


Data: 30/3/2020 ore 3:13

GENOVA - Giornata di lutto per la Sampdoria. Oggi è venuto a mancare Filippo Mantovani, terzogenito dell'ex Presidente Paolo Mantovani, sotto la cui presidenza la Samp ha scritto le pagine più gloriose della sua storia. Filippo Mantovani aveva 54 anni ed è morto nella sua casa di Sestri Levante a causa di un attacco cardiaco. Filippo era legato in modo diretto alla società doriana della quale è stato dirigente durante gli anni di presidenza del fratello Enrico. Per la sua società del cuore ha anche ricoperto il ruolo di team manager.
Appresa la notizia, la società blucerchiata ha emesso una nota per esprimere vicinanza alla famiglia Mantovani: "Si è spento oggi nella sua casa di Sestri Levante Filippo Mantovani, terzogenito dell’indimenticato presidente Paolo. Aveva 54 anni e, oltre al ruolo di dirigente e stretto collaboratore del fratello Enrico durante la sua presidenza, aveva ricoperto per la Sampdoria il ruolo di team manager. Il presidente Massimo Ferrero e tutta la società abbracciano la mamma Dany e i fratelli Francesca, Enrico e Ludovica porgendo loro le più sentite condoglianze".
Theo news


Data: 30/3/2020 ore 3:11

https://video.gazzetta.it/qui-bielorussia-dove-virus-non-fa-paura-per-ora/6fac38dc-71e4-11ea-a2e6-102639fa1181?vclk=home_generico


Data: 30/3/2020 ore 3:10

BUENOS AIRES - A casa proprio non riesce a stare e adesso si è messo nei guai. Alexander Caniggia, uno dei figli dell'attaccante argentino di Roma, Atalanta e Verona, è stato infatti arrestato due volte in meno di 24 ore per violato la quarantena imposta dal governo per il coronavirus.
Il 27enne è stato beccato con la sua ragazza, la messicana Macarena Herrera, al casello di Hudson sull'autostrada che va da Buenos Aires a La Plata. Il giorno prima era già stato fermato dalla polizia per lo stesso motivo. Alexander e Macarena, entrambi senza un'autocertificazione valida, sono stati posti separatamente agli arresti domiciliari.
Theo news


Data: 30/3/2020 ore 3:8

https://video.gazzetta.it/ronaldo-spasso-georgina-funchal-polemica-portogallo/818fa8ca-71ff-11ea-a2e6-102639fa1181?vclk=home_generico


Data: 30/3/2020 ore 2:22

LONDRA. La tragedia della morte di un 19enne italiano a Londra si è trasformata in un giallo sulle cause del suo decesso, con il sospetto che si tratti di un caso di coronavirus. Il giovane Luca Di Nicola, originario di Nereto (Teramo), che da qualche tempo aveva raggiunto la madre nella capitale britannica dove lavorava come aiuto cuoco, martedì sera è stato trasportato in ospedale, in seguito ad una crisi respiratoria dopo giorni di febbre e tosse, dove purtroppo è morto dopo poche ore. La prima a darne la notizia era stata la vicesindaca di Nereto, Maria Angela Lelii, mercoledì. «Da quanto ho appreso il ragazzo era a casa da alcuni giorni curato dal suo medico per una semplice influenza fin quando ieri la situazione è precipitata. Pare sia svenuto, la madre ha chiamato l'ambulanza, all'arrivo dei paramedici è stato intubato perché aveva i polmoni collassati. È stato portato in rianimazione ma purtroppo è morto».



Data: 30/3/2020 ore 1:30

https://www.corriere.it/esteri/20_marzo_28/coronavirus-pile-urne-cinerarie-dubbio-wuhan-numero-caduti-b2fd95c2-7126-11ea-a7a6-80954b735fc3.shtml


Data: 30/3/2020 ore 1:28




Data: 29/3/2020 ore 23:35

Bar io sono convinto che senza misure i numeri sarebbero spaventosamente peggiori, gli ospedali sarebbero assaltati e all'arma bianca.
A mio avviso serviva più rigore (SI) subito e in maniera determinata, allora si che a maggio potresti riprendere, tenendo sigillate frontiere e voli.
Così invece ce la tireremo avanti a lungo e sarà la natura a dirci chi sarà sfortunato e quando ce lo leveremo dal cazzo.
RCF


Data: 29/3/2020 ore 23:1

Certo che anche in America me sa che si mette male male davvero...

Cri


Data: 29/3/2020 ore 22:41

Io temo fortemente che dovremo imparare a convivere con questo virus.
Usciremo di casa a scaglioni. I vecchi e bambini a luglio.
Qui i numeri dei decessi parlano chiaro. La quarantena non è servita sicuramente a quanto si poteva pensare/sperare.

Bargnocla


Data: 29/3/2020 ore 21:38




Data: 29/3/2020 ore 21:37




Data: 29/3/2020 ore 21:2

D'accordo con Mski al 110%. Anche qui siamo sulla stessa barca, essendo a 0 km dalla frontiera, e all'inizio l'abbiamo gestita peggio.

Purtroppo le pressioni economiche dal 5 aprile potranno cambiare tutto. Andiamo avanti di settimana in settimana. E se, dico se, i morti non arrivano alla capitale (nostra) per assurdo sono convinto che arriveranno a considerarci (come sempre) "male minore" obbligandoci ad aprire.

Per ora salti mortali con tripli carpiati nell'ultraliberale svizzera.

