Bego Kb Msl e B.p per Sempre

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Data: 3/2/2026 ore 11:2



nola v FASANO


Data: 3/2/2026 ore 11:2



pescara v MODENA


Data: 3/2/2026 ore 11:1

360 gradi

La foto in questione è un bel segnale.
Mettiamo da parte i fanatismi che, spesso, diventano isterismi.
Mettiamo da parte chi è coinvolto.
Quando commento e giudico, cerco di farlo senza ‘pregiudizi’.
Mettiamo da parte simpatia o antipatia.
Senza sapere alcun dettaglio, dico che mi è piaciuta quest’AZIONE

Lo dissi anche quando il 99% degli ‘ultras’ si strappava i capelli e blaterava di infamità, azione paramilitare, imboscate…
Sono passati esattamente 3 anni.
Minchia 3 anni! Non ci posso pensare… Cit.

La situazione si è ribaltata.
Mi fa piacere che la lezione sia servita e qualcuno abbia imparato che ci sono 365 giorni per fare l’ultras.
Ce non bisogna aspettare una partita per salutarsi, visitarsi e frequentarsi…

L’appiattimento del movimento italiano si basava su dogmi sbagliati. Palesemente.
In Europa è normale andarsele a cercare. In italia aspettiamo e speriamo che sia la provvidenza e il destino.

Qualche settimana fa alcuni della Torcida andarono fino in Bosnia, per fare una sorpresa ai Delije che vivono in quel paese e che ritornavano da una partita in Svezia.
Circa 700 km, A/R per regolare conti in sospeso (anche se credo abbiano avuto supporto da ragazzi della zona).

A dicembre c’è chi ha fatto molto di più
I russi dello Zenit si sono fatti 5000 km A/R per andare in Armenia e affrontare i Legia…

Ce ne sono TROPPI che rifiutano l’idea di cambiare, di migliorarsi.
Quelli che ironizzano: ‘cosa dovremmo fare? Andare in palestra ad allenarci? Diventare tutti lottatori MMA?’

Questo è il presente
Dobbiamo diventare consapevoli, preparati, disciplinati.
Fisicamente, mentalmente, collettivamente.

Ricordate i nomi dei gruppi di una volta?

Fighters
Viking
Commandos
Legione
Decisi
Irriducibili


Azione
7/7
365/365

Solo così si alza l'asticella...


Data: 3/2/2026 ore 10:59

https://www.swatch.com/de-ch/snowy-slopes-susz403/SUSZ403.html

variante 2

A


Data: 3/2/2026 ore 10:59

Botte e insulti razzisti in stazione, 4 nordafricani aggrediti da ultras interisti Caos sui binari in attesa del treno per Milano Centrale dopo il match tra Cremonese e Inter. Intervento della Polfer aiutata dai colleghi del Reparto mobile. La Digos sulle tracce degli aggressori
CREMONA - «Ne*ri di m…». E giù botte, calci, pugni, spintoni. Protagonisti della brutale aggressione ai danni di 4 giovani nordafricani, tutti 23enni residenti in città, sono alcuni ultras interisti. La violenza è esplosa alle 20.40 di domenica sul primo binario della stazione. Circa 150 tifosi neroazzurri stavano aspettando il treno per Milano Centrale delle 21.30, quando è arrivato un gruppo di stranieri che si è mischiato a loro.

Lì c’erano tre agenti della polizia ferroviaria a vigilare sui supporter della squadra di Cristian Chivu. I loro colleghi, infatti, erano impegnati ad assicurare l’ordine pubblico dopo il fischio finale del match tra Cremonese e Inter allo stadio Zini.

Sul primo binario sono partiti gli insulti razzisti, gli ultras hanno menato le mani e i piedi. Gli stranieri sono corsi verso gli agenti della Polfer che, nel frattempo, hanno chiesto rinforzi. In stazione si sono precipitati i poliziotti del Reparto mobile. Intanto, ci ha pensato un tifoso interista, un uomo di stazza, a buttare acqua sul fuoco.

