Bego Kb Msl e B.p per Sempre

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Data: 2/2/2026 ore 23:27

Il nuovo T1 del JFK airport è grande 241.548 metri quadrati.
Theo


Data: 2/2/2026 ore 23:8

Deir Ezzor, Siria – lunedì 2 febbraio
Siamo partiti dall’Italia sabato mattina, siamo atterrati in Giordania, abbiamo attraversato il confine e alle undici di sera siamo arrivati a Damasco, capitale della Siria. Uso il plurale perché con me c’è il fotografo freelance Gabriele Micalizzi, detto “Mig”.

Abbiamo passato la domenica in macchina a guidare verso est perché oggi è una giornata storica (che non vuol dire per forza una giornata bella). Finisce l’indipendenza del Kurdistan siriano. Come lo chiamano i curdi: il Rojava.

Spiegazione in settanta parole.

Il Rojava era un esperimento. Nel 2012 i curdi siriani approfittarono delle rivolte in tutto il paese contro il regime di Assad e si presero il pezzo di Siria dove erano maggioranza grazie a una milizia armata. Si organizzarono a modo loro. Avevano in testa un modello che si chiama confederalismo democratico: democrazia dal basso, coabitazione con gli altri siriani (che vuol dire soprattutto: gli arabi), eguaglianza di genere, ecologismo.

Torniamo a quello che succede oggi. L’esercito siriano entrerà nelle città curde del Rojava e la milizia dei curdi in teoria non sparerà, anche se ne avrebbe davvero voglia, perché c’è stato un accordo. Da oggi i territori curdi non sono più un pezzo autonomo e separato di Siria, tornano a essere una regione siriana come tutte le altre e a obbedire al governo di Damasco.

Prima di arrivare a questo accordo, soldati governativi e forze curde hanno combattuto per settimane con violenza. La situazione poteva finire in due modi. Poteva degenerare in una grande guerra civile per il controllo delle città curde oppure poteva calmarsi grazie a un compromesso. Per ora sembra che il compromesso reggerà e mentre leggerete queste righe saremo nella regione di Hasaka per vedere i convogli militari siriani entrare nelle zone che fino a ieri erano sorvegliate e difese dai curdi.

Le forze curde sui media sono indicate come Sdf, una sigla in inglese che vuol dire Forze siriane democratiche. In arabo la sigla diventa Qsd, perché la parola “forze” diventa quwwat con la Q, e tutti in Siria le chiamano Qasàd.

La lotta sarebbe stata tremenda. Da una parte i soldati del governo siriano, in molti casi islamisti reduci da dieci anni di guerriglia contro il regime tirannico di Assad che minacciavano saccheggi e violenze nelle zone curde. Dall’altra le Qasàd, reduci dalla guerra di liberazione contro lo Stato islamico, che si sentono in dovere di rappresentare a oltranza l’eroismo della resistenza curda davanti agli occhi del mondo. C’era il rischio che diventasse prima un assedio e poi una carneficina.

Per andare nell’est abbiamo noleggiato una macchina a Damasco. C’è la ruota di scorta vero? abbiamo chiesto quando siamo andati a ritirarla. Il centro della Siria è un deserto ostile e nessuno vuole scoprire lì in mezzo di non avere una ruota di scorta. Certo, ha risposto il tizio del noleggio con un sorriso, la ruota di scorta è attaccata sotto la macchina. Mi sono abbassato a guardare fino a quando il naso ha toccato l’asfalto. Non c’era niente.

Era troppo tardi per noleggiare un’altra macchina, quindi abbiamo comprato un piccolo compressore (diciotto euro, che il noleggiatore ci scalerà dal prezzo finale). L’idea è di usarlo se buchiamo per gonfiare la ruota fino a quando non arriviamo a destinazione.

Il viaggio fino a Deir Ezzor è lungo 450 chilometri e dura cinque ore. La strada attraversa uno spazio infinito, piatto e senza un filo d’erba come un fondale marino. A volte ci sono colline rocciose in lontananza. La nostra fretta di partire da Damasco prima del pomeriggio era dovuta al fatto che nel centro e nell’est della Siria è meglio non viaggiare dopo il tramonto. Ci sono cellule dello Stato islamico che sfruttano il buio come copertura per uscire dai nascondigli tra le colline rocciose e avvicinarsi alle strade. A febbraio la luce finisce alle sei. Vediamo carovane di tir muoversi assieme per sicurezza. A dicembre gli aerei americani hanno bombardato settanta nascondigli dello Stato islamico in questa zona.

