Bego Kb Msl e B.p per Sempre

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Data: 15/7/2026 ore 21:14

Bellingham la puta que te parió

Leandro Paredes


Data: 15/7/2026 ore 21:13

Argentina, la vicepresidente Villarruel prima della semifinale mondiale: “Inglesi pirati usurpatori”


Data: 15/7/2026 ore 21:12

lattina si Stella Artois, Godo

Cri sez TROVA VAIPER


Data: 15/7/2026 ore 21:11

argentini pensano di stare ancora nelle trincee a Goose Green

Cri


Data: 15/7/2026 ore 20:56

L'inno argentino tra i più brutti al mondo. U.


Data: 15/7/2026 ore 19:38

Ritengo questo Mondiale il trionfo dell'omologazione. Un tempo la rassegna iridata era un'affascinante finestra sul mondo. Assistere al Mondiale costituiva un modo per conoscere identità peculiari, legami inossidabili, radici profonde. Del resto la bellezza fiorisce nelle differenze, non nell'uniformità. Oggi invece è spesso difficile distinguere una Nazionale dall'altra. Ho notato, ad esempio, maglie fluo (penso alle seconde di Francia, Belgio, Portogallo) pressoché identiche tra loro, in un guazzabuglio cromatico. Eppure la maglia per una Nazionale dovrebbe essere un simbolo, non un mero prodotto di merchandising. Su questo appiattimento culturale, tuttavia, svetta qualche felice eccezione. È il caso dell'Argentina. Vedere i calciatori dell'albiceleste festeggiare la vittoria che li ha portati a giocarsi la semifinale contro la storica rivale Inghilterra cantando un coro che fa riferimento alla rivendicazione nazionale sulle isole Malvinas è molto romantico. Al di là dei torti e delle ragioni, al di là delle posizioni politiche d'ognuno, bisogna ammettere che c'è un cuore in quella squadra che batte all'unisono con un popolo. Quei ragazzi che cantano entusiasti sono l'espressione di un legame storico che attraversa le generazioni. Mentre altri calciatori giocano con una Nazionale con lo stesso spirito con cui potrebbero giocare con un'altra, questi argentini si sentono parte di una comunità. È questo il bello del calcio. È questo il bello del Mondiale che ancora sopravvive.


Data: 15/7/2026 ore 19:13




Data: 15/7/2026 ore 19:5

La Camera ha approvato all'unanimità, con 353 sì, nessun contrario e parere favorevole del governo l'emendamento della maggioranza sul voto dei fuorisede. Se la legge elettorale entrerà in vigore, in occasione delle elezioni politiche, europee e per i referendum, chiunque per motivi di studio, lavoro o cura si trovi temporaneamente in un Comune diverso da quello di residenza, potrà votare per i candidati del collegio dove si è domiciliati facendo apposita richiesta in un registro ad hoc


Data: 15/7/2026 ore 18:42

triestino vero saggio, ogni Gay pride... all'arrembaggio!

Cri


Data: 15/7/2026 ore 18:41

bella la scolaresca con maestra in mezzo agli spallini.

l'Osservatorio


Data: 15/7/2026 ore 18:40

Sono quelli che hanno rimbalzato a Istanbul e in Egitto. U.

Beh che dire? Scelta intelligente, quella di Trieste. Gli avranno portato un botto di business. I coppietti sono in genere ricchissimi, perchè in genere molto ben educati (istruiti e quindi con buoni lavori) e in pochi hanno figli.
Theo


Data: 15/7/2026 ore 18:38

Non mi sono mai sentito così osservato, camminando per il centro. Rasente i muri. U.

AHAHAHAHAH!!!!!!! Theo


Data: 15/7/2026 ore 18:37




Data: 15/7/2026 ore 18:37

Un club storico che muore definitivamente per colpa di una gestione nefasta di Gerard Lopez, che ha anche liquidato il Mouscron belga e ha portato il Boavista sull'orlo della scomparsa.

La roba veramente incredibile - e soprattutto inaccettabile - è che uno così sia a piede libero dopo aver fatto fallire la prima squadra e possa rifarlo a ripetizione con altri club.
Theo


Data: 15/7/2026 ore 18:24

A Parma c’è appena stato una sorta di Giorno del Giudizio
Mai visto una roba del genere!
Ma ora come in ogni bella favola che si rispetti SBLENDE IL SOLE IN GELO!

Bargnocla


Data: 15/7/2026 ore 18:21

per il trova cri basta cercare un cappellino

Stasera sono combattuto...ma dico Argentina---perchè senno sembra la finale dell'europeo.
Non varrebbe se ci fossimo noi...ma mi pare di no.
Max69


Data: 15/7/2026 ore 18:13

Carlos Alcaraz ha trascorso alcuni giorni sul suo lussuoso yacht, ormeggiato nei pressi della Costiera Amalfitana, in compagnia di altre tre coppie ma soprattutto di una bionda sconosciuta, che nemmeno i giornalisti spagnoli sono riusciti a identificare. "Carlos e questa ragazza bionda hanno condiviso momenti teneri e intimi".


