Bego per Sempre

Ci sono 800 messaggi


Data: 13/3/2019 ore 10:45

https://napoli.repubblica.it/sport/2019/03/12/news/napoli_scontro_frontale_tra_de_laurentiis_e_il_comune_sul_colore_dei_sediolini_del_san_paolo_volano_insulti-221397702/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P11-S1.4-T1

polemiche di un certo livello

Cri


Data: 13/3/2019 ore 10:44

una squadra anti-razzista e neanche un re-fu-geeeee?

Cri


Data: 13/3/2019 ore 10:43

Udn racconta del viaggio da nababbi. U.


Data: 13/3/2019 ore 10:37

Buongiorno!

Ma la Juve ha vinto contro quelli vestiti rosso schierati?

DRAGO D.O.C.


Data: 13/3/2019 ore 10:16

Buongiorno

Juve merda

A.


Data: 13/3/2019 ore 10:6

... dicevamo?!?

Udn


Data: 13/3/2019 ore 10:6

buongiorno da MoDna!
Steve


Data: 13/3/2019 ore 9:39

Buongiorno
Ucraina merda
solidarietà ad Al Bano
Tento


Data: 13/3/2019 ore 9:27




Data: 13/3/2019 ore 9:24

poco da dire .... questo è veramente un mostro

speriamo venga a Pisa a finire la carriera

gigi®


Data: 13/3/2019 ore 9:20

Buongiorno. Vero cose interessanti qua sopra...
P75.


Data: 13/3/2019 ore 8:55

Buongiorno a tutti gli Juventini
Palesi e latenti. U.


Data: 13/3/2019 ore 8:37

Buongiorno dall'Urbe!

Cri


Data: 13/3/2019 ore 7:4







Data: 13/3/2019 ore 4:3



UMILI? BALORDI? Theo


Data: 13/3/2019 ore 4:1

BUENOS AIRES - Diego Armando Maradona è stato un fenomeno del calcio mondiale. In tanti lo ricordano con la maglia dell’Argentina o quella del Napoli, ma i suoi primi passi, El Pibe de Oro li ha mossi, ovviamente, nel suo Paese d’origine e in modo particolare nell’Argentinos Juniors: prima con la squadra giovanile, poi con la prima formazione.
Ecco allora che direttamente dai social, lo stesso Maradona si è trovato a ringraziare il suo primo club che gli ha voluto dedicare il nuovo tunnel degli spogliatoi dello stadio che porta il suo nome. Dopo essere stato denominato Estadio Diego Armando Maradona, infatti, ecco anche un gonfiabile con il suo volto e il suo famoso grido di esultanza che fa da collante tra gli spogliatoi e il campo. Un modo molto orginale di accompagnare e caricare la squadra ricordando chi ha fatto la storia del calcio.
El Pibe de Oro ha risposto grazie sui social con un breve messaggio d’affetto: “Grazie per questa carezza al cuore…”.
Theo news


Data: 13/3/2019 ore 3:55

MONACO - Radamel Falcao è stato un giocatore molto sfortunato. Al Porto e all’Atletico Madrid di gol ne ha segnati eccome, ma negli ultimi cinque anni la sua carriera è stata condizionata dagli infortuni. Nemmeno le avventure in Premier League, prima al Manchester United e poi al Chelsea, sono bastate a rivitalizzarlo. Il colombiano ha trovato la sua dimensione al Monaco, che quest’anno però ha vissuto una situazione molto travagliata ed è riuscito a rimettere il muso fuori dalla zona retrocessione solo di recente dopo l’esonero di Thierry Henry e il ritorno di Jardim in panchina. I 33 anni cominciano a farsi sentire e Falcao inizia a valutare che fare nel suo futuro dopo il calcio…
COME JORDAN – Falcao potrebbe sbarcare… nel baseball! L’attaccante colombiano è pronto a cambiare sport ascoltando finalmente una sua vecchia passione come dichiarato ai microfoni di France Football. “Amo il baseball. Sono cresciuto in Venezuela e quando ero piccolo lo praticavo anche a ottimi livelli. Quando chiuderò la carriera da calciatore, ne inizierò un’altra da giocatore professionista di baseball”. Idee molto chiare e un grande esempio da cui trarre ispirazione: “Potrei fare come Michael Jordan che dopo il basket si è dato al baseball, anche se lui non è riuscito a giocare nei campionati più importanti. Io voglio essere il primo ad avere successo”. Che ambizioso!
RIMPIANTI – I sogni per il futuro non mancano e nemmeno i rimpianti per come sono andate le cose nella sua carriera da calciatore: “Dovevo godermela di più. Agli inizi in Argentina ero giovane e avevo fretta, volevo solo diventare rapidamente un professionista… Mi sono concentrato solo su questo obiettivo e ho dimenticato di godermi la vita. Non ho avuto pazienza”. A distanza di qualche tempo l’attaccante sembra non aver perso il vizietto quanto ad ambizione, considerate le sue aspettative nei confronti di uno sport che non ha ancora nemmeno iniziato a praticare. Ma senza la cattiveria e la voglia di arrivare forse non ce la avrebbe mai fatta. Peccato per i tanti infortuni…