Mentre ci avvicinavamo a Deir Ezzor abbiamo visto convogli militari siriani fermi ai lati della strada, in attesa di muovere oggi verso le regioni curde. Potrei scrivere altre cose, a cominciare dal fatto che abbiamo una visione romantica dei curdi ed è sbagliata. La realtà non è per nulla romantica. Ma sono le sei e mezza di mattina, fra poco i soldati siriani metteranno in moto i loro mezzi e cominceranno a guidare verso il Rojava, e c’è da seguirli in macchina.

Ciao, alla prossima, Daniele
(fonte: Il Post)


Data: 2/2/2026 ore 22:58

Io non ci vedo niente di male Cri, meglio solidarietà che indifferenza.
Theo


Data: 2/2/2026 ore 22:22

Addio a Nicolas Giani, l’ex Vicenza si è spento a soli 39 anni


Data: 2/2/2026 ore 21:18

"Adesso tutti scandalizzati per lo sbirro che ha preso 2 calci in culo quando però 7 poliziotti mi hanno distrutto la vita tutti zitti forse perché ero un ultras riflettiamo"

Paolo Scaroni


Data: 2/2/2026 ore 21:9

https://www.gazzetta.it/Calcio/Campionati-Esteri/02-02-2026/lucescu-ricoverato-d-urgenza-a-bucarest-l-influenza-lo-sta-debilitando.shtml


Data: 2/2/2026 ore 19:50

boia ma che bocce ha leilì

MP


Data: 2/2/2026 ore 19:41

ma che senso ha fare striscioni per Niscemi o i ragazzi del Paolo specie se non sei della zona o hai rapporti col Gate4?

continuo a non capire da anni queste "manifestazioni"

Cri


Data: 2/2/2026 ore 19:37

La Rai richiama Ranucci: “Sei come gli altri, limita le tue presenze su La7”


Data: 2/2/2026 ore 19:36


Avrei voluto anch’io scrivere una bella cosa strappalacrime sul fatto che i poliziotti hanno famiglia. Avrei davvero voluto ignorare i fatti, come ha fatto Libero, come hanno fatto altri giornali, indicare anche i nomi delle figlie del poliziotto colpito da un martelletto, come ha fatto Repubblica. Avrei voluto far finta di niente, come fa la così detta sinistra italiana, che si mette dalla parte del governo contro manifestanti di cui fa finta di non saper niente.
Ma non posso.
Se vuoi cercare la verità devi partire dall’inizio e non fare come la presidento, che si precipita all’ospedale… “podevo mancà?”. Laddove invece poteva benissimo mancare e per ben due settimane dalla Sicilia, dove sta scomparendo un pezzo di territorio; perché sarà anche vero, come si dice in House of Card edizione anni ‘70 che “Ogni disastro è un servizio fotografico gratuito”, ma là c’era odor di contestazioni. Certo, qua non podeva mancà perché lo spottone è garantito: criminali, tentato omigidio e tutti gli accessori garantiti. I suoi giornali scrivono “Arrestateli tutti”, ma tutti chi? Quelli che puntualmente vengono lasciati passare proprio perché succeda quello che è successo?
Collegare un tentato omicidio a una pacifica manifestazione di protesta, incasellando l’opposizione dentro questo racconto è un’occasione troppo ghiotta. Al punto che l’opposizione, che da anni ormai si caga in mano, sta subito dalla parte di questo racconto davvero fantasioso.
Se io faccio una manifestazione e voglio quindi manifestare il mio dissenso o la mia adesione a un’idea, so benissimo (a meno che io non sia un cretino totale) che l’ultima cosa che devo fare è andare a picchiare i poliziotti. Primo perché loro sono armati e mi farò molto male, secondo perché quest’azione racconta esattamente il contrario del motivo per cui sto protestando.
A meno che…
A meno che il mio scopo in realtà non sia la manifestazione, ma esattamente questo scontro.
A meno che io non faccia parte di un gruppo talmente anonimo, che nemmeno si sa se ci siano dentro anche dei poliziotti, visto che se faccio parte di questo gruppo anonimo, passo tranquillamente qualsiasi controllo, armato di spranghe, martelletti e ferramenta varia; al contrario delle famigliole che si sono fatte ore di treno e vengono perquisite, neonati compresi.
È davvero monocorde il giornalismo italiano, a parte rare eccezioni, perché io so tutto del poliziotto colpito col martelletto, ma non so niente del ragazzo che poco prima era stato manganellato senza pietà e lasciato a terra. Repubblica non ha raccontato dei pronto soccorso che hanno curato decine e decine di persone colpite dai poliziotti. Gente presa a manganellate nei momenti precedenti, gente inoffensiva, pacifica. Ho visto delle riprese, ma non su Repubblica. Certo, voi mi direte, ma un video non dimostra niente. È per questo che non voglio parlare di quei video, ma io vi chiedo: se un video non dimostra niente, perché invece il video del poliziotto lo vedo dappertutto e dimostra tutto a tutti?
Dunque, a chi serve, a chi è servita quella violenza su un poliziotto, se non ai giornali che hanno scritto “arrestateli tutti”? A chi è servita se non a questo governo che racconta di beccare i taccheggiatori coi blindati anfibi? A chi interessa avvicinare così tanto i poliziotti ai manifestanti che, riempiti di lacrimogeni, diventano un’unica fumosa nebbia avvolta di criminalità, nella quale si può pestare chiunque con la scusa del blocco nero, che nessuno sa da chi sia formato se non proprio la polizia?
Quando i facinorosi, amici di questo governo, sprangavano gli studenti, scrivevate che qualche mattacchione non può essere assimilato a questa destra così tanto democratica. Ora scrivete arrestateli tutti come se chi dissente rappresentasse un popolo di criminali. Che la stessa gente che riesce a ignorare settantuno mila morti palestinesi (per dire solo quelli uccisi da armi) non si vergogni, l’abbiamo capito; ma che la gente intelligente dorma così tanto è davvero triste.

