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Bego Kb Msl e B.p per Sempre | |||||
Ci sono 804 messaggi
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Data: 27/5/2026 ore 20:28 fai come me, ai Mondiali tifa Argentina e Inghilterra Cri Idem Anche se un po strana come scelta A |
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Data: 27/5/2026 ore 20:28 fai come me, ai Mondiali tifa Argentina e Inghilterra Cri Idem Anche se un po strana come scelta A |
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Data: 27/5/2026 ore 20:6 Inghilterra sempre! Argentina mai. Messi men che meno. Eastender |
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Data: 27/5/2026 ore 20:6 Inghilterra sempre! Argentina mai. Messi men che meno. Eastender |
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Data: 27/5/2026 ore 19:59 STRANA SCELTA DI PERCORSO... Il tragitto per l'accompagnamento controllato dei gobbi da piazzale Caio Mario sino a via Filadelfia passando per corso Agnelli è di km.2,5, passando per corso Unione Sovietica è di km.2,8, quindi, anche se di poco, persino più lungo. Il passaggio da corso Agnelli non avrebbe poi rappresentato alcun problema, in primis perché, a quell'ora, lo stadio era sin'anche ancora chiuso con apertura prevista alla 18.30, ossia senza quindi possibilità di presenza di tifosi granata diretti all'accesso della Tribuna Ovest o della Curva Primavera e, in secundis, perché non era prevista alcuna concentrazione nostra in quella zona, mentre, sin da 10 giorni prima, era stato annunciato il raduno al Fila (140 metri da Piazzale San Gabriele) e successivo corteo in medesima area. Semplicemente usando questo diverso tragitto, nulla sarebbe successo... perché non lo si è fatto? Fortunatamente Fabrizio Turco ha oggi aperto un dibattito su ciò con un suo articolo su Repubblica... e spero che sia un dibattito non destinato a sparire nel nulla. Lo si deve a tutti i tifosi presenti alla stadio e lo si deve al commercialista-ultras ricoverato in Ospedale con il cranio aperto. |
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Data: 27/5/2026 ore 19:43 |
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Data: 27/5/2026 ore 19:43 sincerità Arisa |
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Data: 27/5/2026 ore 19:37 Ah glielo darei tranquillamente anche contro la sua volontà Bargnocla |
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Data: 27/5/2026 ore 19:31 |
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Data: 27/5/2026 ore 19:31 Sei stato tu, col tuo sasso! Theo |
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Data: 27/5/2026 ore 19:25 fai come me, ai Mondiali tifa Argentina e Inghilterra Cri |
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Data: 27/5/2026 ore 19:25 Nota Lega: "La Lega è assolutamente contraria ad ogni ipotesi di adesione dell'Ucraina all'Unione Europea. Oltre a non avere i requisiti necessari, che altri Paesi hanno o stanno per ottenere dopo anni di lavoro, Kiev nell'Ue rappresenterebbe un danno economico e sociale di enormi proporzioni". |
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Data: 27/5/2026 ore 18:45 il mio credo mi vieta severamente di tifare squadre spagnole che non siano Real Madrid (chiaramente in chiave anti Barcellona). E poi sempre dalla parte del calcio inglese. Eastender |
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Data: 27/5/2026 ore 18:25 dopo i cori coi tamburi, la coreografia e una canzone addirittura su WakaWaka sono quasi spinto a tifare Rayo Cri |
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Data: 27/5/2026 ore 18:22 comunque stasera starei con i Crystal Palace. Eastender |
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Data: 27/5/2026 ore 18:15 C’è un altro nome che da ore corre nei racconti degli ultras juventini, tra le chat dei Viking e i corridoi dell’ospedale. È quello di Davide Vitale, storico esponente del gruppo bianconero, uno degli otto arrestati dopo gli scontri prima del derby Torino-Juventus e poi scarcerato con obbligo di firma dopo la convalida della gip Alessandra Salvatori. Ma, raccontano gli ultras, Vitale dal carcere non ci sarebbe mai passato. Sarebbe invece finito direttamente in ospedale. La versione che circola negli ambienti bianconeri è dura e destinata a far discutere. «Lo hanno fermato, lo hanno colpito, lo hanno portato in questura e lo hanno picchiato», sostengono alcuni tifosi juventini che da giorni seguono