Data: 13/3/2019 ore 3:53

BIRMINGHAM - Dopo il brutto episodio dell’aggressione durante Birmingham-Aston Villa, torna a parlare il protagonista Jack Grealish, capitano della squadra ospite. Ha subito un colpo al volto che, fortunatamente, non ha avuto gravi conseguenze se non un grosso spavento, ma poteva andare decisamente peggio se l’aggressore fosse stato armato.
Lo sa bene il numero 10 che, come riporta il Daily Express si è detto fortunato per come sono andate le cose: “Mi reputo decisamente fortunato di come è andata a finire. Ho continuato a giocare e ho anche segnato. Se fosse stato armato, con qualsiasi tipo di oggetto, sarebbe finita molto peggio”, ha detto Grealish autore del gol vittoria dei suoi nella ripresa del match.
Allo stesso tempo, Paul Mitchell, l’aggressore, è stato condannato a 14 settimane di prigione dal tribunale di Birmingham per aver invaso il campo e aver colpito con un pugno il giocatore. Anche il club di Birmingham ha voluto pubblicare un comunicato ufficiale di solidarietà e scuse nei confronti del capitano dell’Aston Villa e di tutta la società avversaria, aggiungendo che Mitchell sarà escluso a vita dal St Andrew’s Stadium.
Theo news


Data: 13/3/2019 ore 3:50

ISTANBUL - Loris Karius pensava di ricostruirsi una carriera in Turchia, dopo la notte di Kiev. Le due papere nella finalissima lo hanno provato, al punto da sbagliare anche interventi semplicissimi durante il riscaldamento. A quel punto il Liverpool ha deciso che al venticinquenne servisse un periodo lontano da Anfield, per recuperare la serenità perduta. E probabilmente anche il Besiktas pensava di poter offrire al tedesco la possibilità di riprendersi dal punto di vista psicologico e di provare a cancellare la serata più nera della sua carriera. Esperimento miseramente fallito, come riporta il Sun. Il club turco è costretto a farlo giocare ma…eviterebbe volentieri.
ERRORE – Difficile dare torto a Senol Gunes, tecnico dei bianconeri, soprattutto considerando che il portiere stava di nuovo costando punti preziosi al Besiktas. Ci è voluto un gol all’ultimo minuto di Kagawa per riacciuffare una vittoria che si era tramutata in pareggio proprio “grazie” a Karius. L’ennesimo errore, che ha davvero fatto arrabbiare l’allenatore. Che si è sfogato davanti ai microfoni. Le parole riportate dal tabloid inglese sembrano davvero mettere in chiaro una cosa: Karius non si è ripreso. E forse, mai si riprenderà. Per dirlo con una frase di Gunes, “c’è qualcosa che non va in lui”. Come portiere, ma anche dal punto di vista mentale.
QUALCOSA NON VA – “Prendiamo gol per colpe sue. È in una fase di stagnazione. C’è qualcosa che non va, nella sua elettricità, nella sua motivazione, nel suo entusiasmo per il calcio. Ed è così da quando è arrivato qui. Non si sente parte della squadra, è un problema che non abbiamo risolto e ovviamente è anche un po’ colpa mia. Ma qualcosa non va, è anche sfortunato. Ha talento, ma le cose non stanno funzionando e abbiamo un problema”. Un problema che è ancora più grande, visto che l’altro portiere, Tolga Zengin, è stato messo fuori rosa. In fin dei conti, un errore. “Mettiamola così. Se avessi ancora Tolga disponibile, farei giocare lui”. Non certo un attestato di stima per il povero Karius.


