Msl e Bego per Sempre

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Data: 13/1/2026 ore 15:39

Cannes 2012: Sacha Baron Cohen presentava al festival del cinema francese "Il dittatore", film grottesco in cui l'attore parodiava la figura del tiranno nordafricano, in particolare Gheddafi. All'incontro con la stampa Cohen si faceva accompagnare da due soldatesse guardia del corpo in minigonna e tacchi, basco e fucile. Alla sua sinistra riconosciamo Jessica Moric, la moglie di Jacques Moretti ormai tristemente nota alle cronache dopo il rogo del suo locale, Le Costellation, nel rogo di Capodanno. Moric in quegli anni lavorava come modella.


Data: 13/1/2026 ore 15:28

BP TORNA!

Cri


Data: 13/1/2026 ore 15:28

https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/la-sfuriata-con-l-inter-costa-cara-per-conte-2-giornate-di-squalifica-e-15-mila-euro-di-multa-2189602


Data: 13/1/2026 ore 15:27

Truffa rinnovo tessera sanitaria, dati rubati e venduti: come difendersi
La falsa email imita la comunicazione ufficiale del ministero e spinge a cliccare sul link pericoloso per rinnovare la tessera sanitaria


Data: 13/1/2026 ore 15:26




Data: 13/1/2026 ore 15:24

https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/la-poliziotta-flavia-misuraca-si-toglie-la-vita-con-la-pistola-d-ordinanza-in-hotel-a-27-anni-voleva-lasciare-la-divisa-e-tornare-in-sicilia/ar-AA1U3Zr7


Data: 13/1/2026 ore 15:20

Riportiamo integralmente il comunicato della Curva dell'#Ascoli
NO ALLE SQUADRE B
COMUNICATO UFFICIALE
Domenica l’Ascoli giocherà ad Alessandria contro la Juventus Next Gen.
Noi non saremo presenti.
La nostra è una presa di posizione chiara e consapevole.
Diciamolo apertamente: le cosiddette squadre B non rappresentano il calcio.
Sono un progetto artificiale, costruito a tavolino dalla Lega per garantire spazio, posti e continuità a chi ha dalla sua parte solo soldi e potere, ma nessun merito sportivo.
Queste squadre non hanno storia calcistica, non rappresentano un territorio, non nascono da una comunità. Non hanno campi di provincia consumati dal tempo, non hanno derby, non hanno rivalità, non hanno una città che si riconosce in una maglia.
È tutto questo che ci ha fatto innamorare del calcio da bambini. Se questi elementi vengono meno, viene meno anche il senso di ciò che questo sport dovrebbe essere.
Le squadre B non hanno seguito reale, non muovono passione, non costruiscono identità domenica dopo domenica. Esistono solo perché sostenute e protette da una grande società di Serie A.
Eppure occupano posti nei campionati professionistici.
Posti sottratti a realtà magari più piccole sulla carta, ma vere, radicate nel territorio, con decenni di calcio alle spalle, settori giovanili, tradizione e appartenenza. Piazze che danno senso ai campionati e che tengono vivo il calcio italiano.
Oggi non viene più premiato chi cresce, chi costruisce, chi rappresenta una città. Vincono solo i bilanci e i centri di potere.
Questo non è sport, non è prospettiva. È un impoverimento programmato del calcio italiano. È un sistema che cancella storia, territorio e competizione in nome della gestione aziendale.
Noi non riconosciamo questo modello.
Per questo domenica resteremo lontani da uno stadio che rappresenta un’idea di calcio che non ci appartiene.
Senza territorio non è calcio.
Senza storia non è competizione.
Senza la gente non è sport: sono solo affari.


Data: 13/1/2026 ore 15:18

leggo che a Castelluccio di Norcia la temperatura è scesa anche a -27°

Cri


Data: 13/1/2026 ore 15:17

Negli ultimi mesi, sono tante le indiscrezioni che parlano di una possibile relazione tra Elodie e Franceska Nuredini, la ballerina che ha fatto parte del corpo di ballo della cantante nel suo tour conclusosi da poco. Ma le utlime foto pubblicate dalla cantante sul suo profilo Instagram lasciano poco spazio ai dubbi.