l’evolversi delle indagini sugli incidenti scoppiati attorno allo stadio Olimpico Grande Torino. Fonti affidabili parlano di un aneurisma causato dai colpi. Vive a Novara e dovrebbe tornare a casa oggi. Al momento non risultano denunce formalizzate, ma da ambienti vicini agli accertamenti emerge che anche quanto sarebbe accaduto a Vitale potrebbe essere oggetto di verifiche nelle prossime ore. Intanto però il cuore dell’inchiesta della Procura resta il ferimento di Marco Leonardo Basoccu, il commercialista juventino di 36 anni colpito alla testa durante gli scontri e ancora ricoverato in prognosi riservata. Il fascicolo aperto dal pm Paolo Scafi procede per lesioni gravi contro ignoti e punta a ricostruire con precisione quei minuti di caos consumati tra piazzale San Gabriele di Gorizia e le aree di prefiltraggio dello stadio. Le immagini acquisite dalla Digos e dalla squadra mobile raccontano una sequenza rapidissima. I Viking arrivano da Milano in pullman. Il corteo granata parte dal Filadelfia e si dirige verso la Curva Maratona. Le due tifoserie finiscono vicinissime. In mezzo ci sono i cordoni della polizia. Partono pietre, bottiglie e bombe carta. Le forze dell’ordine rispondono con oltre 150 lacrimogeni. È in quel punto, a circa cinquanta metri da una squadra del reparto mobile bersagliata dal lancio di oggetti, che Basoccu viene colpito alla testa e cade a terra tra il fumo. Per gli ultras juventini non ci sono dubbi: a ferirlo sarebbe stato un lacrimogeno. Gli investigatori però mantengono aperta anche un’altra ipotesi, cioè che a colpirlo possa essere stato un sasso o una bottiglia lanciata dagli stessi tifosi bianconeri verso la polizia. Inoltre, i tifosi juventini raccontano che aql momento in cui hanno saputo cosa stesse succedendo a Marco, volevano uscire dallo stadio. Ma la polizia glielo avrebbe impedito. I filmati al vaglio sono numerosi: droni della polizia, telecamere di videosorveglianza della zona e anche quelle dell’Automobile Club Italia, uno degli edifici più vicini al luogo degli scontri. In alcune riprese, secondo quanto trapela, Basoccu comparirebbe chiaramente nei momenti immediatamente precedenti al ferimento. Gli arrestati finora sono dieci. Otto sono già tornati in libertà con obbligo di firma. Due arresti sono stati eseguiti in differita e uno degli ultras comparirà davanti al giudice per la convalida nelle prossime ore. L’inchiesta intanto si allarga lungo una direttrice che unisce Torino, Milano e Roma. Un ultras romano, che sostiene di essere stato accanto a Basoccu quando è stato colpito, sarà ascoltato dagli investigatori. Nel frattempo prende forma anche il pool di avvocati che assisterà i tifosi coinvolti negli scontri e nelle indagini. E spunta uno striscione allo Stadio Olimpico Grande Torino, a firma dei tifosi Granata: "Ma quale bottiglia, sappiamo chi è Stato". |
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Data: 27/5/2026 ore 18:2 mi è comparsa su Facebook una foto e ho letto i commenti. Eastender |
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Data: 27/5/2026 ore 18:1 lo stadio 18.500. La curva non ne ho idea. Eastender |
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Data: 27/5/2026 ore 17:59 che capienza avrebbe? Cri |
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Data: 27/5/2026 ore 17:59 "Solidarietà ai lavoratori della Marichal Ketin" diceva lo striscione esposto sabato sugli spalti dagli ultras dello Standard Liegi, durante la partita contro il Charleroi. La Marichal Ketin è una storica fonderia di Liegi, nata nel 1910 e che a fine aprile ha dichiarato bancarotta, in seguito a una lunga crisi. Il caso sta facendo molto discutere in Belgio, soprattutto perché 140 persone resteranno senza lavoro. Come denunciato dai sindacati, i lavoratori e le lavoratrici della Marichal Ketin riceveranno inoltre solo una parte delle liquidazioni a cui hanno diritto. |
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Data: 27/5/2026 ore 17:54 in tema di stadi nuovi, qui c'è già gente che brontola perché la curva di casa sembrerebbe piccola. Eastender |
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Data: 27/5/2026 ore 17:52 |
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Data: 27/5/2026 ore 17:41 mi pare solo la copertura, rimane con la pista d'atletica inutilizzata da secoli Cri |
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Data: 27/5/2026 ore 17:34 via del mare fanno solo la copertura oppure fannno 2 piani anche nei distinti? MP |