Natalino Balasso


Data: 2/2/2026 ore 19:24

MOST ATP SINGLES TITLES (active players):

Djokovic, 101
Alcaraz, 25
Sinner, 24
Zverev, 24
Medvedev, 22
Cilic, 21
Rublev, 17
Wawrinka, 16


Data: 2/2/2026 ore 19:3

https://www.gazzetta.it/active/storie/02-02-2026/rebecca-passler-positiva-al-letrozolo-cos-e-e-perche-e-vietato-nello-sport/


Data: 2/2/2026 ore 19:2

daje Roma daje!!!

Cri


Data: 2/2/2026 ore 18:45




Data: 2/2/2026 ore 18:44



Il lento rientro della Russia nello sport. Esclusa da tutte le competizioni sportive dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022 e nonostante il conflitto continui a fare vittime, a essere lontano da una conclusione e da una “pace giusta”, l’ostracismo nei confronti di Mosca si sta ammorbidendo. Dopo i vari “se poi ci sarà la fine della guerra”, “quando sarà”, “non è giusto penalizzare gli atleti”, gli sportivi che possono gareggiare da neutrali, l’apertura del comitato paralimpico alla Russia, ora il calcio.

Si espone ancora una volta Infantino, quel presidente della Fifa che ha dato un farlocco premio della pace a Trump quando il Nobel è andato a Machado, e che è sempre più vicino al presidente americano: “La scelta di escludere la Russia dalle competizioni calcistiche internazionali va assolutamente rivista”. Apre alla “necessità di revocare il divieto” imposto nel 2022 dopo l'invasione dell'Ucraina. “Questo divieto non ha ottenuto nulla, ha solo creato più frustrazione e odio - ha spiegato Infantino - Permettere ai ragazzi e alle ragazze della Russia di giocare a calcio in altre parti d'Europa sarebbe d'aiuto”.

E non è tutto: Infantino ha anche proposto di rivedere le regole della Fifa, ipotizzando di inserire nei propri statuti il principio che un Paese non debba mai essere escluso dal calcio per le azioni dei suoi leader politici.


Data: 2/2/2026 ore 18:40

A Verona venerdì settore ospiti aperto solo a residenti NON PISA e provincia. Settori di casa solo residenti Veneto o possessori Verona Card. Dovrei andare comunque.
Theo


Data: 2/2/2026 ore 18:35



castelnuovo garfagnana v LUCCHESE


Data: 2/2/2026 ore 18:33

Sparatoria a Rogoredo, 4 poliziotti indagati per lesioni colpose ma “con uso legittimo delle armi”


Data: 2/2/2026 ore 18:33

https://www.padovasport.tv/tutto-padova/news-padova/baselli-fa-le-valigie-per-dubai-ma-con-scalo-al-chievoverona/?intcmp=gazzanet-padovasport


