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Data: 5/5/2026 ore 12:19

Milano Cortina, indagini della Corte dei Conti sull'arena hockey. “Extracosti per 130 milioni di euro”


Data: 5/5/2026 ore 12:15

Avrete letto tutti quello che è successo prima della partita di promozione fra Squinzano e Leverano: violenti scontri, con due tifosi che hanno perso le dita per il lancio e l'esplosione di bombe carta, ed un ragazzo in condizioni gravissime per essere stato più volte colpito con un cacciavite alla testa. Pubblichiamo questa riflessione in merito, inviata da un ragazzo che segue la nostra pagina e che abita proprio da quelle parti.

"Tra Squinzano e Leverano non è andata in scena soltanto una “notizia di cronaca”. Ridurre tutto a poche righe su uno scontro, qualche ferito e l’intervento delle forze dell’ordine significherebbe non capire nulla di ciò che davvero ribolle sotto la superficie.
Perché certe giornate non nascono dal nulla. Nascono da settimane, mesi, anni di tensioni accumulate, rivalità mai sopite, identità costruite attorno a un territorio e a un modo di vivere la curva che va oltre i novanta minuti. Squinzano e Leverano non sono solo due paesi sulla mappa: sono appartenenze, storie, gruppi che si riconoscono in colori, simboli e presenze.
Per capire davvero perché tra Squinzano e Leverano si accende una rivalità così intensa, bisogna uscire dalla logica dell’episodio singolo e guardare al contesto più ampio, quello che nelle fanzine spesso si legge “tra le righe”.
Prima di tutto c’è una questione territoriale. Parliamo di due realtà molto vicine, nella stessa area del Salento, con identità forti e ben radicate. Quando la distanza è minima, la differenza viene amplificata: il “noi” e il “loro” diventano più netti proprio perché si sfiorano ogni giorno. Non è una rivalità costruita a tavolino, ma qualcosa che cresce nella quotidianità, nelle conoscenze comuni, nei contatti inevitabili.
Poi c’è l’orgoglio di paese. In contesti come questi, la squadra rappresenta molto più di un risultato sportivo: è un simbolo. Difendere i propri colori significa difendere la propria comunità, il proprio nome. È qui che nasce quella tensione che non si spegne al fischio finale, ma continua fuori dal campo, nei racconti, nei ricordi, nelle generazioni che si passano il testimone.
Un altro elemento è la memoria. Anche quando non esiste un singolo evento “fondativo”, sono tanti piccoli episodi, trasferte tese, provocazioni, incontri precedenti, a costruire una narrazione condivisa. Ogni gruppo si porta dietro la propria versione dei fatti, che diventa verità interna e alimenta il confronto successivo. La rivalità si autoalimenta: più si parla di scontri e tensioni, più questi diventano parte dell’identità.

C’è poi il ruolo dei gruppi ultras stessi. La curva vive anche di contrapposizione: senza un “nemico”, perderebbe una parte della sua spinta. Questo non significa cercare lo scontro a tutti i costi, ma riconoscere che la rivalità è uno degli elementi che tengono viva la partecipazione. Il problema nasce quando la competizione simbolica — cori, striscioni, presenza — lascia spazio a dinamiche che escono dal controllo.
Infine, non va sottovalutato il fattore sociale. In realtà piccole o medie, dove le occasioni di aggregazione sono limitate, il calcio e la curva diventano uno dei principali spazi di espressione. Lì si canalizzano energie, frustrazioni, bisogno di appartenenza. La rivalità, in questo senso, diventa anche uno sfogo, una valvola che però può diventare pericolosa se non trova equilibrio.
Mettere insieme tutti questi fattori aiuta a capire perché certe tensioni non si spengono facilmente. Non si tratta solo di “antipatia sportiva”, ma di un intreccio di identità, memoria e dinamiche sociali. Proprio per questo, ridurre tutto agli scontri è fuorviante: quelli sono solo la punta visibile di qualcosa di molto più profondo — e, volendo, anche qualcosa su cui si potrebbe lavorare per evitare che degeneri."


