Bego per Sempre

Ci sono 800 messaggi


Data: 14/8/2019 ore 4:28

BUENOS AIRES - “Pensi che avrei rinunciato alla finale mondiale per una botta alla spalla? Sei pazzo?”, disse Josè Luis Brown al giornalista che lo intervistava parlando del trionfo mondiale dell’Argentina ‘86. Eppure le immagini che scorrevano in sottofondo erano inequivocabili, impressionanti. Altro che botta, un colpo fortissimo, la spalla praticamente slogata, Brown a terra che si contorce per un dolore (che se un irriducibile come lui definisce “insopportabile” vuol dire che è disumano) e la decisione geniale: il difensore fa un buco nella maglia e infila il dito, così da reggere il braccio destro come fosse una fasciatura. Poi stringe i denti e continua la partita fino all’apoteosi del 3-2. Era l’inizio del secondo tempo di Argentina-Germania all’Azteca, il 29 giugno 1986, e Brown, che quel Mondiale neanche avrebbe dovuto giocarlo, aveva addirittura segnato il gol del temporaneo 1-0 con uno stacco di testa travolgente. “Rinunciare? Sei pazzo?”.
I GUERRIERI — Perché quello era lo spirito di un’Argentina mai così operaia e irriducibile. Non una squadra di fenomeni, di esteti. C’era Maradona ai suoi massimi, costretto dal c.t. finalmente ad allenarsi come un atleta, e davvero in quei giorni avrebbe potuto vincere tutto da solo. C’era un attaccante intelligente come Valdano. C’era una mezzala offensiva di buona tecnica, Burruchaga, che verticalizzava a destra, trasformando il teorico 3-5-2 in una specie di 3-4-3. E c’era un gruppo di guerrieri esaltati dalla tattica e dalla psicologia di Carlos Bilardo che, un po’ come Enzo Bearzot quattro anni prima, aveva creato una “squadra”. Nella quale Maradona era la stella polare. Pare che fosse proprio questo il motivo dell’addio di Passarella, il libero titolare, alla vigilia del torneo. Si parlò di problemi intestinali, di “Montezuma”, ma in realtà le due anime leader difficilmente convivevano e Diego aveva avuto la meglio. Per cui il ruolo di libero sarebbe passato al “Tata” Brown.
IL LIBERO — Brown interpretò il ruolo di libero al totale servizio della squadra. Non aveva la personalità di Passarella, ma la forza di quell’Argentina era nella compattezza difensiva: lui si piazzò davanti al portiere Pumpido, un passo indietro a Cuciuffo (a destra) e Ruggeri (a sinistra), i due stopper, in una linea che diventava a cinque in fase di non possesso con gli arretramenti degli esterni Giusti e Olarticoechea. La regia passava per le geometrie e personalità di Sergio Batista, il centrale che smistava la manovra in impostazione, protetto dal ritmo di Enrique, mentre alla sua destra Burruchaga cuciva il gioco con l’attacco dove Maradona era un dio.
IL TRIONFO — Quell’Argentina vinse sei partite su sette, fermata sul pari soltanto dall’Italia che, nella fase a gruppi, la costrinse all’1-1. Superò la Corea del Sud (3-1) e la Bulgaria (2-0) nel girone, e poi negli ottavi l’Uruguay (1-0), nei quarti l’Inghilterra (2-1) con la “mano di Dio”, in semifinale il Belgio (2-0) con altra doppietta di Maradona. In finale, quindi, la Germania di Rummenigge e Matthaus, con il futuro centrocampista interista che si incolla a Diego ma invano, mentre Valdano si sacrifica in copertura soprattutto per fermare la potenza di Briegel. Doppio vantaggio dell’Argentina (Brown appunto e Valdano), la Germania che dallo 0-2 si porta sul 2-2 con Rummenigge e Voeller, ma all’83’ Burruchaga firma il definitivo 3-2. E uno come Brown avrebbe dovuto rinunciare per una “botta” alla spalla? “Sei matto?”...


Data: 14/8/2019 ore 4:22

BUENOS AIRES - Il calcio argentino piange José Luis Brown, per tutti Tata, difensore dell’Albiceleste campione del mondo nel 1986, morto a 62 anni a La Plata, dove da tempo lottava con il morbo di Alzheimer. “Ancora non ci posso credere, perché sei sempre stato un toro - lo ha salutato su Facebook Diego Armando Maradona -. Ci mancherai molto, Tata. Non sai quanto mi dispiace, fratello. Quelli che hanno goduto della tua amicizia non ti dimenticheranno mai”.
Roccioso difensore, Brown ha giocato 36 partite con la maglia dell’Argentina segnando un gol, proprio nel giorno del Mondiale vinto, la rete di apertura della finale poi vinta 3-2 contro la Germania Ovest, incornando di testa una punizione dalla destra di Jorge Burruchaga su cui era uscito clamorosamente a vuoto il portiere tedesco Harald Schumacher. Fa parte della leggenda di “Tata” anche la sua stoica decisione di restare in campo nel finale di quella partita nonostante la lussazione della spalla.
È stato il momento più alto di una carriera spesa in gran parte all’Estudiantes di La Plata, prima delle esperienze al Nacional de Medellin in Colombia, al Boca Juniors, al Deportivo Espanol, allo Stade Brestois in Francia e al Real Murcia in Spagna, prima di chiudere da giocatore al Racing de Avellaneda. Dopo il ritiro, ha allenato fino al 2013, lavorando a lungo insieme a Carlos Bilardo e Oscar Ruggeri, poi anche per la federazione argentina sia con le nazionali giovanili (under 17, 20 e l’olimpica d’oro nel 2008 con Messi, di cui era allenatore in seconda), sia dal 2008 al 2011 come vice della prima squadra affiancando prima Diego Armando Maradona e poi Sergio Batista.
Theo news