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Data: 27/5/2026 ore 17:34 https://m.youtube.com/watch?v=mh-2KXBiYng&pp=0gcJCToCo7VqN5tD |
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Data: 27/5/2026 ore 17:32 anche il Via del Mare, a vedere il rendering semrerebbe molto carino Cri |
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Data: 27/5/2026 ore 17:31 Terry al di là di tutto, lo Iacovone sta venendo un gioiellino Cri |
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Data: 27/5/2026 ore 17:7 oggi tappa massacrante Cri |
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Data: 27/5/2026 ore 16:57 |
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Data: 27/5/2026 ore 16:54 https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/27-05-2026/omicidio-boiocchi-ferdico-l-inizio-per-una-maglia-di-bastoni-poi-smania-di-uccidere.shtml |
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Data: 27/5/2026 ore 16:52 A Madrid stanno costruendo un circuito di Formula 1 come si costruisce, ormai, quasi tutto: con l’acqua alla gola e la notte che non basta mai. Ventidue curve, cinque chilometri e quattrocento metri di asfalto semi-urbano, un tracciato che deve essere pronto per metà giugno e che invece, per qualche settimana, ha rischiato di restare un grande disegno su carta bagnata. La pioggia, quella vera, quella da diluvio iberico, aveva quasi fermato il cantiere all’inizio dell’anno. Poi è arrivata la riscossa, o meglio la resa dei conti: trecentocinquanta persone al giorno, turni da sei giorni su sette, ventiquattr’ore su ventiquattro, e la linea dei box che avanza a forza di riflettori e di caffè. Eiffage, il gruppo francese che ha vinto l’appalto insieme ad Acciona, parla di “sfida”. È una parola che usano spesso gli ingegneri quando sanno che il tempo è diventato un problema politico oltre che tecnico. Il contratto vale ottantatré milioni di euro, la Federazione internazionale arriverà a giugno e resterà due mesi a fare l’esame di maturità: barriere, cordoli, uscite di sicurezza, tutto sotto la lente. Prima ancora che un pilota ci metta le ruote, il circuito dovrà passare l’ispezione come una scuola nuova di zecca prima dell’inaugurazione. Ma il vero protagonista, per ora, è un numero: il dodicesimo. Il “virage 12” è lungo più di cinquecento metri e ha un’inclinazione trasversale del ventiquattro per cento. La più ripida del calendario. Chi ci arriverà, e ci arriverà a trecento chilometri all’ora dopo una chicane, sentirà la macchina che si appoggia di lato come un’auto su una strada di montagna dopo la pioggia. Poi, più avanti, un tunnel lungo e buio, e il ritorno al paddock. È già una coreografia pensata per la telecamera: velocità, sbandata controllata, buio, luce. Il genere di dettaglio che fa dire ai progettisti “monumentale” e ai piloti, probabilmente, qualcos’altro… Intanto l’asfalto del rettilineo principale è già steso. Intorno, ancora barriere da montare, terreni da sistemare, “tutto l’ambiente” da finire. Il Gran Premio è previsto per l’11-13 settembre: tre giorni di rombo, di bandiere, di elicotteri che portano via i VIP, e poi di nuovo il silenzio su un tracciato che, per il resto dell’anno, dovrà inventarsi una ragione per esistere. È il destino di questi autodromi nuovi: nascono in fretta, vengono benedetti dalla Federazione, consumati in un weekend, e poi restano lì, un po’ troppo grandi per il paesaggio, un po’ troppo silenziosi per la città. Ma sono le nuove leggi della moderna Formula 1 che pretende velocità anche quando non ci sono ancora le macchine. Pretende che un cantiere recuperi settimane perse sotto la pioggia lavorando giorno e notte, come se il motorsport fosse un’emergenza umanitaria. |
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Data: 27/5/2026 ore 16:49 e quando poteva saltare l'aria condizionata? a quale piano? e in quale stanza? Cri |
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Data: 27/5/2026 ore 16:45 |