Data: 13/1/2026 ore 15:16

daje che oggi gioca la Magica Roma!

Cri


Data: 13/1/2026 ore 15:7

Il pizza index è alle stelle: nelle ultime ore è aumentato del 1000%. Le pizzerie vicino al Pentagono lavorano a pieno ritmo, spinte dall’alto numero di truppe presenti nell’edificio. L’intensità è associata a una possibile operazione americana, ipotizzando scenari in Iran o in Groenlandia. Solo prima dell’arresto di Maduro, lo stesso indice aveva già registrato un aumento del 700%.


Data: 13/1/2026 ore 14:52

Momenti di tensione davanti a Montecitorio durante il presidio organizzato dai tassisti in occasione della giornata di sciopero nazionale della categoria. Alcuni lavoratori presenti al sit-in hanno aggredito il presidente di +Europa Matteo Hallissey, dopo che questi aveva cercato di avvicinarsi alla manifestazione. I tassisti hanno sfondato il cordone delle forze di polizia in borghese inseguendo il politico e colpendolo con almeno un calcio. Hallissey è stato allontanato dagli agenti.


Data: 13/1/2026 ore 14:43

il "nuovo" Mister OK

Cri


Data: 13/1/2026 ore 14:43




Data: 13/1/2026 ore 14:42

Servizio of a certain level delle Iene sul tuffo nel Tevere a capodanno.
Mister Ok


Data: 13/1/2026 ore 14:42

Argentina, un'onda anomala di origine meteorologica (non generata cioè da terremoti o frane sottomarine) ha investito alcuni bagnanti sulla costa atlantica tra Santa Clara del Mar e Mar del Plata: morto un 29enne, trascinato con violenza contro alcune rocce; 35 feriti. A innescare il fenomeno, indicato come meteotsunami, sono bruschi cambiamenti della pressione atmosferica o un rapido cambio nella direzione del vento


Data: 13/1/2026 ore 14:40



grassina v SANSOVINO


Data: 13/1/2026 ore 14:39

TUTTI!!!!
Sulle note di "Montagne Verdi"

CON TONO MAESTOSO

QUESTO NOSTRO GEMELLAGGIO
CHE CI INVIDIANO IN TUTTO IL MONDO
TRAMANDATO DI PADRE IN FIGLIO
BIANCAZZURRO CHE ABBRACCIA IL ROSSO
DALLE GESTA DI BUBU'
ALL'INFERNO IN CURVA SUD
TANTI SCONTRI E NERVI TESI
VICENTINI E PESCARESI!!


Ad libitum sfumando

Centro per la tutela dei cori tra gemellati - Giulianova


Data: 13/1/2026 ore 14:34



foligno v GROSSETO


Data: 13/1/2026 ore 14:29

"Convocheremo Ferdinando Minucci, ex patron della Mens Sana Basket". Lo ha annunciato il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, Gianluca Vinci, al termine della prima audizione del 2026, che ha visto protagonista il giornalista Flavio Tranquillo. La prossima audizione, martedi prossimo, sarà dunque dedicata a Minucci, chiamato a ricostruire i rapporti economici tra Mens Sana Basket e Banca Monte dei Paschi di Siena. "È emerso con chiarezza che potrebbe esserci dietro un vero e proprio sistema di giro di denaro, almeno per quanto riguarda quanto emerso dall’operazione Time Out, che ha coinvolto la Mens Sana. Per questo, la prossima settimana cercheremo di audire Ferdinando Minucci, che era il presidente della Mens Sana e che potrebbe aiutarci a comprendere meglio il funzionamento del mondo delle sponsorizzazioni delle squadre sportive "


Data: 13/1/2026 ore 14:29

oggi non passa un attimo

Cri


Data: 13/1/2026 ore 14:21

https://www.gazzetta.it/Giroditalia/13-01-2026/giro-2026-jonas-vingegaard-ci-sara-l-annuncio-ufficiale.shtml


Data: 13/1/2026 ore 14:11

maiale 'e umido
Ath sfattanza post risposino nel saccapelo nel macchinino


Data: 13/1/2026 ore 13:54



antella v SANGIOVANNESE


Data: 13/1/2026 ore 13:20

Puntualissimo a mezzanotte è arrivato l’atteso nuovo canale Hbo Max, ultimo arrivato di una proposta di piattaforme sempre più ricca e tra le quali i cinefili e gli appassionati di serialità devono orientarsi per capire cosa aggiungere e cosa rinunciare.