Alle 21.30 il treno è partito per Milano, tre dei 4 stranieri hanno chiesto l’intervento dell’ambulanza, un quarto, invece, ha preferito recarsi al Pronto soccorso con il proprio mezzo. Gli investigatori della Digos stanno lavorando sulle telecamere per risalire ai violenti.


Data: 3/2/2026 ore 10:59

si tutto bello e romantico, quindi?

BDArgnocla


Data: 3/2/2026 ore 10:59

https://www.swatch.com/de-ch/chasing-peaks-so28z135/SO28Z135.html


A


Data: 3/2/2026 ore 10:58

stavo vedendo un po' di merch, alcune cose pure carine, prezzi senza senso ovviamente

Cri

swatch in media con gli altri orologi il prezzo

A


Data: 3/2/2026 ore 10:55

Anni fa il calcio non aveva bisogno di passaporti esotici per sentirsi moderno. Oggi vi raccontiamo una squadra di provincia che decise di andare controcorrente e farne una bandiera. Era il Piacenza, ed era il suo tempo migliore.
Dal 1992 alla soglia dei Duemila, mentre l’Italia scopriva il fascino degli stranieri e l’Europa diventava sempre più piccola, Piacenza faceva la scelta più grande: scendere in campo solo con italiani. Non per ideologia, ma per identità. Perché quel gruppo era nato insieme, cresciuto nella fatica delle categorie inferiori, e meritava di misurarsi con i grandi senza maschere.
In panchina Gigi Cagni, uomo di campo e di silenzi. In società Leonardo Garilli, presidente schivo, lontano dai proclami. In campo uomini veri: Taibi, Vierchowod, Stroppa, Di Francesco, Luiso, Rastelli. E poi i fratelli Inzaghi, uno che segnava per mestiere e l’altro che stava imparando a farlo. Nomi che oggi profumano di anni Novanta, di stadi pieni la domenica, di radioline accese e classifiche lette con calma.
Quel Piacenza non dominava, ma resisteva. Si salvava. Cadeva e si rialzava. Andava in Serie A, retrocedeva, tornava su senza cambiare pelle. Ogni stagione era una battaglia di nervi e appartenenza. Ogni salvezza aveva il sapore dell’impresa. Ogni punto era sudato, mai regalato.
Poi il mondo è cambiato. La Bosman, il mercato globale, un calcio sempre più veloce e distante. Anche Piacenza ha dovuto adeguarsi. Sono arrivati gli stranieri, è finita un’epoca. Senza clamore, come era iniziata.
Oggi quel Piacenza tutto italiano sembra un racconto d’altri tempi. Ma proprio per questo resta indimenticabile. Perché non ha vinto trofei, ma ha lasciato qualcosa di più raro: la sensazione che, per un po’, il calcio fosse ancora una questione di uomini, non di numeri.


Data: 3/2/2026 ore 10:55

stavo vedendo un po' di merch, alcune cose pure carine, prezzi senza senso ovviamente

Cri


Data: 3/2/2026 ore 10:54

perché, non ce l'hanno i cronometri?

Cri


Data: 3/2/2026 ore 10:52

comprerete lo Swatch per cortina 2026?

A


Data: 3/2/2026 ore 10:46

Arezzo, ladro non si ferma all’alt e fugge: poliziotto spara e lo ferisce alla spalla


Data: 3/2/2026 ore 10:43

come siamo messi a mercato di riparazione?

giocatori da prendere?

A


Data: 3/2/2026 ore 10:11

'Pandemic potential' alert over new bat virus with no vaccine or treatment

A bat-borne, brain-swelling disease with 'pandemic potential' has put the world on high alert. Here's everything you need to know about Nipah virus.

https://www.irishmirror.ie/news/world-news/pandemic-potential-alert-over-new-36658620


Data: 3/2/2026 ore 10:6

han


Data: 3/2/2026 ore 10:6

a Malmantile gli ha fatto le scarpe!
USdS - chi sa sa


Data: 3/2/2026 ore 9:47

Oscar Garavani ha tutte le carte in regola per essere il Giampietro Manenti 2.0
Si metta agli atti.

