Bego Kb Msl e B.p per Sempre

Ci sono 801 messaggi


Data: 23/5/2026 ore 12:0

Bresá su FootyScran ogni tanto, specie negli stadi delle leghe inferiori, continuano a uscire cose da paura

Cri


Data: 23/5/2026 ore 11:57

East ma i cantieri di stadio+palazzetto stanno volando!
li stanno facendo H24?

Cri


Data: 23/5/2026 ore 11:57

mi duole dirlo proprio perché il suo turcocentrismo ha schiacciato tutto, ma la visione d'insieme di Erdogan della situazione geopolitica ad Oriente è strategicamente impeccabile
Cri

Stavo pensando esattamente la stessa cosa. Theo


Data: 23/5/2026 ore 11:56

https://www.tuttomercatoweb.com/calcio-estero/inghilterra-foden-out-dai-mondiali-walker-incredulo-per-me-uno-shock-so-cosa-puo-fare-2237177

Questa è clamorosa. Theo


Data: 23/5/2026 ore 11:53

a metà anni 90 le Brigade Sur Nizza erano frequentatori del Cucs, ho anche diverse cose loro

Cri


Data: 23/5/2026 ore 11:53

Derby Torino-Juve: vietati i simboli bianconeri allo stadio
Misure di sicurezza straordinarie per il derby di Torino: accesso negato a chi indossa sciarpe o maglie della Juventus nei settori locali


Data: 23/5/2026 ore 11:52

mi duole dirlo proprio perché il suo turcocentrismo ha schiacciato tutto, ma la visione d'insieme di Erdogan della situazione geopolitica ad Oriente è strategicamente impeccabile

Cri


Data: 23/5/2026 ore 11:51

Bella la favola Lens in coppa! Col Nizza una volta eravamo gemellati, me ne ricordo anche in trasferta a Livorno con noi, poi non so bene quando, è saltato tutto, credo c'entri il loro gemellaggio attuale con l' Inter.
Theo


Data: 23/5/2026 ore 11:48

Turchia-Israele: storia triste di un divorzio annunciato

Di Giampiero Venturi

Si parla molto di Israele in questo periodo, in un modo o nell’altro. Si parla meno, però, degli equilibri che ci sono intorno e delle conseguenze che ne derivano. Come si legano le Nazioni e quel che comporta non è cosa da poco; gli amori vanno e vengono, si sa… c’è una letteratura immensa al riguardo: l’amore nasce ma si può anche perdere (lo diceva perfino Massimo Ranieri…). Vale la pena, quindi, fermarsi di tanto in tanto e spulciare spicchi di storia e geografia per capire meglio. Riavvolgiamo il nastro.