Data: 14/8/2019 ore 4:18

BUENOS AIRES - Tutto pronto per l’esordio di Daniele De Rossi con la maglia del Boca Junior. Questa notte alle 2.10 italiane, l’ex capitano giallorosso affronterà, a La Plata, l’Almagro, per i sedicesimi di Copa Argentina. Per il debutto, i tifosi Xeneizes, che riempiranno gli spalti dell’impianto con oltre 20.000 presenze, hanno preparato un’accoglienza da brividiper il numero 16.
Nonostante la trasferta, sarà un clima infuocato per “Peña Los Xeneizes de La Plata”, che, oltre ad aver oganizzato un corteo per raggiungere lo stadio, hanno stampato 10.000 cartoncini e 10.000 adesivi che saranno distribuiti nei pressi dello stadio. Inoltre, è stato realizzato un quadro che regaleranno proprio a De Rossi.
Theo news


Data: 14/8/2019 ore 4:15

MARSIGLIA - Adil Rami e il Marsiglia si dicono addio. La società francese ha risolto il contratto con il difensore a seguito di alcuni comportamenti non consoni. L’ex anche del Milan, dopo i problemi avuti con la compagna Pamela Anderson, aveva anche partecipato ad una trasmissione televisiva mentre era infortunato.
Secondo quanto riporta L’Equipe, infatti, il Marsiglia avrebbe deciso di risolvere unilateralmente il contratto che ancora legava Rami al club francese fino al 30 giugno 2021. Alla base della decisione della società di Ligue 1 ci sarebbe la partecipazione di Rami allo show televisivo Fort Boyard nel periodo in cui il difensore era infortunato e non si era presentato agli allenamenti. Non solo. Rami avrebbe preso parte ad una sfilata di moda a Montecarlo mentre la squadra giocava al Velodrome. Un comportamento ritenuto poco professionale che ha scaturito la reazione del club.
La decisione del club sarebbe già stata comunicata a Rami che, a questo punto, potrebbe impugnare la risoluzione unilaterale e portare il Marsiglia in Tribunale per ottenere quanto gli spetta. Un altro capitolo della telenovela Adil Rami sta per iniziare con una possibile battaglia legale alle porte.
Theo news


Data: 14/8/2019 ore 2:36

EINSTEIN DISSE: NESSUN TOPO È COSÌ STUPIDO DA COSTRUIRE UNA TRAPPOLA PER TOPI...NON AVEVA VISTO IL SUD VOTARE LEGA


Data: 13/8/2019 ore 21:18

Direzione miglior pizza napoletana in zona.. Daje Anny daje

Cri


Data: 13/8/2019 ore 19:7




Data: 13/8/2019 ore 18:33

non è l'unica velleità dei padri fondatori.

Annibal sez. meno male che cì è Salvini


Data: 13/8/2019 ore 18:30

la Vostra costituzione ripudierebbe la guerra tra l'altro.
Annibal


Data: 13/8/2019 ore 18:30

CASSINO STRAMERDA
Annibal


Data: 13/8/2019 ore 18:29

filetti di salmone in scatola, tutto sommato sarei indeciso.
Annibal


Data: 13/8/2019 ore 18:28




Data: 13/8/2019 ore 18:27

Stamattina visita al neonato WAR MUSEUM GARIGLIANO RIVER.
Un piccolo gioiello nato dalla passione degli organizzatori. Pieno di materiale ed in continua espansione.

Cri


Data: 13/8/2019 ore 18:26

Caldo ma acqua abbastanza trasparente, si gode

Cri


Data: 13/8/2019 ore 18:24

Fica ne abbiamo!?!?

Cri


Data: 13/8/2019 ore 18:23

E allora auguri ai Bandaccisti che invecchiano

Cri




Data: 13/8/2019 ore 18:22

Buon pomeriggio da Vinicio, Formia!