Udn


Data: 3/2/2026 ore 9:44

".. Sul fronte uscite, il Pisa ha valutato la possibilità di cedere Cuadrado al club colombiano del Medellin. Da un paio di mesi la società è sul trentasettenne esterno destro che non gioca dal 7 novembre scorso. Alla fine però il calciatore ha scelto di restare in nerazzurro. Quindi niente trasferimento. "

e 'un vò andavvìa no, riscote e un fà 'na sega!

cosa ha vorsuto dì compra' uno che sapevi gia' che faceva 'osi io 'un lo so..
a chi penzava che era anche un nome per fa salì l'abbonamenti posso dì: e' un c'hai 'apito una sega brodo!

Ath 'giorno


Data: 3/2/2026 ore 9:43

Beh va beh, ora che il leader di Banda Bagaj ci dica che la Nord da decenni non fa queste cose tutto ok...però dai eh...direi che faceva molto peggio...li petardo le col dal meno

BDArgnocla


Data: 3/2/2026 ore 9:34

https://mowmag.com/sport/il-leader-della-banda-bagaj-interviene-sul-petardo-lanciato-ad-audero-la-curva-nord-non-fa-queste-cose-da-decenni#goog_rewarded


Data: 3/2/2026 ore 9:34

Oggi quali problematiche, di livello mondiale, affrontiamo e di conseguenza risolviamo?

BDArgnocla


Data: 3/2/2026 ore 9:12

Martedì, cielo grigio, caldo, vento di pioggia.

Cri


Data: 3/2/2026 ore 9:11

Buongiorno dall'Urbe!

Cri


Data: 3/2/2026 ore 9:0

U.


Data: 3/2/2026 ore 9:0

Buondì
Nevica. I.


Data: 3/2/2026 ore 8:54

Draghi: “L’Europa diventi una vera federazione se vuole avere potere”

E grazie al cazzo.
Non è che Draghi dovrebbe fare un Master a la Bandaccia per entrare più in profondità nella geopolitica?
Vaiper


Data: 3/2/2026 ore 8:46

Nevica

Udn


Data: 3/2/2026 ore 8:40

https://www.rivistaundici.com/2026/02/02/tom-brady-birmingham-city-calciomercato/


Data: 3/2/2026 ore 8:36

piove

BDArgnocla


Data: 3/2/2026 ore 7:52

nevica


A


Data: 3/2/2026 ore 7:48

https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Cremonese/03-02-2026/audero-intervista-cremonese-inter.shtml


Data: 3/2/2026 ore 7:46




Data: 3/2/2026 ore 7:27

Buongiorno da Bergamo
Quindi 1 a 1 ??
Max69


Data: 3/2/2026 ore 1:46

Ucraina, fine della tregua energetica: a Kiev missili russi sulle centrali


Data: 3/2/2026 ore 1:45




Data: 2/2/2026 ore 23:27

Il nuovo T1 del JFK airport è grande 241.548 metri quadrati.
Theo


Data: 2/2/2026 ore 23:8

Deir Ezzor, Siria – lunedì 2 febbraio
Siamo partiti dall’Italia sabato mattina, siamo atterrati in Giordania, abbiamo attraversato il confine e alle undici di sera siamo arrivati a Damasco, capitale della Siria. Uso il plurale perché con me c’è il fotografo freelance Gabriele Micalizzi, detto “Mig”.

Abbiamo passato la domenica in macchina a guidare verso est perché oggi è una giornata storica (che non vuol dire per forza una giornata bella). Finisce l’indipendenza del Kurdistan siriano. Come lo chiamano i curdi: il Rojava.

Spiegazione in settanta parole.

Il Rojava era un esperimento. Nel 2012 i curdi siriani approfittarono delle rivolte in tutto il paese contro il regime di Assad e si presero il pezzo di Siria dove erano maggioranza grazie a una milizia armata. Si organizzarono a modo loro. Avevano in testa un modello che si chiama confederalismo democratico: democrazia dal basso, coabitazione con gli altri siriani (che vuol dire soprattutto: gli arabi), eguaglianza di genere, ecologismo.