Data: 5/5/2026 ore 12:11

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/04/caso-tortora-morte-diego-marmo-notizie/8374829/


Data: 5/5/2026 ore 12:3

Stadio Martelli settore ospiti è una ferita che continua a sanguinare all'interno di uno stadio intrombabile: lo equiparo a quello di Piacenza per il disagio degli ospiti.
Però ha ragione Semp: dietro la Te hanno rimesso a posto un parco che è una meraviglia vedere e godere.
Tutto aperto, tutto in ordine, tutto pulito, almeno apparentemente a chi, come me, ci passa davanti ogni tanto.
Tanta roba quella rimordenizzazione li, tanta tantissima roba.
Bravi!

Udn


Data: 5/5/2026 ore 11:59

Oggi alle 11 Padova saluta Alex Zanardi. La Basilica di Santa Giustina è lo stesso luogo in cui il 5 dicembre 2023 vennero celebrati i funerali di Giulia Cecchettin, e dove nell’ottobre scorso si disse addio ai tre carabinieri Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Berna, morti nell’esplosione del cascinale a Castel d’Azzano. Un luogo dove tanta gente si raduna quando un funerale significa esserci, insieme, per un momento che va oltre il commiato e spesso si carica di valenze simboliche: sarà così anche oggi, per un uomo che negli anni ha saputo correre dentro le vite di tanti.


Data: 5/5/2026 ore 11:58

Ma se ammettessimo che ormai il calcio ci ha rotto il cazzo e quindi cerchiamo ogni appiglio per criticarlo?
è giunta l'ora di fare CAMING AUT! (re)

Bargnocla


Data: 5/5/2026 ore 11:58




Data: 5/5/2026 ore 11:58

io ripeto sempre, non tifo per gli impianti nuovi ma trovo sbagliato dire NO a prescindere

Cri


Data: 5/5/2026 ore 11:47

Per me stadi nuovi tutta la vita
Per quanto abbi ricordi e sentimenti viscerali legati al Martelli, io provo sinceramente pena per i tifosi ospiti, per la vecchia curva assediata da muschi e licheni e per quella struttura in ferro chiamata curva da cui assistiamo alle partite
Tra l'altro dietro la Te hanno fatto un parco stile Versailles e il rudere del Martelli stona non poco in quel contesto
Semp


Data: 5/5/2026 ore 11:42

https://www.tuttomercatoweb.com/calcio-estero/allo-sbando-jamie-carragher-affonda-il-chelsea-i-giovani-non-vadano-piu-li-2230787


Data: 5/5/2026 ore 11:39

Eastender quelli vecchi soprattutto nelle serie inferiori non hanno ormai piu alcun requisito in regola con le normative vigenti.... che non è che ci siano solo in italia

MP


Data: 5/5/2026 ore 11:38

Arezzo, al netto che hanno lo stadio in una posizione diversa e messa meglio, hanno fatto un percorso netto e nei tempi indicati facendo le cose nel modo giusto.... dovendoci giocare durante i lavori è ovvio che ci vuole quasi il doppio del tempo.

MP


Data: 5/5/2026 ore 11:38

No agli stadi nuovi.
Eastender


Data: 5/5/2026 ore 11:29

La Lega di Vigevano ha appena candidato due musulmani in lista.
Uno è il portavoce del centro islamico locale, che ha annunciato la candidatura "nel nome di Allah". L'altra è una studentessa ventenne, che ha fatto i manifesti col velo.
E Salvini, che da trent'anni vive di "fermiamo l'islamizzazione", "vogliono imporci la sharia", apre il telefono stamattina e scopre che la sua Lega, la sua, candida gente che invoca Allah a Vigevano.
Provate a immaginare la scena.
Il Capitano col caffè in mano, lo sguardo perso, che fissa il volantino con la ragazza in velo e accanto il simbolo della Lega. Dopo trent'anni di Pontida, di "padroni a casa nostra", di rosari mostrati ai comizi, di Madonna invocata a ogni piè sospinto.
Salvini ovviamente è corso a smarcarsi: "Non rappresentano la Lega, chi li ha candidati ha sbagliato".
Peccato che a candidarli sia stato il SUO candidato sindaco, della SUA Lega.
Ma il capolavoro arriva quando il Capitano prova a spiegare il distinguo: "Il problema non è l'etnia o la religione". Ah no? E qual è il problema allora? "Non puoi fare un volantino in arabo inneggiando ad Allah o un volantino con il velo".
Ah ecco. Quindi i musulmani vanno bene, basta che non siano musulmani.
E quindi adesso bisognerà spiegare al Capitano che pure i numeri, quelli che usa per contare i suoi voti, sono arabi. Chissà come la prenderà.