“Mamma li turchi” recitava un vecchio adagio: era intorno al ‘500 e le incursioni piratesche ottomane infestavano le coste italiane. Da Lepanto in poi, retaggi e paure si sono inseguiti per secoli, assegnando ai turchi quasi ogni nefandezza riconosciuta dall’immaginario collettivo. “Fumare come un turco…” “bestemmiare come un turco…””parlare turco” “cose turche…”… per centinaia d’anni, ogni contrasto barbaro alla nostra cultura è stato identificato a torto o ragione, con gli ottomani, più o meno nostri nemici fino al XX° secolo. Che Costantinopoli fosse trasformata in Istanbul, in fondo, non glielo abbiamo mai perdonato… Lo sapeva perfino il Conte Tacchia, che nell’Italia giolittiana di inizio ‘900, accennava alla guerra con cui avremmo strappato la Libia proprio al turco invasore.
Le cose cambiano, però. Spesso anche i Paesi e le culture che le contengono. Dopo la Prima guerra mondiale l’Impero ottomano si sgretola e sparpaglia pezzi di nazioni fra Balcani, Mediterraneo e Medio Oriente. Sono anni di grande trasformazione: il mondo passa in sordina dal carbone al petrolio e gli equilibri politici ne risentono. Lo sanno bene quei paraculi degli inglesi che con la scusa della libertà e dell’indipendenza, illudono gli arabi e si inseriscono in Medio Oriente, proprio a spese degli ottomani. Ce lo insegna Lawrence d’Arabia: bye bye al turco e welcome Inghilterra; nemmeno a dirlo, sono gli arabi a rimanere col cerino in mano…
Il rancore fra arabi e turchi non svanisce. Anche quando nasce la nuova repubblica di Ataturk, i turchi non dimenticano la convinzione di essere una cultura più dominante che dominata. È la grande differenza d’impatto che si percepisce viaggiando nel Vicino Oriente: alla serena consapevolezza dei turchi, si contrappone l’indolente ed eterno senso di rivalsa degli arabi.
Mentre la nuova Turchia si rimette in piedi e si consolida, proprio in Medio Oriente nasce la questione palestinese, non sganciata dalle mosse e dalle omissioni inglesi. Dal ’48 a seguire, con la nascita forzata di Israele, i nuovi equilibri accelerano. Il desiderio di riscatto arabo si ritrova schiacciato fra nuovi e vecchi nemici.
Eh già, perché mentre Israele diventa la colonna delle colonne, rappresentanza plenipotenziaria del dominio occidentale (angloamericano) da metà ‘900 in poi, i turchi ricordano bene di essere stati più colonizzatori che colonizzati e la cosa si riflette nel nuovo ruolo, che seppur ridotto rispetto al passato, viene comunque riconosciuto alla Turchia moderna: è il secondo esercito della NATO, la sentinella del Bosforo e il muro contro gli storici sguardi russi oltre il Mar Nero. Attraverso il suo cugino più piccolo, l’Azerbaijan, è anche una spina nel Caucaso, in vista della dissoluzione sovietica del 1991.
Turchia e Israele senza nemmeno accorgersene, si ritrovano così a braccetto. La nuova repubblica di Ankara e lo stato ebraico diventano i bastioni del sistema occidentale in Asia minore. Il fastidio comune verso gli arabi fa da sfondo; a parlare per i turchi c’è la Storia, per Israele parlano il presente e il futuro: da quel fatidico ‘48 in poi, parlano le cinque guerre conclamate e tutte le altre chiamate in altro modo. In soli 40 anni il Libano, del resto, subisce più invasioni da Israele che dalle zanzare…
Niente sembra in grado di allontanare la Turchia dall’Occidente. Nell’aria c’è perfino un’adesione alla famiglia europea. Si riesce addirittura a farla sedere allo stesso tavolo atlantico dell’odiata Grecia. Per l’America e per Israele, Ankara, del resto, è troppo importante. La struttura sociale, il funzionamento delle istituzioni, l’islam, poco importano… il suo potere militare e geografico sono più rilevanti. L’America rinuncerebbe a molti dei suoi spesso inutili affiliati, ma alla Turchia mai…