Torniamo a quello che succede oggi. L’esercito siriano entrerà nelle città curde del Rojava e la milizia dei curdi in teoria non sparerà, anche se ne avrebbe davvero voglia, perché c’è stato un accordo. Da oggi i territori curdi non sono più un pezzo autonomo e separato di Siria, tornano a essere una regione siriana come tutte le altre e a obbedire al governo di Damasco.

Prima di arrivare a questo accordo, soldati governativi e forze curde hanno combattuto per settimane con violenza. La situazione poteva finire in due modi. Poteva degenerare in una grande guerra civile per il controllo delle città curde oppure poteva calmarsi grazie a un compromesso. Per ora sembra che il compromesso reggerà e mentre leggerete queste righe saremo nella regione di Hasaka per vedere i convogli militari siriani entrare nelle zone che fino a ieri erano sorvegliate e difese dai curdi.

Le forze curde sui media sono indicate come Sdf, una sigla in inglese che vuol dire Forze siriane democratiche. In arabo la sigla diventa Qsd, perché la parola “forze” diventa quwwat con la Q, e tutti in Siria le chiamano Qasàd.

La lotta sarebbe stata tremenda. Da una parte i soldati del governo siriano, in molti casi islamisti reduci da dieci anni di guerriglia contro il regime tirannico di Assad che minacciavano saccheggi e violenze nelle zone curde. Dall’altra le Qasàd, reduci dalla guerra di liberazione contro lo Stato islamico, che si sentono in dovere di rappresentare a oltranza l’eroismo della resistenza curda davanti agli occhi del mondo. C’era il rischio che diventasse prima un assedio e poi una carneficina.

Per andare nell’est abbiamo noleggiato una macchina a Damasco. C’è la ruota di scorta vero? abbiamo chiesto quando siamo andati a ritirarla. Il centro della Siria è un deserto ostile e nessuno vuole scoprire lì in mezzo di non avere una ruota di scorta. Certo, ha risposto il tizio del noleggio con un sorriso, la ruota di scorta è attaccata sotto la macchina. Mi sono abbassato a guardare fino a quando il naso ha toccato l’asfalto. Non c’era niente.

Era troppo tardi per noleggiare un’altra macchina, quindi abbiamo comprato un piccolo compressore (diciotto euro, che il noleggiatore ci scalerà dal prezzo finale). L’idea è di usarlo se buchiamo per gonfiare la ruota fino a quando non arriviamo a destinazione.

Il viaggio fino a Deir Ezzor è lungo 450 chilometri e dura cinque ore. La strada attraversa uno spazio infinito, piatto e senza un filo d’erba come un fondale marino. A volte ci sono colline rocciose in lontananza. La nostra fretta di partire da Damasco prima del pomeriggio era dovuta al fatto che nel centro e nell’est della Siria è meglio non viaggiare dopo il tramonto. Ci sono cellule dello Stato islamico che sfruttano il buio come copertura per uscire dai nascondigli tra le colline rocciose e avvicinarsi alle strade. A febbraio la luce finisce alle sei. Vediamo carovane di tir muoversi assieme per sicurezza. A dicembre gli aerei americani hanno bombardato settanta nascondigli dello Stato islamico in questa zona.

Mentre ci avvicinavamo a Deir Ezzor abbiamo visto convogli militari siriani fermi ai lati della strada, in attesa di muovere oggi verso le regioni curde. Potrei scrivere altre cose, a cominciare dal fatto che abbiamo una visione romantica dei curdi ed è sbagliata. La realtà non è per nulla romantica. Ma sono le sei e mezza di mattina, fra poco i soldati siriani metteranno in moto i loro mezzi e cominceranno a guidare verso il Rojava, e c’è da seguirli in macchina.

Ciao, alla prossima, Daniele
(fonte: Il Post)


Data: 2/2/2026 ore 22:58

Io non ci vedo niente di male Cri, meglio solidarietà che indifferenza.
Theo


Data: 2/2/2026 ore 22:22

Addio a Nicolas Giani, l’ex Vicenza si è spento a soli 39 anni



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