Data: 15/7/2026 ore 18:13




Data: 15/7/2026 ore 18:10

sono molto tentato di andare al cinema per "Odissea" di Nolan

Cri


Data: 15/7/2026 ore 18:3



15.52...Salvatore Di Somma?

Bigazzi


Data: 15/7/2026 ore 17:54

“England won a World Cup with a goal, and it’s plain to be seen by everyone that it never crossed the line, so I don’t think it’s fair that anyone should judge me.”

- Diego Maradona


Data: 15/7/2026 ore 17:53

stasera gruppo d'ascolto?

Cri


Data: 15/7/2026 ore 17:53

sembro io al matrimonio di mio cugino quando con fascia giallorossa ho celebrato il matrimonio

Cri


Data: 15/7/2026 ore 17:52




Data: 15/7/2026 ore 17:49

STORIA SCRITTA AL TOUR DE FRANCE: BATTUTO IL RECORD DI VELOCITÀ SEGNATO NEL 1999 IN UNA TAPPA VINTA DA DI MARIO CIPOLLINI

L'undicesima tappa del Tour de France 2026 non verrà ricordata solo per la sorprendente vittoria di Søren Wærenskjold a Nevers, ma entra ufficialmente nella leggenda del ciclismo. Oggi si è volato a medie incredibili, anzi... a medie mai viste prima!
Con una frazione letteralmente impazzita, è stato frantumato il record della tappa in linea più veloce della storia della Grande Boucle.
I numeri del nuovo primato:
Percorso: 161,3 km
Velocità media: 50,91 km/h
Vincitore: Søren Wærenskjold

Cade un record mitico che resisteva da 27 anni
Il precedente record assoluto risaliva al lontano 1999. Nella quarta tappa da Laval a Blois (194 km), il leggendario Mario "Re Leone" Cipollini sfrecciò sul traguardo firmando una media impressionante di 50,36 km/h.


Data: 15/7/2026 ore 17:28

cmq dal mio vissuto potrei dire:

pro UK:
la birra, i pub (anche se sempre inferiori a quelli livor..ehm, Irlandesi), alcune fisionomie di fiche, la musica, il mettere "fucking" davanti al 99% delle espressioni, alcuni accenti, i cori spontanei

pro Argentina:
alcune fisionomie di fiche (sebbene mai assaggiate), il calore del tifo, la carne alla brace

Ath


Data: 15/7/2026 ore 17:22

possiamo dire Argentina - Inghilterra mate ma non mates?
Ath


Data: 15/7/2026 ore 17:20

sudo, puzzo, e non sono nemmeno felice
Ath


Data: 15/7/2026 ore 17:8

qui in arrivo allerta meteo da pavura!
Steve


Data: 15/7/2026 ore 16:51

Noi con gli argentini ci prendemmo a Yokohama fuori dallo stadio.

Al ritorno era metà aereo loro

A


Data: 15/7/2026 ore 16:40

magari poi trovano un accordo.... di sicuro Giovannini, oltre il compenso personale (circa 30mila euro), vorrà un budget di almeno 4/500 mila euro (e già sono all'osso)....

MP


Data: 15/7/2026 ore 16:36

e' durata tanto la "favola" Giovannini..
giuro che stamani ero restio a mettere il link del Tirreno perche' temevo, anzi ero quasi sicuro, che col cazzo che si metteva a perder tempo (e denari) con quei bandoni
Ath


Data: 15/7/2026 ore 16:32

Comincia il pomeriggio di rovesci, temporali, vento e pioggia al Nord Italia. Temporali sono in corso sulle zone occidentali delle province di Trento e Bolzano, sulla provincia di Sondrio, nelle zone settentrionali delle province di Lecco e Como ma soprattutto una lunga fascia di rovesci e temporali si estende in Piemonte dalla provincia di Verbania-Cussio-Ossola fino alle province di Torino, Asti ed Alessandria con i temporali piu' intensi tra Domodossola ed Omegna e a sud di Torino muovendosi verso Est.

Nelle prossime ore e fino a tarda serata l'instabilità interesserà anche tutto il resto della Pianura Padana.



Data: 15/7/2026 ore 16:30

aprrezzo l'attaccamento che hanno gli argentini per la maglia la nazione ecc ecc ma per me sono deu subumani ai livelli dei vogatori norvegesi

MP


Data: 15/7/2026 ore 16:28

https://www.iltirreno.it/pontedera/sport/2026/07/15/news/pontedera-niente-accordo-tra-giovannini-e-i-brasiliani-si-continua-a-trattare-futuro-granata-sempre-piu-nero-1.100895250

MP


Data: 15/7/2026 ore 16:27

Trop long!
Sulle note di?!