Da oggi quindi 13 gennaio a Netflix, Apple tv, Prime Video, Now, Paramount e la sempre gratuita Raiplay (un vero e proprio tesoro di produzioni), si aggiunge il nuovo canale di Warner Bros. Discovery (a partire da 5,99 euro con la pubblicità). Il catalogo cinematografico che include Superman, The Batman e Dune, la magia dei film di Harry Potter aspettando la serie tv che hanno iniziato a girare questa estate. E fin da subito Una battaglia dopo l’altra, il film di Paul Thomas Anderson che ha vinto ieri quattro Golden Globe e si prepara a una stagione di grandi riconoscimenti in vista degli Oscar.




Data: 13/1/2026 ore 13:17

Anno nuovo, solita passione.

Ripartiamo come sappiamo fare meglio, al solito posto, sui nostri gradoni, tra la nostra gente.

Dai vecchi ma sempreverdi volantini sparsi per la città, una sorta di proselitismo Ultras, per fare avvicinare i più giovani, per scaldare il cuore ai più attempati e nostalgici.

Per portare tutta la città a vivere quella gradinata che è la nostra seconda casa, venerdì torniamo al nostro posto, è l’unica religiosità che conosciamo.

Dal ritrovo abituale in Via del Piano, poi dietro la porta pronti a farla tremare, con la sciarpa al collo e la voglia di cantare, di alzare al cielo le mani e seguire il ritmo scandito sui tamburi, sui laici e spesso eretici versi dei cori di una vita, per affrontare questo freddo gennaio come meglio sappiamo fare.

Tra grida, birre e aggregazione, accalcati tra gli amici di sempre, pronti ad abbracciarsi per un gol, come nella sconfitta.

Nel cuore pulsante di questa malandata città, nella nostra Gradinata Sud.
Portiamoli a una vittoria fondamentale.
Tutti uniti per un unico obiettivo.

La Sampdoria è il nostro amor!


Data: 13/1/2026 ore 13:11




Data: 13/1/2026 ore 13:9

THEO praticamente visto che il ParisFC diventerà il nuovo PSG non siamo neanche contenti di quetso giant killing

Cri


Data: 13/1/2026 ore 13:6

https://www.gazzetta.it/olimpiadi-invernali/13-01-2026/tedofori-milano-cortina-2026-reazioni-salvini-abodi.shtml


Data: 13/1/2026 ore 12:59



SALERNITANA v cosenza


Data: 13/1/2026 ore 12:57

mi mancava scoprire la pagina FB di Man Savings...

Cri


Data: 13/1/2026 ore 12:55

DIARIO DI CELLA 40. FABIO E GIANNI: LE NOSTRE PRIGIONI, I NOSTRI GIUDICI

Riceviamo da Gianni Alemanno e pubblichiamo nel rispetto delle norme dell’Ordinamento.

Rebibbia, 11 gennaio 2025 – 375° giorno di carcere.

Cari lettori, sembra ieri che abbiamo intinto per la prima volta la penna nell’inchiostro di Rebibbia, eppure eccoci qui: il “Diario di Cella” compie (quasi) un anno! Abbiamo consumato più fogli che suole di scarpe (visto il poco spazio per camminare).
Il Diario racconta un capitolo delle nostre vite… a porte decisamente chiuse. E quindi questa volta permetteteci di non parlare delle storie e dei drammi dei nostri compagni di cella e di carcere, ma di parlare di noi, di riassumere le nostre vicende, anch’esse piuttosto emblematiche di come si arriva, si vive e si rimane nelle carceri italiane.