Data: 5/5/2026 ore 11:25



gravina v PAGANESE


Data: 5/5/2026 ore 11:24

si MP ho visto rendere/progetti, lo spero anche perché l'attuale fa veramente cacare tra settori scoperti, tutti diversi, gradinata chiusa ecc ecc

Cri


Data: 5/5/2026 ore 11:22

per SEMP

https://www.youtube.com/watch?v=3VdLl0jWBI4

MP


Data: 5/5/2026 ore 11:21

i lavori iniziano prossima settimana... penso ci vorranno 3 campionati (ma non ho idea)

MP


Data: 5/5/2026 ore 11:16

Quando sarà pronto?
Semp


Data: 5/5/2026 ore 11:13

CRI il nuovo stadio dei tuoi amici arezzesi sarà un gioiellino

MP


Data: 5/5/2026 ore 11:13

https://www.crimeworld.com/northern-ireland/cops-blasted-as-cars-rampage-in-belfast-for-drug-dealer-who-died-in-lough-neagh-jet-ski-tragedy/a/151085775.html


Data: 5/5/2026 ore 11:10

verissimo UDN... le partite in casa spesso diventano un noioso "copia & incolla" per svariati motivi e secondo me anche tutte le minchiate che le società tentano di proporre fanno si che spesso siano quasi una rottura di cazzo al contrario magari delle trasferte. Aggiungi che per le gare in casa, salvo ormai rari casi, non c'è più nemmeno l'adrenalina "per gli ospiti" ecc ecc ed il gioco è fatto

MP


Data: 5/5/2026 ore 11:4

impianti di questo tipo dovrebbero essere quasi obbligatori...

Cri ded 2 Teramo


Data: 5/5/2026 ore 11:3

https://www.gazzetta.it/Calcio/04-05-2026/la-schedina-compie-80-anni-il-primo-vincitore-emilio-biasotti-incasso-426-826-lire.shtml


Data: 5/5/2026 ore 11:0

https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2026/05/04/news/un-asino-e-una-mucca-a-spasso-per-la-via-emilia-erano-quasi-arrivati-in-tangenziale-il-ciuco-ritrovato-al-centro-scommesse-1.100864899


Data: 5/5/2026 ore 11:0

un aggeggino cosi' mi garberebbe a anche a Pontedera
Ath



Data: 5/5/2026 ore 10:57



state seguendo con attenzione il tentativo dei tifosi del Barnet di tornare a giocare nel quartiere??

Cri


Data: 5/5/2026 ore 10:23

Certo, Mp, certo... come dici tu è normale, lo fanno tutti, io per primo.
Comunque devo confessare che mai come quest'anno ho avuto la sensazione di stanchezza, nell'andare alla partita.
In diversi casi sono andato perchè "dovevo" andare, non perchè morissi dalla voglia di esserci.
Questa sensazione mi è capitata solamente per le partite in casa, mentre nelle partite in trasferta mi sono sempre divertito un mondo, indipendentemente dal risultato finale.