Data: 13/3/2019 ore 3:49

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Data: 13/3/2019 ore 3:48

SAO PAULO - Tutto il calcio brasiliano in lutto e con lui la sua bandiera, Pelé. È morto a 75 anni l’attaccante Antonio Wilson Vieira Honório, meglio conosciuto come Coutinho, considerato da O Rei il miglior compagno mai avuto. Ad annunciarlo su Twitter il Santos, a cui poco dopo si è aggiunto il cinguettio di Pelé che giocò con Coutinho nel club della Balena dal 1958 al 1967: i due segnarono insieme oltre 1.400 gol. “È una grossa perdita – si legge nel tweet di Pelé –. I nostri passaggi, Coutinho e Pelé, hanno reso famoso il Brasile in tutto il mondo. Sono sicuro che un giorno faremo ancora i passaggi in cielo. Le mie condoglianze alla famiglia”.
Il funerale si terrà nello stadio del Santos Vila Belmiro. Non è nota la causa della morte di Coutinho, che a gennaio era stato ricoverato per una polmonite, e che soffriva anche di diabete. Coutinho aveva debuttato al Santos nel 1958, all’età di 14 anni. Nello stesso anno Pelé, che di anni ne aveva 17, faceva faville durante i Mondiali del 1958 vinti dal Brasile. Entrambi furono poi convocati per la Coppa del Mondo del 1962, vinta dai verdeoro, ma Pelé si infortunò nei gironi di quel Mondiale mentre Coutinho non scese mai in campo. Coutinho ha giocato solo 15 volte nel Brasile, fatto che ha sempre attribuito a una serie di infortuni.
Theo news


Data: 13/3/2019 ore 3:45

VERCELLI - Arriva un duro attacco a Gianmario Comi, ex giocatore granata ora in forza alla Pro Vercelli. Il centravanti è stato attaccato da Vito Grieco, tecnico del club piemontese che ha parlato ai microfoni di Magicapro.it: “Ho un signor giocatore che non sta dando tutto: si chiama Gianmario Comi. Ha fatto solo due gol in stagione e si allena ai due all’ora. Comi ci deve mettere il faccino: io per gli altri ci metto la faccia, per lui no. A gennaio ha rischiato di stare fuori dalla lista, deve mettersi in camera un poster del Presidente Secondo e del Direttore Varini che mi hanno convinto a non lasciarlo fuori. Comi ultimamente ha fatto solo la partita di Coppa Italia a Monza, dove è stato inguardabile! Non ha fame! È rimasto fuori tanto per infortuni o presunti tali. L’unica prestazione importante che ha fatto è stata quando ha fatto il portiere. Voglio che ci metta la faccia e si faccia intervistare: ci mancano punti perché mancano i suoi gol. A Novara ha giocato Gerbi perché mi dà tutto, Comi invece no. Quando va sui social – dove è molto attivo-, invece di far vedere la punizione con l’Alessandria faccia vedere l’autogol con il Monza. Io mi butto nel fuoco per il gruppo, per lui no. La società a gennaio ha fatto delle scelte, confermandolo: non so se il perché sia dovuto al fatto che non ha avuto richieste. Noi l’abbiamo supportato, ora lo stiamo sopportando. Gli va bene che non ha un capitano come Grieco nello spogliatoio, perché con me non si sarebbe più allenato. Io una possibilità gliela concedo ancora, ma deve cambiare registro fin da subito. Voglio che ci metta lui il faccino”
Theo news