FABIO FALBO

Il giorno che leggerete queste righe, martedì 13, la mia storia tornerà per la terza volta nelle aule della Suprema Corte di Cassazione. Per due volte gli ermellini mi hanno dato ragione, annullando i dinieghi di un Tribunale di Sorveglianza che, oltre ad effettuare dei “check-in” molto più veloci che a Fiumicino, sembra sordo ai principi di diritto e alla realtà del mio percorso.
La mia richiesta è quella di poter usufruire, dopo vent’anni di attesa, dei “permessi premio”, che sono il primo gradino del percorso trattamentale di una persona detenuta. Questa stessa richiesta per tre volte è stata rigettata dal Tribunale di Sorveglianza e per due volte, prima di questo terzo tentativo, la Cassazione ha annullato questa decisione.
Come può un tribunale territoriale ignorare la voce della Corte Suprema, solo perché non accetta la verità di un uomo che non si piega perché si dichiara estraneo ai reati per cui è stato condannato?
La mia storia reale è quella di un uomo che ha scontato oltre vent’anni di carcere gridando la propria innocenza. Una pena di 22 anni per reati non ostativi, con solo 9 mesi di titolo ostativo, che viene usato come un cappio per soffocare ogni mio diritto. Per il sistema, non ammettere una colpa che non hai commesso significa essere “irriducibile”. Se non menti a te stesso, se non ti pieghi a una collaborazione fittizia, vieni condannato a scontare la pena fino all’ultimo istante, senza benefici, senza sconti, senza umanità, senza diritti.
Io e i miei familiari viviamo in un “limbo”, mentre continua questo macabro “ping-pong” giudiziario tra ricorsi e impugnazioni. In questo gioco perverso, il grande assente è il fattore tempo, ignorato nella sua valenza distruttiva. Questo non è solo un errore tecnico: è una violazione del principio della progressione trattamentale verso la rieducazione, prevista dall’art. 27 della Costituzione.
Se una persona detenuta studia, si laurea in Giurisprudenza e aiuta i propri compagni come “scrivano”, lo Stato ha l’obbligo costituzionale di riconoscere quel cambiamento. Invece, il tempo è usato come arma di logoramento, trasformando la pena in una vendetta infinita.
L’ingiustizia più feroce è quella che colpisce chi non ha colpe: i miei familiari. Come si può insegnare il valore della legalità a tre ragazzi – i miei figli Francesco, Denise e Marco Aurelio – quando vedono il loro padre vittima di un accanimento che calpesta persino le sentenze della Cassazione?
Inculcare il senso della giustizia in sei ore di colloquio e poche telefonate di dieci minuti al mese è un’impresa sovrumana. È una sfida vinta solo grazie a un legame profondo, ma è una ferita che lo Stato infligge a cittadini innocenti, i familiari, che pagano un prezzo altissimo per una colpa che non hanno commesso.
Un padre deve affrontare i problemi dei propri figli, come quello drammatico di mio figlio Marco Aurelio, costretto a cambiare la sua scelta di lavoro perché nell’ultimo rigetto del Tribunale viene scritto: “il figlio è in procinto di intraprendere un’attività nel settore degli autonoleggi, medesimo settore in cui lo stesso padre operava anche all’epoca dei fatti”. Per questo oggi deve lavorare come aiuto cuoco.
È difficile spiegare cos’è la cattiva strada quando la “buona strada” sembra sbarrata dall’arbitrio di chi dovrebbe proteggerci. È difficile rispondere a una lettera ricevuta pochi giorni fa da mio figlio Francesco, che non solo è dovuto crescere nella sofferenza, ma ha saputo dare consigli ai fratelli per comprendere il valore della legalità.
Non so da dove prenda questa forza nell’aspettare un padre che non può riuscire a far comprendere questo modo contorto di amministrare una giustizia discutibile. L’unica cosa che posso dire è che crescendo nella sofferenza si è più resilienti: sono un padre fortunato, visto che con un tempo limitatissimo a disposizione ha saputo inculcare questi valori di legalità.
Oggi però chiedo che il tempo smetta di essere un nemico e che la parola “Fine” sia finalmente accompagnata dalla parola “Verità”. La Giustizia non può essere solo un meccanismo di carte e scadenze, deve essere verità. E se la verità dice che un uomo ha scontato la sua pena con dignità e rispetto delle regole, negargli il ritorno alla vita – anche solo con un permesso premio – non è Giustizia, è solo un esercizio di potere, perché quando la Giustizia non cerca la verità, resta solo una burocrazia del dolore.
Con questi Diari di cella festeggiamo un anno di “libertà vigilata del pensiero”, dove ogni riga scritta è stata un buco nel muro. Non avevo calcolato che Gianni scrive più di un ufficio stampa ministeriale sotto elezioni! Da vecchio galeotto gli ricordavo che se fuori si governano i cittadini, qui dentro si governa a manovella la turnazione per il caffè. Gianni analizza i massimi sistemi, io analizzo perché la porta cigola sempre in Si minore.
Ma è proprio questo il bello: un anno di dialoghi improbabili che sono diventati la nostra finestra sul mondo, squarciando ipocrisie e finte speranze. Abbiamo trasformato la nostra detenzione in una redazione permanente, con l’unica differenza che i nostri colleghi giornalisti fuori possono andare a bere uno spritz; noi al massimo un’ora d’aria… se non piove.
Scrivere cose vere per noi è stato ed è un modo di restare liberi, di restare cittadini tra i cittadini, anche se il nostro orizzonte è delimitato da un muro. Devo dire grazie a Gianni perché per anni sono stato un fantasma che scriveva in un buco nero, raccontando una realtà che nessuno voleva ascoltare. Ora posso dire che quel fantasma ha iniziato a far rumore: oggi, grazie alla nostra ironia tagliente, non solo abbiamo spinto tante autorità a venire a ispezionare queste “patrie galere”, ma il nostro libro “L’emergenza negata” ha acceso un faro su questo mondo dimenticato.
Restiamo umani, restiamo liberi nella mente.