Z


Data: 29/3/2020 ore 21:0

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Krzysztof-Penderecki-musica-classica-compositore-polacco-e785488e-e99b-4b82-b9e9-c4c738e119e9.html




Data: 29/3/2020 ore 20:52

1h di esercizi a casa, total body!!!

Cri


Data: 29/3/2020 ore 20:19

che ha fatto il pisa?


Data: 29/3/2020 ore 19:57

Dimenticavo: Cairo uomo di merda
k.


Data: 29/3/2020 ore 19:38

titolare 1 "ma perchè la gente lavora da casa? tanto basta stare ad un metro..."
k. sez. ITALIA UNOOOOO


Data: 29/3/2020 ore 19:36

Cri, sicuramente è anche quello....e lo trovo FOLLE. nel 2020. Ma secondo me le misure di contenimento sono state troppo frammentarie, troppo a scalare. Bisognava avere il coraggio di partire SUBITO secchi e duri.
mski

100% con te e fare tamponi a tutti per mappare
k.


Data: 29/3/2020 ore 19:35

lo appoggio a mski vivendo nella stessa regione. aggiungo che gli imprenditori sono delle merde che vivono su marte e cadranno in piedi. conteremo i piccoli imprenditori (negozi, bar, ecc...) ad acqua passata che saranno saltati per aria
k.


Data: 29/3/2020 ore 19:29

Andare in vacanza ai tempi del coronavirus? Si rischia anche l’ergastoloArrestati due giovani vacanzieri che hanno violato la zona di quarantena. Cosa rischia chi diffonde il contagio da coronavirus fra persone sane.


Data: 29/3/2020 ore 19:19

Lo scenario che vedo io è che fino a Pasqua non se ne parla. Da martedì dopo Pasqua riaprono quello che hanno chiuso giovedì scorso. Dal 2 Maggio riaprono tutto ma ovviamente con distanze, mascherine, guanti ecc ecc. A inizio Luglio tutto come prima tranne forse il discorso distanze nei bar pub e ristoranti, e ci sarà un fiorire di disinfettanti per le mani ovunque
Easy


Data: 29/3/2020 ore 19:11

https://www.corriere.it/economia/lavoro/cards/buoni-spesa-base-indice-poverta-territori-aiuti-comuni-platea-piu-ampia-600-euro-tutte-ultime-misure/buoni-spesa_principale.shtml




Data: 29/3/2020 ore 19:10

Cri, sicuramente è anche quello....e lo trovo FOLLE. nel 2020. Ma secondo me le misure di contenimento sono state troppo frammentarie, troppo a scalare. Bisognava avere il coraggio di partire SUBITO secchi e duri.
mski


Data: 29/3/2020 ore 19:6

Hats off per il premier albanese!
Con tanto di annuncio in italiano. U.



Data: 29/3/2020 ore 19:2




Data: 29/3/2020 ore 18:59

MSKI te la butto là.. Può essere legato il numero ancora alto di decessi nelle strutture alla mancanza di disinfestazioni?

La cosa renderebbe il personale e le strutture delle "fabbriche" di contagio

Cri


Data: 29/3/2020 ore 18:42

Tra l'altro ho la clamorosa impressione che

a) si aspettassero cifre molto diverse dalla chiusura totale......continuano a posticipare il "vedrete gli effetti di.....:" . e su questo si stanno giocando la faccia, infatti c'è un bel pò di nervosismo che affiora.

b) si aspettassero la bomba nel resto d'Italia (che invece non è arrivata - Cheapeau a Roma peraltro) per dire "vedete? Noi siamo stati i primi".

La verità purtroppo è che le regioni piuù colpite in assoluto (Lombardia - veneto - emilia - piemonte) sono il cuore economico della nazione e hanno patteggiato i morti con l'industria.
PErchè ad oggi NON si spiega la non chiusura di Bergamo e brescia. O meglio, si spiega benissimo. Ma quello ha contribuito purtroppo al devasto della Lombardia. Se guardi i numeri di Milano città (che è terziarizzata e quindi ha potuto sfruttare lo smart working BEN prima della chiusura totale, e te lo dico con cert4ezza perchè ho cominciato a mandare in smart working i lavoratori di Milano dal 28 febbraio) e li paragoni a Bergamo etc.....hai la risposta chiara

mski


Data: 29/3/2020 ore 18:38

Secondo me, con qualche apertura, si arriverà in quarantena almeno fino a metà aprile.

Cri

Cri ti dico lo scenario che si sta profilando il lombardia (ma noi siamo un caso estremo ahimè)
Sigilli TOTALI fino a dopo pasqua. potrebbe essere anche tutto aprile (spero di no)
da maggio:
a) si può tornare a lavorare a scaglioni (escluse le fasce d'età sopra i 55 anni)
b) si girerà PER MESI con le mascherine (questo è chiaro)
c) fino almeno ad Ottobre aboliti: eventi collettivi (concerti, teatri grossi, festival, tutto)
d) probabile apertura delle discoteche a settembre
e) probabile che le scuole abbiano chiuso l'anno a marzo (in quanto a frequenza)
f) ristoranti aperti da maggio ma solo : - con riduzione tavoli - no bancone - pena chusura per 30 giorni)
g) idem per i bar.

Resta da vedere il discorso "ndo annate in ferie ???"

mski


Data: 29/3/2020 ore 18:31

Lo spero per tutta la gente che lavora Theo

Cri


Data: 29/3/2020 ore 18:30




Data: 29/3/2020 ore 18:29

Sei ottimista. Theo



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