Bargnocla


Data: 15/7/2026 ore 16:26

Por Malvinas, por el Diego, por la última de Leo
Nelle ultime settimane potreste aver incrociato online un video in cui i tifosi o i calciatori dell'Argentina cantano il nuovo coro che li sta accompagnando in questi Mondiali. Nasce dalla canzone scritta dal cantante argentino Palmito intitolata "La cuarta estrella", la quarta stella, quella che l'Argentina si metterebbe sulla maglia qualora vincesse il suo quarto Mondiale. Il coro contiene varie rivendicazioni storico-calcistico-politiche. Vengono menzionati i Mondiali di USA 1994, durante i quali Diego Maradona fu squalificato per doping, e soprattutto l'arcipelago delle Falkland/Malvinas (per gli argentini solo Malvinas), per cui Argentina e Inghilterra combatterono nel 1982 una guerra vinta dall'Inghilterra, che mantenne il controllo sulle isole, oggi territorio d’oltremare britannico.

Lionel Scaloni, allenatore dell'Argentina, ha già tenuto a far sapere che quella che si giocherà stasera tra Argentina e Inghilterra sarà «solo una partita di calcio». È difficile però che sia effettivamente così, soprattutto per gli argentini, per la maggior parte dei quali la questione delle Falkland/Malvinas non si è mai davvero conclusa. Il sentimento nazionalista – sia sulla guerra sia sulle rivendicazioni di sovranità sulle isole – è rimasto fortissimo, è presente in numerosi aspetti della vita quotidiana, dalle banconote alla Costituzione, nei film e nelle serie tv: e probabilmente è una delle poche cose che uniscono gli argentini quanto la nazionale di calcio.

Per questi motivi Argentina-Inghilterra non è mai una partita banale. A dire il vero nemmeno lo era stata prima del 1982. Nei quarti di finale dei Mondiali del 1966, organizzati in Inghilterra, la nazionale ospitante batté 1-0 l'Argentina con un gol di Geoff Hurst, in una partita rimasta celebre soprattutto per l'espulsione del capitano argentino Antonio Rattín, che uscì dal campo solo otto minuti dopo (fingendo di non capire le parole dell'arbitro) stropicciando una bandiera del Regno Unito. Da quell'episodio originò l'invenzione del cartellino rosso.

La più famosa Argentina-Inghilterra (anzi diciamo pure la più famosa partita nella storia dei Mondiali) fu giocata nel 1986 in Messico, anche in quel caso ai quarti di finale. Si giocò quattro anni dopo la fine della guerra, il cui ricordo era ancora molto presente soprattutto tra gli argentini. L'Argentina vinse 2-1 con una doppietta del suo capitano Diego Maradona: un gol di mano, la famosa Mano de Dios, e uno ancora oggi ricordato come il gol del secolo. L'Inghilterra vinse i Mondiali del 1966, l'Argentina quelli del 1986.

Da quel momento Argentina e Inghilterra si sono affrontate altre due volte ai Mondiali: agli ottavi di finale del 1998, quando l'Argentina vinse ai rigori, in una partita rimasta famosa soprattutto per l'espulsione di David Beckham (ottenuta con una certa furbizia da Diego Simeone); e poi nei gironi ai Mondiali successivi, con vittoria per 1-0 dell'Inghilterra, proprio con gol di Beckham. Sia nel 1986 che nel 1998 l'Argentina indossò la sua seconda maglietta, quindi non quella a strisce bianche e celesti, ma una a tinta unita blu. Per stasera ha chiesto alla FIFA (e ottenuto) di giocare di nuovo con la seconda maglia, quest'anno di un blu piuttosto scuro.

La partita di oggi non avrà la carica emotiva e politica di quarant'anni fa, ma per la prima volta vale la finale. Per l'Inghilterra sarebbe appena la seconda della storia, sessant'anni dopo la prima, e la prima in un Mondiale giocato al di fuori dell'Inghilterra. Per l'Argentina sarebbe la seconda consecutiva. Le uniche nazionali ad aver vinto due Mondiali consecutivi al momento sono l'Italia (1934 e 1938) e il Brasile (1958 e 1962). La cuarta estrella finisce con un auspicio: «Argentina quiero verte bicampeón». Stasera scopriremo se sarà ancora possibile.

Stasera sapremo quale sarà la finale, che di sicuro sarà inedita per i Mondiali, visto che nell'unica precedente la Spagna giocò contro l'Olanda. Potrebbe essere una rivincita di quella degli scorsi Europei, o una tra Lionel Messi e quello che, calcisticamente parlando, viene considerato il suo erede, Lamine Yamal.