I giocattoli però prima o poi si rompono.
Il cambio di rotta inizia in sordina, nel maggio del 2010, quando gli israeliani attaccano la nave turca Mavi Marmara, gonfia di aiuti per la già allora assediata Gaza. Ci vogliono più di sei anni per superare, solo in apparenza in realtà, la crisi diplomatica tra Ankara e Tel Aviv. La cosa, passata in cavalleria senza troppa attenzione mediatica, riflette in realtà una conversione importante negli equilibri del Medio Oriente. I turchi, inglobati geopoliticamente in Occidente, per la prima volta volgono lo sguardo al mondo arabo offrendosi non come fastidio ma come alleati.
Ruota tutto intorno al corso Erdogan. Nel 2014, da eterno primo ministro diventa presidente. Ciò capita proprio mentre nella guerra civile siriana, gli Stati Uniti scelgono di armare i curdi, cugini dei “turchi” del PKK,: il raffreddamento ulteriore fra Turchia e l’asse USA-Israele è inevitabile.
Non ci vuole troppa malizia per capire chi ci sia dietro il tentativo di colpo di Stato ad Ankara del 2016. Erdogan però la sfanga e l’anno dopo trasforma la Turchia in repubblica presidenziale. Il sogno della rinascita ottomana diventa reale e le relazioni con Israele si congelano definitivamente.
A inasprire il tutto c’è la scelta di Ankara di comprare armi da Mosca (i sistemi S 400) e lo stop al corteggiamento dell’Unione europea: dal 2018 il trattato sull’adesione della Turchia rimane praticamente fermo.
La decisa presa di posizione turca a favore dei palestinesi di Gaza diventa progressiva. Erdogan ha forti legami con i Fratelli musulmani, il cui alter ego nei Territori occupati è proprio Hamas; nessuno lo sa meglio di Israele e il conseguente azzeramento dei rapporti con la Turchia diventa automatico.
In tutto ciò, anomalia delle anomalie, Ankara è ancora parte della NATO, di cui rappresenta sempre la seconda forza dopo gli Stati Uniti. La Turchia, curando magnificamente i suoi interessi, cavalca il ritorno ad una egemonia neo ottomana con una politica estera sempre più decisa e indipendente, ma al tempo stesso non si lancia in strappi traumatici: Erdogan gioca su più tavoli contemporaneamente: allunga le mani sulla Libia, sulla Bosnia, sull’Albania, trama nel Caucaso tra Azerbaijan e Armenia, parla con la Russia, diventa protagonista in Siria e Qatar, ha relazioni serie con Iran ed Egitto... La Turchia addomesticata alle logiche occidentali non esiste più; forse Ankara è la prima fra tutte le cancellerie dotate di un peso politico interne alla NATO a capire che la Guerra fredda è finita e che è tempo di ribaltare il tavolo, rimischiando le carte per un nuovo gioco.
L’impasse con Israele diventa dunque strutturale. Tel Aviv, del resto, ha tutto da perdere dall’accettare nuovi assetti di cui non possiede il controllo.
Il terreno di gioco ideale per capire l’entità della crisi e gli equilibri futuri, allo stato attuale diventa la Siria, penetrata da Israele ben oltre il Golan col nuovo corso post-Assad e occupata a nord dai soldati turchi e dalle milizie affiliate. Se Turchia e Israele arrivassero ad un contatto ostile in Siria, improbabile ma a questo punto possibile, allora salterebbe davvero il banco e il problema non sarebbe più regionale, ma globale. La posta in gioco diventerebbe altissima: la già malconcia NATO non avrebbe più logica, semmai ne avesse avuta una dal 1991 in poi.
Perdere l’amore è possibile, dunque. In molti lo hanno capito, perfino una parte degli americani. Tornano forse i tempi del Conte Tacchia con gli squilibri che hanno preceduto la Prima guerra mondiale. In Europa però, a quanto pare, qualcuno vive ancora nei primi anni ‘50.