Data: 2/2/2026 ore 18:32

CRI ma hai presente chi gestisce (con i soldi non loro... ma questo "è un dettaglio") la parte area-tecnica del Pisa SC? Io manco una squadra della uisp gli farei costruire
MP

NON RIESCO A DARTI TORTO... Theo


Data: 2/2/2026 ore 18:32

il Pisa come nuovo allenatore ha preso uno che passava sotto la Torre?
Cri

A GRANDI LINEE... Theo


Data: 2/2/2026 ore 18:31

per quanto, pure la Sabalenka...
Cri

In effetti, bel tegame / boione / bueone, ditelo come volete...
Theo


Data: 2/2/2026 ore 18:30




Data: 2/2/2026 ore 18:29

che poi mi chiedo, ad un certo punto l'asse migratorio dei paesi africani non comincerà a girare verso i paesi del Golfo invece che verso l'Europa?
Cri

SPERIAMO, così magari si smettono di sentire tutti sti discorsi di merda sugli immigrati.
Theo


Data: 2/2/2026 ore 18:28

bella la coreo Cumasc old style
Ath 'giorno

Ath, copiata dalla nostra a Udine. Theo


Data: 2/2/2026 ore 18:19

PIRLO RISCRIVE LA STORIA DEL CALCIO EMIRATINO
Un’impresa in salsa italiana. Un’impresa che sembra provenire dal nulla, ma che forse avremmo dovuto aspettarci.
Lo United FC di Andrea Pirlo, squadra di seconda divisione emiratina, si è qualificato alle semifinali di President’s Cup, la coppa nazionale degli Emirati Arabi Uniti.
Un traguardo storico, a cui la squadra di Dubai giunge dopo aver superato ben cinque turni ad eliminazione diretta.
A fare notizia, in realtà, fu già la vittoria ai calci di rigore contro l’Al-Sharjah agli ottavi di finale, arrivata lo scorso ottobre. Nessuno, tuttavia, si sarebbe aspettato che l’avventura di coppa dello United FC sarebbe proseguita.

Un’impresa storica che, come dicevamo, non dovrebbe però sorprendere. Lo United FC, infatti, sta vivendo una stagione da protagonista anche in campionato, dove è attualmente primo in classifica con 27 punti in 13 partite.
Gli obiettivi del club di Dubai sono chiari, dunque: la promozione nella massima categoria e la vittoria della coppa nazionale, che a questo punto, non è più da considerare un sogno proibito.
Nonostante i soli sette anni di vita, lo United FC ha già una gran voglia di lasciare un’impronta nella storia del calcio emiratino.


Data: 2/2/2026 ore 17:43

per salvare il pisa dovrebbero portare la torre almeno a 200 euro a testa


Data: 2/2/2026 ore 17:38

Fontana di Trevi, ecco il biglietto d’ingresso: da oggi i turisti pagano due euro


Data: 2/2/2026 ore 17:37




Data: 2/2/2026 ore 17:20

vado.
sti bè, bonanota.

BDArgnocla


Data: 2/2/2026 ore 17:20

vado.
sti bè, bonanota.

BDArgnocla


Data: 2/2/2026 ore 17:14

se non volete farvi beccare ubriachi sulle piste da sci, ubriacatevi a casa sul divano!
Si può bere tranquillamente senza divertirsi!

BDArgnocla


Data: 2/2/2026 ore 17:10

basta non bere per non essere ubriachi!!!

Cri


Data: 2/2/2026 ore 17:6

beh va beh...con le società che gestiscono le trasferte (sarà tipo modello gita aziendale?) direi che chiudiamo il discorso e mettiamo la parola fine posto che sia necessario metterla benchè già tutto finito da mo (MO)

BDArgnocla


Data: 2/2/2026 ore 17:5



L’ora “X” sono le 17.50 di sabato, quando a Torino vengono lanciate le prime bombe carta. Poi sono piovute pietre e bottiglie, sono stati incendiati cassonetti, bancali e una camionetta della polizia, l’agente Alessandro Calista è stato accerchiato e aggredito da undici antagonisti, di cui uno già arrestato. Ma come si è arrivati a tutto questo?

Mentre gli investigatori cercano di risalire agli altri black bloc, in questura si ragiona anche sulla gestione della giornata di tensione. A partire dalla prevenzione e dal dispositivo di sicurezza predisposto dal questore Massimo Gambino, arrivato meno di un mese fa da Bari.