Data: 15/7/2026 ore 16:25

Per battere la Francia vista fin qui ci voleva una partita eccezionale, e la Spagna l'ha fatta, tornando in finale dei Mondiali sedici anni dopo la prima volta. Sin dall'inizio la nazionale allenata da Luis de la Fuente ha imposto il suo gioco e il suo approccio. Ha limitato benissimo i fenomenali attaccanti della Francia grazie a una fase difensiva attenta e soprattutto a un'ottima gestione del pallone e a una perfetta occupazione degli spazi, con e senza il pallone.

Gran parte di quello che ha fatto la Spagna ha reso la partita meno avvincente, perlomeno per i tifosi neutrali, perché fin da subito ha disinnescato ciò che aveva reso spettacolare la Francia. Però è stato tatticamente intrigante vedere come lo ha fatto, e come talenti magari meno plateali di quelli francesi hanno avuto la meglio grazie all’organizzazione tattica. In quasi tutte le partite della Francia avevamo visto decine di azioni d'attacco; ieri si fatica a ricordarne una, se non quelle (comunque non molto insidiose) fatte nei minuti finali, nel momento del tutto-per-tutto.

Nel podcast Che partita hai visto di Ultimo Uomo, Daniele Morrone ed Emanuele Atturo hanno evidenziato come in un Mondiale fin qui segnato da grandi prestazioni individuali dei migliori calciatori, la Spagna abbia vinto con una grande partita di squadra. Presi uno a uno, i calciatori della Francia sono nel complesso migliori di quelli della Spagna (pur fortissimi): ieri è sembrato il contrario. Dani Olmo ha giocato meglio di Michael Olise, Mikel Oyarzabal meglio di Kylian Mbappé.

Dopo essere arrivato in finale nel 2018 e nel 2022, questa volta Mbappé si è fermato prima. Si parlava di questa Francia, e a ragione, come di una delle migliori nazionali di sempre, perlomeno per talento individuale. La Spagna di ieri l'ha sovrastata sotto ogni punto di vista, finendo la partita tra gli olé del pubblico a ogni passaggio.

Mikel Oyarzabal è un calciatore emblematico di questa Spagna. È un attaccante poco appariscente e pure poco conosciuto, perché ha sempre giocato nella Real Sociedad, che non è né il Real Madrid né il Barcellona. Ha 29 anni, è basco ed è un attaccante di manovra, cioè tecnico, bravo a giocare con e per la squadra, e quindi ideale per il gioco elaborato della Spagna.

Segna pure tanti gol eh: ne ha fatti 30 in 60 partite con la Spagna, di cui 17 nelle ultime 18. Sono spesso gol importanti, come il rigore dell'1-0 di ieri, o come il gol all'Inghilterra che decise la finale degli Europei di due anni fa. Prima dei Mondiali l’allenatore spagnolo Luis de la Fuente aveva detto di lui, intervistato dalla rivista sportiva spagnola Panenka: «È un giocatore molto affidabile. Un giorno sarà un grande allenatore, perché vede il calcio molto bene, interpreta alla grande le situazioni di gioco e capisce alla perfezione cosa deve fare in base alla posizione in cui si trova».

Sono caratteristiche che valgono per quasi tutti i calciatori della Spagna, molti dei quali de la Fuente allenò nelle varie nazionali giovanili. C'erano Oyarzabal, Mikel Merino, Dani Olmo e Fabián Ruiz nella Spagna Under 21 che, allenata da de la Fuente, vinse gli Europei nel 2019. E nella Spagna che vinse gli Europei Under 19 del 2015, sempre con de la Fuente, c'erano Merino, Unai Simón e Rodri, quest'ultimo tra i migliori in campo ieri. In telecronaca Andrea Stramaccioni li ha chiamati «i figli di de la Fuente». Tutte le nazionali giovanili della Spagna giocano con gli stessi principi di gioco, con l'idea di controllare il pallone, di pressare appena lo si perde, di muoversi di continuo per il campo alla ricerca dello spazio giusto.

La Spagna di de la Fuente non perde nei 120 minuti da 37 partite, record condiviso con l'Italia di Roberto Mancini (tra il 2018 e il 2021). Nella sua storia ha perso una finale degli Europei su cinque, e ha vinto l'unica giocata ai Mondiali, quella del 2010. Insomma, Inghilterra o Argentina sono avvisate.


Data: 15/7/2026 ore 16:12

Dopo l’era Deschamps, conclusa con un Mondiale vinto in 14 anni, ora per la Francia inizia quella sotto la guida di Zinedine Zidane.
Aspettava questo momento da 5 anni, quando ha lasciato il Real Madrid rifiutando diverse offerte dai club in attesa dell’addio del suo ex compagno.
Da uno che ha vinto tre Champions di fila alla prima esperienza da allenatore, possiamo aspettarci davvero di tutto.


Data: 15/7/2026 ore 15:27

BDAr self spy

BISL



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