Udn


Data: 5/5/2026 ore 10:9

Ei fu!
Al d’zeva col

Bargnocla


Data: 5/5/2026 ore 10:7

https://www.quinewsvaldera.it/pontedera-nuova-divisa-granata-disegnata-dagli-studenti-di-m.htm


Data: 5/5/2026 ore 10:4

Vabbè UDN penso però che sia anche normale che ogni tifoso possa sognare ad avere pretese x quello che è la sua squadra ecc ecc.... poi ovvio se un tifoso del Lecce non si accontenta "di lottare pe rnon retrocedere e salvarsi all'ultima giornata" è fuori dal mondo... ed alle varie proprietà, salvo qualche raro caso, non è che qualcuno le ha obbligate a prenderle le società

MP


Data: 5/5/2026 ore 9:56

https://www.corriere.it/sport/tennis/internazionali/26_maggio_05/andriano-panatta-1976-internazionali-intervista-6eb8a317-f80d-43cc-af1e-9fc1703fcxlk.shtml

Sempre sempre sempre goduto Adrianone... a livello di gioco gli preferivo McEnroe, ma ho sempre letto con attenzione ogni riflessione di Panatta, che per me ha una sensibilità umana elevatissima, seppure da privilegiato.
"Leggo" le sue interviste con il suo timbro di voce, per intenderci.

Udn


Data: 5/5/2026 ore 9:48

io (ri)guarderei volentieri Reality di Matteo Garrone
Ath 'giorno


Data: 5/5/2026 ore 9:40

esatto Udn

Paolo Crepet


Data: 5/5/2026 ore 9:38

Io godo molto che noi tifosi:
. vogliamo le squadre più forti possibili, che vincano qualcosa o perlomeno siano allo stesso livello delle squadre più odiate
. che arrivino giocatori forti e che ci facciano sognare
. che arrivino dirigenti e tecnici che ci facciano divertire

Dimenticando al contempo che per tutto questo servono soldi, tanti soldi e tempo, tanto tempo, mentre noi, nel frattempo, ci lamentiamo dei biglietti troppo cari.

Ricapitolando: vogliamo spendere poco per andare allo stadio e vedere vincere e far divertire la nostra squadra, con denaro messo dalla proprietà che, in quanto ricca, può permettersi di sputtanare i soldi per il nostro godimento.

Si insomma, a noi piace fare i culani con i sederi di altri.

Udn


Data: 5/5/2026 ore 9:37

Invidio questo sotto solo per il semplice fatto che ha del tempo da perdere per seguire il grande fratello.

Bargnocla


Data: 5/5/2026 ore 9:31

MISERIE

C'è una carriera politica che dura decenni. Poi arriva l'età, e arriva...il Grande Fratello!
Alessandra Mussolini ha militato nell'MSI, ha fondato Alternativa Sociale, ha frequentato i corridoi della fiamma tricolore e le stanze in cui si parlava di sangue, patria e confini. Si è formata accanto a Fiore e Forza Nuova.
Poi, come tanti suoi simili, cambia. La stessa persona che aveva fatto del rigore identitario la propria bandiera comincia ad apparire con i colori dell'arcobaleno.
E poi il Grande Fratello. STRAPAGATA per starnazzare in prima serata insieme ad altri trombati dello spettacolo. Per litigare con nessuno, su niente, davanti a milioni di persone che guardano i suoi reel perché non hanno altro da fare e alimentano la fama di tali soggetti.
Una transizione fluida da un palcoscenico all'altro, con la stessa faccia sicura di chi sa che il pubblico ha la memoria corta e i giornalisti quella ancora più corta.
Questo è il vero prodotto della politica italiana degli ultimi trent'anni, non tanto l'opportunista che cambia casacca (quello esiste da sempre) ma l'opportunista che, non trovando più sbocchi nel suo ambiente, si riversa altrove senza nemmeno fingere una ragione. Nessuna spiegazione, nessun imbarazzo, nessuna rottura dichiarata con il proprio passato. Solo la stessa presenza, lo stesso nome, adattati al contenitore disponibile.

Il pensiero era già vuoto prima. La televisione si è limitata a renderlo visibile.

Miserie.


Data: 5/5/2026 ore 9:30

tra Inghilterra e Scozia finali di campionato da seguire con super attenzione

Cri


Data: 5/5/2026 ore 9:25

io sono curioso di vedere come cambierà la vita di tifoserie tipo Toro/Lazio se e quando avranno nuovo proprietario.

Cri


Data: 5/5/2026 ore 9:24

https://www.rivistaundici.com/2026/05/04/real-saragozza-crisi-spagna/



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