Data: 13/3/2019 ore 3:42

TORINO - L’Associazione “Los 50” dell’Atletico Madrid fa visita al museo del Grande Torino e della storia granata. Nel pomeriggio di ieri, nell’ambito dello scambio culturale fra i musei legati alle squadre di calcio, il museo ha ospitato Pablo Lemuria in rappresentanza degli altri membri della Peña “Los 50” dell’Atletico Madrid, associazione di personalità significative della società madrilena accomunate dal tifo per i Colchoneros. I madrileni, in città in occasione della partita di ritorno degli ottavi di finale di Champions League con la Juventus di questa sera, hanno risposto all’invito del Museo del Toro e sono stati accolti a Villa Claretta Assandri dal presidente Domenico Beccaria e dal direttore Giampaolo Muliari.
Come si legge sul comunicato ufficiale diramato dal museo del Toro, la visita si è svolta in un clima di grande amicizia e al termine della stessa c’è stato un scambio di doni con gli ospiti hanno omaggiato il Museo del Toro con il libro e il vinile degli inni dell’Atletico “Los Himions del Atleti”. Pablo Lemuria, rappresentante dell’associazione ha poi dichiarato: “E’ il Museo calcistico più bello al mondo che ho visitato”.
Nella giornata di oggi invece i “Los 50” hanno visitato anche lo stadio Filadelfia guidati dal DG del Torino Football Club, Antonio Comi.
Theo news


Data: 13/3/2019 ore 3:38

LONDRA - Ogni 90 minuti - la durata di una partita di calcio - un bambino nel Regno Unito muore prima, durante o poco dopo la nascita e lo strazio che ne consegue può essere davvero impossibile da superare per i genitori e, in particolare, per i papà, spesso vittime silenti, ma trascurate, della tragedia vissuta. Ed è proprio pensando a questi papà in lutto che il 32enne Rob Allen - anche lui uno di loro, visto che la piccola Niamh è morta 18 mesi fa, a 39 settimane e 3 giorni - ha fondato il Sands United FC, una squadra di calcio amatoriale i cui giocatori sono padri che hanno perso un figlio o comunque una persona cara (un fratello gemello alla nascita oppure un nipotino).
CHARITY SANDS — Per la verità, inizialmente Allen pensava di organizzare solo una partita di beneficenza per raccogliere del denaro per la charity Sands, che aiuta i genitori dei bambini nati morti, ma dopo aver reclutato 17 giocatori e aver dato loro l’opportunità di condividere con gli altri il dramma vissuto, si è reso conto che il problema era davvero sentito, ma spesso ignorato.
LA STORIA — Così è nato il Sands United FC, che oggi conta oltre 30 giocatori e che, in collaborazione con la charity, vorrebbe diventare un modello da implementare in tutto il Regno Unito (sono già state create altre nuove squadre nel Kent, a Leicester e nel Warwickshire) e anche all’estero (sono arrivate richieste dalla Francia, dal Belgio e dalla Russia). “Mi sento più motivato a fare gol, perché lo faccio per i miei angeli Casey e Dot”, racconta al Sun il 23enne Kieran Wright di Northampton che, insieme alla fidanzata, ha dovuto sopportare il dramma di due aborti in due anni e che oggi porta i nomi dei suoi due “angeli perduti” sulla maglietta che indossa per giocare. E lo stesso vale per il 36enne Ross Conian di Watford, che si è unito al team lo scorso anno, dopo essere stato costretto a dire addio alla figlioletta Norah poche ore dopo la sua nascita e ora quel nome lo porta inciso sotto il distintivo della squadra, proprio sopra il suo cuore. “Il fatto di poter parlare con qualcuno che sa esattamente cosa stai provando quando ti senti giù e hai una giornata da schifo ci è di enorme conforto - dice Ross - e giocare in memoria dei nostri angioletti che non ci sono più è qualcosa che ci rende ancora più uniti”.