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Data: 27/5/2026 ore 16:37 Ieri sera il Teatro Marrucino ha vissuto una delle serate più belle e significative degli ultimi anni per il calcio teatino. Non una partita, non una festa per una promozione, ma qualcosa di più profondo: la prima proiezione del documentario “Chieti sei tutto per me”, dedicato alla storia, alla passione e ai valori della Curva Ezio Volpi. E la risposta della città è stata straordinaria. Il teatro era stracolmo, con centinaia di persone all’interno e una folla altrettanto numerosa rimasta fuori, semplicemente a respirare quell’atmosfera unica. Bandiere neroverdi, sciarpe, cori spontanei: sembrava di essere all' Angelini, ma in versione teatro. Un segnale chiaro che a Chieti il calcio non è solo un risultato della domenica, ma identità, appartenenza, storia. Perché è proprio questo che colpisce di più. Il Chieti ha vissuto l’ennesima stagione complicata, culminata con una retrocessione non sul campo ( si spera nel ricorso al CONI). Da anni la società neroverde cambia proprietà, dirigenza, progetti. Troppe volte si sono succedute gestioni senza spessore, senza visione, senza rispetto per la piazza e per la sua storia e soprattutto Senza soldi e Senza idee. Eppure la Curva Volpi c’è sempre su quei gradoni a cantare e urlare nonostante tutto e tutti, nonostante le diffide( in molti casi inventate e esagerate). Ieri sera lo si è visto chiaramente, non è una passione di circostanza, legata solo ai successi ( quali poi?). È un amore viscerale, quasi irrazionale, per una maglia che rappresenta una città intera. Una tifoseria che ha attraversato promozioni, retrocessioni, fallimenti, rinascite e delusioni, senza mai staccare la spina. Ieri non si festeggiava un trofeo, ma si celebrava l’anima di un popolo che non si arrende. Il documentario, realizzato con passione e rispetto, racconta proprio questo: gli anni d’oro, i momenti difficili, i sacrifici, i cori, le trasferte, ma soprattutto il senso di comunità che la Curva ha saputo creare. Un prodotto che va oltre il mero tifo calcistico e diventa testimonianza di un pezzo di storia del tifo in Italia. Per questo sarebbe bello e opportuno che “Chieti Sei Tutto Per Me” venisse proiettato nelle scuole teatine a fine anno scolastico, non come semplice intrattenimento, ma come esempio concreto di cosa significhi passione, attaccamento alle proprie radici, senso di appartenenza e capacità di resistere alle avversità. Valori che i ragazzi di oggi hanno più che mai bisogno di vedere e toccare con mano, lontani dai modelli vuoti dei social. Meglio un figlio drogato di Chieti, perché la Curva è una scuola dove ti insegna valori come identità, appartenenza, fratellanza, cose che nella vita non svaniranno mai. La Curva Volpi con il suo capo Frank ha dato ancora una volta una lezione a tutti, dal politico al presidente , da chi vuole ancora speculare sulla passione al giornalista che irride la città e un popolo con una intervista dietro la Curva NeroVerde, dalla mamma preoccupata perché ha il figlio allo stadio a colui che ha la puzza sotto il naso verso questo mondo stupendo. il calcio di una città non lo fanno i presidenti, lo fa la gente con la FEDE E LA PASSIONE. E ieri sera, Chieti ha risposto presente, dentro e fuori dal teatro." Un coro che si alza dalla curva non è solo un suono, è il respiro di migliaia di persone che battono all'unisono per un unico grande amore." Forza Chieti. Sempre. |
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Data: 27/5/2026 ore 16:36
inglesi ----> coreografie ----> tamburi ----> morte Cri |
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Data: 27/5/2026 ore 16:33 nel 2009 a Belgrado, dove si poteva ancora fumare nei locali, persi un polmone dopo tre ore in un simil pub lungo la Sava Cri |
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Data: 27/5/2026 ore 16:28 Comunque una volta nei bar, nei cinema, in TV si fumava, ora non puoi fumare neanche nel cortile di Wembley se dentro stanno giocando scapoli ammoLiati Non che mi manchino certe cose ma... MI MANCANO TANTISSIMO Andavo al bar da mio nonno che giocava a carte e mi dava le monete per giocare a galaga, uscivo che avevo il cancro ai polmoni belessom! RCF |
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Data: 27/5/2026 ore 16:23 la sciarpina è molto inclusiva, bravo ATH! Versace Gianni |
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Data: 27/5/2026 ore 16:22 |
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Data: 27/5/2026 ore 16:19 cmq qui siamo oltre i 30° ma c'e un bel venticello da ovest che, complice anche il riscontro che mi si crea in stanza con portae finestra aperte, eun po' di A/C che arriva dal corridoio, mi fa stare in t-shirt con una maglia sulla pancia e una sciarpina di cotone al collo Ath che doveva inventarsi come collaudatore d'infissi |
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