GIANNI ALEMANNO

Per me l’udienza in Cassazione è già passata: come avrete letto sui giornali, per la seconda volta la Suprema Corte non ha voluto applicare al mio caso l’abolizione del reato di abuso d’ufficio e la “tipizzazione” del reato di traffico d’influenze, decise nei mesi scorsi dal Parlamento.
Mi spiego: io sono stato condannato in via definitiva a un anno e dieci mesi per traffico d’influenze (oltre che per finanziamento illecito ai partiti), perché mentre ero Sindaco avrei convinto un mio dirigente a commettere un abuso d’ufficio, facendo pagare più in fretta del previsto delle fatture legittime e scadute ad una cooperativa sociale che non riusciva a pagare gli stipendi dei suoi dipendenti, soggetti socialmente fragili.
Quindi, cancellato il reato di abuso d’ufficio, automaticamente doveva venir meno quello di traffico d’influenze. Semplice e immediato. E invece no: la Cassazione ha detto che al posto dell’abuso d’ufficio io avrei indotto il mio dirigente a compiere un reato di recente introdotto nel Codice: il “peculato per distrazione”. Non si capisce quali risorse sarebbero state “distratte”, visto che quelle fatture dovevano essere comunque pagate. Ma, niente da fare: alla nostra magistratura non piace l’abolizione dell’abuso d’ufficio e quindi cerca in tutti i modi di non applicare questa legge.
Aggiungo, solo per cronaca, che in realtà il dirigente che io avrei influenzato non ha mai ricevuto nessun avviso di garanzia per abuso d’ufficio, perché evidentemente il Tribunale ha creduto alla sua testimonianza secondo cui quelle fatture furono pagate senza invertire l’ordine dei pagamenti, ma solo accelerando i tempi della burocrazia. Quindi, in realtà, quell’abuso d’ufficio – e quindi, ancor più, quel peculato per distrazione – non sono mai esistiti.
Tutti i giornali hanno dato notizia di questa mia nuova “sconfitta” in Cassazione, ma solo Il Tempo, tramite un articolo del magnifico Francesco Storace, ha dato risalto anche ad un’altra notizia, diffusa dai miei legali: nella stessa giornata del rigetto in Cassazione, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo dichiarava ammissibile il mio ricorso fatto per lo stesso motivo. Mentre la Cassazione dice definitivamente no, la Corte europea (sovraordinata alla nostra Cassazione) convoca un’udienza per valutare di nuovo questa vicenda.
Non sappiamo come andrà a finire, ma questa nuova speranza merita di essere portata all’attenzione della pubblica opinione.
Io non ho alle spalle la lunga detenzione di Fabio Falbo e, male che vada, entro quest’anno uscirò dalle patrie galere. Ma dal 2014 sto sotto il torchio di una Giustizia che non mi pare operare in modo né giusto né accorto.
Per l’inchiesta per “Mafia capitale” (firmata dal Procuratore Pignatone, oggi a sua volta sotto inchiesta per gravi reati) sono stato incredibilmente accusato di associazione delinquerе di stampo mafioso. Dopo due anni questa accusa è stata archiviata dagli stessi pubblici ministeri, mentre qualche anno dopo la Cassazione decideva definitivamente che non c’era mai stata nessuna associazione mafiosa.