Data: 13/3/2019 ore 3:35

AMSTERDAM - Uno dei grandi fastidi della vita moderna sono…le chiamate dagli sconosciuti. Succede a tutti di trovare un numero strano sul display e non sapere se rispondere o no. Figurarsi quando accade ai calciatori, che spesso e volentieri sono tempestati di richieste di interviste e di semplici chiamate da parte dei tifosi che, chissà come, hanno avuto a disposizione il recapito telefonico del proprio idolo. Non si può quindi biasimare il brasiliano David Neres per aver ignorato un paio di chiamate da un numero che proprio non conosceva. Anche se questo gesto poteva costargli la prima convocazione in nazionale della sua carriera!
NUMERO SCONOSCIUTO – Già, perchè dall’altra parte del telefono, per comunicargli la bella notizia, c’era Tite, il commissario tecnico della Seleçao. Che voleva parlare di persona con il calciatore dell’Ajax, ma che si è visto…ignorato dal classe 1997. Lo spiega lo stesso attaccante al De Telegraaf: “All’inizio non ho riconosciuto il numero. Però poi alla chiamata successiva ho risposto molto rapidamente… Mi sono accorto che avevo lo stesso numero tra i messaggi di WhatsApp e lì ho capito chi era. E quindi certo che mi sono sbrigato a rispondere, era Tite che mi chiamava per dirmi che ero stato convocato!”. E forse era decisamente il caso di non fare aspettare il CT…
ALTRE CHIAMATE – La convocazione è stata più che meritata e arriva dopo la splendida partita al Bernabeu, quella in cui l’Ajax dei ragazzini terribili ha spazzato via il Real tre volte campione d’Europa. Eppure, evidentemente, persino Neres non si aspettava di essere chiamato al posto di Vinicius, che si è infortunato proprio contro i Lancieri. E quindi, a numero sconosciuto, meglio non rispondere. Le chiamate successive, invece, sono arrivate da numeri conosciutissimi: “Poi mi hanno chiamato la mia famiglia e i miei amici. Tutto il mondo già lo sapeva in Brasile”. Tutto il mondo, tranne David Neres. Che a questo punto, per sicurezza, farà meglio a segnarsi in rubrica il numero di Tite.


Data: 13/3/2019 ore 3:33

STOCCARDA-NOVARA 1-3 (19-25, 24-26, 25-19, 20-25)
STOCCARDA - Missione compiuta per Novara che a Stoccarda, nell’andata dei quarti, ipoteca la qualificazione alla semifinale di Champions League con un 3-1. Barbolini va sul sicuro affidandosi all’esperienza di Piccinini in posto-4 con Bartsch. E nel 1° set le piemontesi non danno spazio alle tedesche prendendo subito margine in avvio e chiudendo in 25’. Come sempre l’Igor si affida molto ai colpi di Paola Egonu e l’opposto azzurro ripaga la fiducia con una prestazione importante.
Theo news


Data: 13/3/2019 ore 3:31

MOSCA-CIVITANOVA 2-3 (10-25, 25-23, 25-23, 18-25, 13-15)
MOSCA - Maratona Champions per Civitanova che apre e chiude bene una partita dove in mezzo c’è stata tanta sofferenza nel segno della Dinamo Mosca che a servizio e muro ha creato problemi ai biancorossi. Lube che ha pagato dazio in ricezione e si è affidata alla caparbietà in attacco di Sokolov, Juantorena e Simon per ovviare alla serata no di Leal. Civitanova resta imbattuta in Europa e conquista un successo di platino in vista del ritorno del 21 marzo.
Theo news


Data: 13/3/2019 ore 3:30

https://www.gazzetta.it/Basket/12-03-2019/basket-champions-league-venezia-18-ma-non-basta-eliminata-3202141095589.shtml