Data: 23/5/2026 ore 11:47

è praticamente estate anche nelle vostre lande desolate?
Cri

SI'. Theo


Data: 23/5/2026 ore 11:43

statistica interessante: dal 2018 nessun atleta USA vince il titolo di MVP in NBA

Cri


Data: 23/5/2026 ore 11:37

balliamo?

Fred Bongusto


Data: 23/5/2026 ore 11:16

De Simone? Maledetto!?!
Il commissario auricchio


Data: 23/5/2026 ore 11:14

https://m.tuttomercatoweb.com/calcio-estero/trenini-sfilate-e-festa-fino-le-5-del-mattino-lens-scatenato-coppa-di-francia-dopo-120-anni-2237168


Data: 23/5/2026 ore 11:1




Data: 23/5/2026 ore 10:52

video convocazioni mondiali inglese semplicemente bellissimo

Cri


Data: 23/5/2026 ore 10:50

con una tappa così oggi vorrei essere uno di quei greci seduto fuori al bar che beve frappuccino ghiacciato

Cri


Data: 23/5/2026 ore 10:50




Data: 23/5/2026 ore 10:49

è praticamente estate anche nelle vostre lande desolate?

Cri


Data: 23/5/2026 ore 9:29

Buongiorno dall'Urbe!

Cri


Data: 23/5/2026 ore 9:29

Cina, esplosione in una miniera di carbone: oltre 50 morti. Si scava tra le macerie


Data: 23/5/2026 ore 9:24

Alcuni residenti hanno dato fuoco a un centro di cura per l'ebola a Rwampara, nel Congo orientale. Secondo un testimone che ha parlato con i media, si trattava di giovani del posto infuriati perché non gli hanno permesso di recuperare il corpo di un amico apparentemente morto di ebola. "La polizia è intervenuta per cercare di calmare la situazione, ma purtroppo senza successo", ha detto Alexis Burata, lo studente che ha visto tutto, "ma i giovani hanno finito per dare fuoco al centro". Un giornalista di Ap ha visto delle persone irrompere nel centro e dare fuoco agli oggetti all'interno e anche a quello che sembrava essere il corpo di una vittima sospetta di ebola. Gli operatori umanitari sono fuggiti in auto dal centro di cura


Data: 23/5/2026 ore 7:49

Wow....grande invidia
Oggi tappa del giro piana piana
Max69


Data: 23/5/2026 ore 7:49

In Serie C retrocedono quattro squadre che per storia, tradizione, calore e passione non c’entrano assolutamente nulla (con tutto il rispetto) con il campionato che dovranno affrontare. Pescara, Bari, Reggiana e Spezia pagano un prezzo altissimo gli errori/orrori commessi. E risalire, purtroppo, sarà durissima


Data: 23/5/2026 ore 7:22

In partenza per la via ferrata del diavolo ad Andermatt
Proprio vicino al San Gottardo

Senza paura


A


Data: 23/5/2026 ore 7:19

Buongiorno da Bergamo
Giornata interlocutoria
Buin sabato

Max69


Data: 23/5/2026 ore 6:0

https://www.valigiablu.it/cuba-crisi-petrolio-trump-venezuela/






Data: 23/5/2026 ore 4:36

Que viva Cuba.
Gli Yankee hanno incriminato Raoul Castro, 94 anni, il fratello di Fidel che partecipò con Ernesto e Gino e tanti altri a quella spedizione in barca sulla nonnetta e a quella gita sulla Sierra ....
.il pretesto è un episodio militare del 1996 in cui l'aviazione cubana abbattè due aerei delle solite associazioni anticubane. Che entrarono nello spazio aereo cubano.
Preparano il terreno per attaccare Cuba .

Se toccano Cuba sarà molto complicato per gli Yankee non credo si rendano conto del problema in cui si andranno a cacciare .
Que viva Cuba .


Data: 23/5/2026 ore 2:47

L’Europa contro Israele: “Sì alle sanzioni al ministro Ben-Gvir”


Data: 23/5/2026 ore 2:46

Il governo italiano proroga fino all'8 giugno il taglio delle accise di 20 centesimi al litro sul gasolio e di 5 centesimi sulla benzina. I fondi (si parla di 400 milioni di euro) saranno trovati dall'extragettito dell'Iva, da multe dell'Antitrust e da tagli vari. Stanziati altri 200 milioni di crediti d'imposta per gli autotrasportatori


Data: 23/5/2026 ore 2:10




Data: 23/5/2026 ore 2:4




Data: 23/5/2026 ore 1:14




Data: 23/5/2026 ore 1:1

https://m.tuttomercatoweb.com/calcio-estero/disastro-molenbeek-textor-affonda-il-club-belga-l-anno-prossimo-giochera-tra-i-dilettanti-2237011


Data: 23/5/2026 ore 0:59

Tra Sudtirol e Bari è ancora 0-0: Castori si salva, festa al Druso. Pugliesi in Serie C


Data: 22/5/2026 ore 23:48

Nella prima stagione della serie Gomorra c’è il personaggio memorabile di Genny Savastano, figlio di un capoclan della camorra. Genny è un bamboccione indifeso, cresciuto in mezzo agli agi e incapace di premere il grilletto. Gli altri camorristi lo adulano in pubblico ma in realtà lo disprezzano.

Poi Genny finisce tra i narcos in Honduras e deve lottare per la propria vita a colpi di machete. Subisce una metamorfosi. Quando torna a Napoli è un sicario spietato, pronto a comandare il clan nella lotta per il controllo del traffico di droga.