Poi, sempre per un filone della stessa inchiesta, sono stato condannato in primo grado e in appello a 6 anni per corruzione, in entrambi i casi con pene più gravi di quelle richieste dai pubblici ministeri. Infine la Cassazione ha cancellato il reato di corruzione e lo ha derubricato a quello fumoso e molto meno grave di traffico d’influenze, ma la Corte d’appello, nonostante questo, mi ha condannato alla pena spropositata di un anno e dieci mesi senza condizionale.
Vengo ammesso all’affidamento in prova, ma quando l’ho scontato quasi tutto – con decine di controlli dei carabinieri in casa e centinaia di ore di volontariato nelle case famiglia della compianta Suor Paola – questo affidamento in prova mi viene revocato e la notte di Capodanno vengo mandato a Rebibbia a scontare d’accapo tutta la mia pena in carcere. Perché? Perché tramite intercettazioni telefoniche la Guardia di Finanza aveva “scoperto” che durante le mie trasferte di lavoro, regolarmente autorizzate, coglievo l’occasione per fare anche delle conferenze politiche. Gravissimo reato…
Questa è la mia storia giudiziaria. Nulla di fronte al dramma di Fabio Falbo e di tante altre persone detenute come lui, ma insomma…
Adesso aspettiamo che almeno la Corte Europea si accorga finalmente che questo traffico d’influenze neppure esiste e che quindi mi sarei fatto dodici anni di fango mediatico, un anno e un mese di affidamento in prova e più di un anno di carcere, veramente per nulla. O forse perché sono scomodo?

Gianni Alemanno & Fabio Falbo


Data: 13/1/2026 ore 12:35

Trump: “Dazi del 25% su chi fa affari con Teheran”. La Cina protesta, tregua commerciale in bilico


Data: 13/1/2026 ore 12:35

Colombo con DDR in panchina è diventato praticamente il Top Player

Cri


Data: 13/1/2026 ore 12:32

https://blog.giallozafferano.it/studentiaifornelli/patate-e-zucchine-in-padella/


Data: 13/1/2026 ore 12:14

Ringrazio sentitamente Pellegrino, De Keteleare e Colombo, il mio trio meraviglia ingiustamente sbeffeggiato per tutto il girone d’andata.

ZAZ


Data: 13/1/2026 ore 12:12

Non leggo nulla sui giornali sportivi della mia vittoria al Fantacalcio in casa della capolista, in 10, da ultimo in classifica. Uno 0-4 che meritava titoloni a caratteri cubitali. Invece solo insulti in chat da falsi amici e minacce non troppo velate.

ZAZ


Data: 13/1/2026 ore 12:8

Troppi gatti a Comabbio, multe fino a 500 euro a chi li nutre. Il sindaco: “Tutelo l’igiene”


Data: 13/1/2026 ore 12:7

che ci fosse traffico e han fatto Vardy?

Cri


Data: 13/1/2026 ore 12:7

"F*ck ICE" tra i tifosi della Virtus Verona, ieri nella partita di Serie C contro l'Arzignano Valchiampo.



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