Data: 13/3/2019 ore 3:28

ZURIGO - Il mondiale di calcio a 48 squadre in Qatar nel 2022 è un’ipotesi probabile: l’agenzia Associated Press è venuta in possesso di uno studio della Fifa, raccolto in un documento di 81 pagine, in cui sono svelati i particolari che potrebbero portare ad un allargamento della manifestazione in anticipo sui tempi previsti, ovvero quelli di Usa-Canada-Messico 2026. La chiave per rendere fattibile il torneo con 16 nazionali in più, in un paese piccolo come il Qatar – le dimensioni sono quelle dell’Abruzzo -, è quella di inglobare nell’organizzazione altri Paesi. La complessa situazione politica dell’area, con il Qatar che ha rotto nel 2017 i rapporti diplomatici con Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrain, rende praticabile l’estensione della competizione in Kuwait e Oman. Il format della fase iniziale sarebbe di sedici gruppi di tre squadre e potrebbe prevedere anche sei gare in una giornata. Le prime due passerebbero ai sedicesimi. A quel punto, via libera all’eliminazione diretta. In totale, 80 partite. Questo progetto sarà discusso al Consiglio Fifa in programma venerdì a Miami e poi portato al voto finale a giugno.
I NODI — Il nodo più importante del progetto riguarda trasferimenti e stadi. Il Qatar non confina né con l’Oman, né con il Kuwait. Non ci sono corridoi terrestri e bisogna quindi utilizzare l’aereo per seguire rotte che non siano vincolate dalla chiusura degli spazi provocata dalla complessa situazione politica della regione. L’altra questione riguarda gli stadi. In Qatar gli impianti per il mondiale saranno otto, tutti collocati in un raggio di 55 km. Per allargare il format a 48 servono almeno altre due strutture e salire a quota 10, anche se l’ideale sarebbe avere a disposizione 12 sedi. Secondo la Fifa, per il torneo del 2026 a 48 squadre la capienza minima degli stadi sarà di 40 mila posti e allo stato attuale il Kuwait potrebbe garantirne solo uno, l’Jaber Al-Hamad, di quelle dimensioni, mentre l’impianto nazionale dell’Oman a Muscat, la capitale, è stato ridotto da 40 a 34 mila dopo le recenti ristrutturazioni. Tornare a 40 mila richiederebbe lavori urgenti, ma non impossibili.
RIPARTIZIONE — Lo studio Fifa ha poi affrontato il tema della ripartizione dei 16 posti in più. L’Uefa – contraria all’allargamento a 48, nelle dichiarazioni rilasciate quattro mesi fa dal presidente Ceferin – porterebbe al mondiale 3 squadre in più (da 13 a 16), l’Africa passerebbe da 5 a 9, l’Asia da 4,5 a 8,5, il Sudamerica da 4,5 a 5, la Concacaf da 3,5 a 6,5 e l’Oceania da 0,5 a 1.
BUSINESS — Le ragioni di un allargamento anticipato sono facilmente intuibili. La prima è l’aumento del giro d’affari: secondo lo studio ci sarebbe un incremento di almeno 400 milioni di dollari, così ripartiti: + 121,8 di diritti tv, + 120 sponsor, + 68 vendita biglietti, + 15 pacchetti di ospitalità + 7,5 accordi di licenze varie. L’altra ragione si chiama consenso: portare al mondiale subito 48 squadre sarebbe un bel colpo per Gianni Infantino.


Data: 13/3/2019 ore 3:20

https://www.gazzetta.it/Calcio/12-03-2019/morte-astori-indagini-medici-accusati-omicidio-colposo-fiorentina-3202127885805.shtml


Data: 13/3/2019 ore 3:3

Devo dire che non me lo aspettavo... pensavo sarebbero andati fuori sparati. Theo


Data: 13/3/2019 ore 1:40

criptosanto.
Annibal


Data: 13/3/2019 ore 1:38

a rileggerlo sto cripto è impressionante.

Annibal sez juve stramerdissima.


Data: 13/3/2019 ore 0:8

Ronaldo strepitoso.
Criptodue


Data: 12/3/2019 ore 23:55




Data: 12/3/2019 ore 23:43

Trova cr7


Data: 12/3/2019 ore 23:39

https://www.google.it/url?sa=i&source=web&cd=&ved=2ahUKEwim1JfS1f3gAhXBPOwKHYoKDKUQzPwBegQIARAC&url=https%3A%2F%2Fwww.quotidiano.net%2Fsport%2Fcalcio%2Fjuve-atletico-madrid-1.4487402&psig=AOvVaw1t7ty2D_KwkjMjZYf59OIa&ust=1552516728580576


Data: 12/3/2019 ore 22:47

Gufo ducale cambia canale (cit.) U.


Data: 12/3/2019 ore 22:45

Evviva il RE (RE) U.


Data: 12/3/2019 ore 22:28

E anche fuori

Cri



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