La Digos si aspettava che, in mezzo al pacifico corteo di 20mila persone in sostegno del centro sociale Askatasuna, si infiltrasse qualche centinaio di professionisti della violenza provenienti da tutta Italia e dall’estero. Infatti sono scattati controlli lungo strade e autostrade ma anche nelle stazioni e all’aeroporto di Caselle, con 772 identificate fra venerdì e sabato, dieci persone portate in questura, 24 fogli di via, 10 avvisi orali, sette Daspo urbani. Ma non sono bastati a fermare i circa 1.500, fra antagonisti e anarchici, che si sono “cambiati d’abito” mentre il corteo percorreva corso San Maurizio.

La strategia del contenimento ha comunque impedito assalti agli obiettivi sensibili e scontri nella centralissima piazza Castello, come lo scorso ottobre. Ma non qualche centinaio di metri più in là: in centro c’erano circa mille poliziotti, carabinieri e finanzieri, che hanno evitato disordini “accompagnando” il corteo pacifico fino all’incrocio fra corso Regina Margherita e corso Regio Parco.

È qui che i manifestanti si sono divisi: i pacifici hanno proseguito secondo il percorso stabilito, i violenti hanno svoltato a destra. Dove le forze dell’ordine erano sì piazzate ma a pochi passi dalla sede dell’ex centro sociale: in mezzo c’era un chilometro di strada che antagonisti e anarchici si sono presi, avanzando verso il blocco.

La guerriglia è esplosa lì, travolgendo anche auto e cassonetti: come spiegherà il sindaco Stefano Lo Russo nella sua relazione di oggi pomeriggio in Consiglio comunale, corso Regina non rientrava fra le strade indicate dalla questura nel percorso del corteo.

Quindi lì la polizia municipale non è intervenuta, a differenza di altre vie: nel vicino corso San Maurizio, per esempio, gli agenti sono passati venerdì ad affiggere cartelli e suonare casa per casa per invitare a spostare circa 800 veicoli (oltre a far portare via i bidoni della spazzatura).

La guerriglia è durata tra le 17.50 e le 19.30, con danni e scontri che hanno prodotto oltre cento feriti.

Il caso più eclatante è quello del poliziotto Calista, poi finito in ospedale e visitato anche dalla premier Giorgia Meloni ieri mattina: in servizio al Reparto mobile di Padova, la sua squadra era una delle tante schierate a protezione dell’ex centro sociale. Che, a un certo punto, sono state praticamente accerchiate dai black bloc: oltre che da corso Regina, i violenti hanno attaccato dalle vie laterali, dai controviali e dal giardino del campus universitario. È lì che, durante un’avanzata, Calista è rimasto isolato dal resto dei colleghi ed è stato accerchiato e aggredito. Fino a quando un collega lo ha soccorso, proteggendolo con lo scudo e riportarlo dietro lo schieramento delle forze dell’ordine.


Data: 2/2/2026 ore 16:48

Comunque i blocchi di polizia che dicevo sulle piste da sci
Non per le auto

Provo a lanciare di nuovo mio slogan

NO APRESKI


A


Data: 2/2/2026 ore 16:47

Improta con il suo Osservatorio per le manifestazioni sportive adotta le proprie determinazioni, ma poi a vietare le trasferte di tifoserie come Napoli, Lazio, Fiorentina e Roma ci ha pensato direttamente il Viminale: “È un pensiero che attraversa in modo trasversale l’intero mondo del calcio. Stiamo lavorando ad un protocollo, che mi auguro possa veder luce per il prossimo campionato, che porrà delle regole più rigide nella vendita dei biglietti e nell’organizzazione delle trasferte. Io ritengo che i club, se vorranno, si dovranno organizzare per far sì che le trasferte siano gestite da loro”.

MP taaaaac


Data: 2/2/2026 ore 16:34

neanche il tempo di mettersi gli sci... non si fa...
Steve


Data: 2/2/2026 ore 16:33

che siano aumentati i controlli se ne è accorta anche l'atleta azzurra beccata subito per doping...

BDArgnocla


Data: 2/2/2026 ore 16:31

Val di Fassa sempre goduta ci sono stato 6 o 7 anni di fila.
Indimenticabile l'ultima volta che nella SPA ho trovato due che trombavano in piscina, uscito vado in sauna trovo due che trombano... pensavo di aver sbagliato albergo.

La sera ho incrociato le due coppie nel ristorante salutandole con finezza, PUGNO KIUSO KE BATTE VERSO IL BASSO A MIMARE L'AMPLESSO + OKKIOLINO. Entrambe le signorine sono arrossate.

ZAZ



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