Nel 2014 la Russia prende la penisola di Crimea senza sparare un colpo. Manda alcune squadre di soldati, in divise anonime e senza insegne di reparto. I media li chiamano gli «omini verdi». Entrano nelle caserme e nei palazzi locali del governo, tolgono le armi ai militari ucraini e li cacciano.

Passano gli anni. Gli ucraini sono costretti a resistere all’invasione russa e affrontano infiniti patimenti e tribolazioni. I russi occupano alcune regioni, devastano con le bombe le città, avanzano con un esercito da più di un milione di soldati. Gli alleati adulano gli ucraini in pubblico e a volte li disprezzano, sempre in pubblico. L’Ucraina subisce una metamorfosi.
Mi viene in mente la storiella di Genny (una traiettoria classica nella narrativa di ogni tempo, ispirata in quel caso al camorrista reale Cosimo Di Lauro) mentre guardo i dati diffusi dai dronisti ucraini sulle perdite inflitte ai russi. I dronisti ucraini tengono il conto di ogni soldato russo che uccidono perché hanno la registrazione video di ogni singola operazione. Sono video che pubblicano anche sui social, per spaventare i russi che volessero arruolarsi attirati dai bonus in denaro.

Li avrete visti anche voi: di solito mostrano un soldato russo sorpreso allo scoperto in mezzo a un campo, oppure mentre cerca di nascondersi nella boscaglia. Il drone gli piomba addosso e lo fa saltare in aria. Spesso i dronisti ucraini pubblicano il fermo immagine dell’ultimo istante, che è il volto di un soldato prima della morte. Il messaggio implicito è: vieni da un paese che è ampio undici fusi orari, vale davvero la pena farsi ammazzare così per occupare un altro chilometro di Donbas?

La Russia riesce ad arruolare circa trentamila soldati ogni mese (è un dato in calo). I dronisti ucraini a dicembre sostengono di averne uccisi o feriti in modo grave più di trentamila. Inoltre sostengono di avere fatto lo stesso anche a gennaio, febbraio, marzo e aprile. Da cinque mesi, se hanno ragione loro, c’è un bilancio negativo tra i russi arruolati e i soldati russi uccisi o resi inoffensivi dai droni. Questo è uno dei dati che spiegano la lentezza da ghiacciaio dell’avanzata russa, che ad aprile ha addirittura invertito il senso di marcia. I russi hanno perso un po’ di terreno invece che conquistarne.

Si tratta di dati significativi che non sento citare nei talk-show in Italia, dove di solito la discussione va avanti a botte di «sporco filorusso» e «ingenuo filoucraino». Perché in fondo anche le guerre all’estero sono un’occasione per parlare di noi, di noi, di noi. Pazienza.
Mi direte: ma non è orribile pensare a un’intera generazione di ucraini che da anni bracca e uccide decine di migliaia di soldati russi, uno alla volta? Sì, è orribile. È orribile pensare a chi manda queste decine di migliaia di russi a morire. È orribile pensare al massacro di civili ucraini di Bucha, che ha fatto capire che cosa succede in caso di occupazione russa. È orribile vedere delle persone normali diventare dei sicari, fuori da una serie tv.

Non sto scrivendo che la Russia ha perso la guerra. Sto dicendo: attenzione, ci sono stati cambiamenti enormi, teniamoli d’occhio.

Aggiungo questo: l’abilità a combattere con i droni e produrre droni grandi e piccoli sta diventando una merce di scambio preziosa per gli ucraini. L’immagine che avevamo dell’Ucraina, con la mano tesa a mendicare aiuti e armi, non è più vera. Adesso sono tutti interessati a ottenere un pezzo di questa rivoluzione in campo militare fatta dagli ucraini.


Data: 22/5/2026 ore 23:29




Data: 22/5/2026 ore 23:29




Data: 22/5/2026 ore 23:13

E tanto già lo so
che l' anno prossimo
gioco in Tirolooooo

Theo


Data: 22/5/2026 ore 23:13

Vero. Theo



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