Cri


Data: 13/8/2019 ore 18:16

feed your b-ass
Annibal



Data: 13/8/2019 ore 18:14



è allora boh.
Annibal


Data: 13/8/2019 ore 18:13

è tutta questione di mente, stà lì il problema.
Annibal


Data: 13/8/2019 ore 18:12

in cucina non ci metto piede.
ci ho ancora due settimane di tempo pe na badante ucraina a basso costo.
Annibal



Data: 13/8/2019 ore 18:6

SIBERIA invece ce lo teniamo è "termine" sempre in voga a quanto pare.
Annibal


Data: 13/8/2019 ore 18:5

e na settima che devo leggere il messagino della mogliera su come utilzzare i programmi daa lavatrice, so quasi rimasti in mutande, stasera giuro forse.
Annibal


Data: 13/8/2019 ore 18:4

Cri, straperdonatissimo.

annibal sez eccheculo


Data: 13/8/2019 ore 18:3

io bandirei le parole montagna e freddo.
Annibal


Data: 13/8/2019 ore 18:2

appena docciato grondo umido.
Annibal


Data: 13/8/2019 ore 18:1

Eh si blur ma io sono nato in montagna :-)

Non abituato alle onde

A


Data: 13/8/2019 ore 17:16

C'è un grande Renzi in conferenza stampa!

DRAGO D.O.C. Sez. in Siberia, SUBITO!!!


Data: 13/8/2019 ore 17:10

Ero ironico.
Blur


Data: 13/8/2019 ore 16:14

A. e ho capito, ma se vi spaventate alla prima onda lunga che trovate,
non uscite più dalle montagne.
Con un segno della croce, in mare vai dappertutto, come dicevano i vecchi marinai.
Blur
(o forse vai tranquillo in Paradiso, non ricordo bene)



Data: 13/8/2019 ore 16:8

voglia di un cane.

A


Data: 13/8/2019 ore 16:7

cmq bello avere a che fare in Agosto con FIGC per un trasferimento da svizzera a italia

se mi sparo nei coglioni è meglio

A.


Data: 13/8/2019 ore 16:7

blur altro che segno della croce

boia


A


Data: 13/8/2019 ore 15:41

L'incidente nel poligono militare di Severodvinsk, costato la vita a cinque dipendenti del colosso nucleare russo Rosatom, è stato il risultato di un "test missilistico su una piattaforma offshore" andato storto. Lo riferisce la stessa azienda, precisando che "dopo il completamento del test, del propellente ha preso fuoco e c'è stata una detonazione". L'incidente ha provocato anche l'allarme per un innalzamento del livello di radioattività nell'area.


Data: 13/8/2019 ore 15:41

Poi vi interrogo. U.


Data: 13/8/2019 ore 15:31

Ma giusto.
Msl


Data: 13/8/2019 ore 15:31

Severodvinsk


Data: 13/8/2019 ore 15:30

A beh se è della settimana scorsa che ce frega,
un paio d'ore all'aria aperta e non ci sono
Più contaminazioni.
Blur


Data: 13/8/2019 ore 15:29

Le Brigate dell’Atalanta Un pugno chiuso, da una parte, una mano con le due dita a indicare il simbolo della vittoria, dall’altra. Il primo striscione che compare nella curva Nord dello stadio di Bergamo, nel 1972, è Atalanta Commandos. Un anno dopo, nel 1973, verranno affiancati dai Panthers, che raccolgono giovani della zona di Dalmine e dintorni. Bisogna arrivare al 1976 per veder nascere le Brigate Neroazzurre (BNA), che diventeranno presto una delle realtà più importanti e rispettate del panorama ultras italiano. Nel 1982 i Commandos si scioglieranno, ormai sovrastati dal temperamento delle Brigate, diventate in pochi anni il punto di riferimento del tifo atalantino. Nel 1983 nascono i Wild Kaos, frutto della sintesi di tre piccole realtà preesistenti: i gruppi Stoned, Island Collective e l’Armata. La linea dei Kaos sarà ancora più estrema di quella delle Brigate Neroazzurre. Negli anni Ottanta, con la violenza che raggiunge il picco, la curva atalantina si segnala come una tra le più aggressive d’Italia, ma ponendosi come capofila di una filosofia che non rinnega mai lo scontro fisico, a patto che sia pugno contro pugno, mai con i coltelli, che invece si stavano purtroppo diffondendo rapidamente nelle curve (e nelle strade) in quella fase. Una filosofia che verrà ribadita anche nel 1995 in quel «Basta lame, basta infami», alla base del comunicato congiunto delle tifoserie italiane dopo la morte di Vincenzo Spagnolo a Genova, un testo che avrà una forte impronta proprio degli ultras atalantini. Attualmente, dopo la fine dei Kaos, la nascita dei Supporters e lo scioglimento delle Brigate Neroazzurre (settembre 2005), i gruppi della curva Pisani si riconoscono nel nome “Curva Nord Bergamo”.


Data: 13/8/2019 ore 15:27

Si Blur ma la settimana scorsa!

DRAGO D.O.C. Sez. sono arrivate le radiazioni?



[1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] 8 [9] [10] [11] [12] [13] [14] [15] [16] [17] [18] [19] [20]


Scrivi sul muro









 

 

Login