Bego Kb Msl e B.p per Sempre

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Data: 5/10/2026 ore 20:35

Peste, allarme in Europa. Bassetti: "Assomiglia al Covid, contagio in 2 giorni"


Data: 5/10/2026 ore 20:9

Medvedev è un emerito imbecile. Entrambi i medvedev.
La prossima festa dei maranza che la facciano a Monselice!

Bargnocla


Data: 5/10/2026 ore 20:2

U troppo tardi


Data: 5/10/2026 ore 19:57

Comunque qualche negretto in squadra fa anche folklore.
Basta non ridursi come Francia e Inghilterra. U.



Data: 5/10/2026 ore 19:54

Non lo saranno mai.
Medvedev invece non lo farei giocare in occidente, solo per il nome. U.



Data: 5/10/2026 ore 19:48

ma poi che cazzo vuol dire "italiani di seconda generazione"? o sono italiani o non lo sono... e diversi di questi di italiano non hanno nulla

MP


Data: 5/10/2026 ore 19:41

Ericsson Italia ritira i previsti licenziamenti di personale dopo interlocuzioni avviate personalmente dal PdC Giorgia Meloni, inclusa una telefonata all’amministratore delegato di Ericsson Italia, Andrea Missori.
L'azienda ha ritirato la procedura di licenziamento collettivo che riguardava 131 lavoratrici e lavoratori della sede di Genova (Erzelli).


Data: 5/10/2026 ore 19:40

5-1 FINI! Che è un nero, non l' ex leader di AN! Theo


Data: 5/10/2026 ore 19:33

4-0, HA SEGNATO UN BIANCO! Theo


Data: 5/10/2026 ore 19:28

NDOUR 3-0, GOL DA 70 METRI!! Theo


Data: 5/10/2026 ore 19:21

CREDEGHE. Theo


Data: 5/10/2026 ore 19:14

meglio che ridursi come te


Data: 5/10/2026 ore 19:7

AHAHAHAHAH, devi schiantare! Theo


Data: 5/10/2026 ore 18:47

basta negri


Data: 5/10/2026 ore 18:43

Ma quant'è bello vedere tutti questi giocatori italiani "di seconda generazione" in nazionale?? Era ora!
Theo


Data: 5/10/2026 ore 18:42

NDOUR! 2-0! Theo


Data: 5/10/2026 ore 18:36

A giugno del 2017 ero in Texas e tutti mi parlavano di Beto. Giravo tra una città e l’altra, parlavo con giornalisti, politici, attivisti, immigrati italiani e texani vecchi e nuovi, e prima o poi il suo nome saltava sempre fuori. Beto era Beto O’Rourke: all’epoca era sconosciuto anche negli Stati Uniti ma in Texas generava già grande curiosità. Un politico locale, concreto, positivo, motivante, trasversale. A novembre del 2018 sarebbe diventato il più votato candidato di sempre in un’elezione statale in Texas per il Partito Democratico, e il più vicino a vincere un seggio al Senato dal 1988, dopo una campagna esaltante.

Che non bastò. Beto perse contro Ted Cruz per due punti percentuali, poi si perse. Nel 2020 si candidò nientemeno che alla presidenza, in modo caotico e improvvisato. In pochi mesi bruciò un entusiasmo che all’epoca non si vedeva dai tempi di Obama. Eravamo in piena sbornia woke, lui si spinse fino a proporre la confisca delle armi e altre idee messe insieme nel solo tentativo di scioccare e farsi notare. Proprio lui che era noto per come rispettasse chi aveva valori diversi dai suoi. Nessuno ci capì niente. Si schiantò ancora prima che iniziassero le primarie.

Proporre il sequestro delle armi – per giunta con toni minacciosi da «verremo a prendercele» – non è esattamente una posizione popolare in Texas, tanto che Beto nel 2022 si candidò di nuovo, stavolta a governatore, e perse di dieci punti. Il fatto che ci sia andato così vicino per poi squagliarsi ha accentuato l’idea che il Texas per i Democratici sia solo un miraggio. Ogni anno ci credete e ogni anno perdete. Achille che insegue la tartaruga e non arriva mai.
Da allora Beto lavora a un’organizzazione che ha fondato e che si occupa di raccogliere fondi e mobilitare attivisti ed elettori a sostegno dei candidati del Partito Democratico. Le sue tre campagne gli hanno lasciato un indirizzario senza eguali per i Democratici texani, che Beto condivide generosamente. È ancora molto popolare nella base e tra i finanziatori del partito, e determinante per le forze che riesce a mobilitare. E quindi, in una veste completamente diversa, quest’anno ci sta riprovando.

Il miraggio dei Democratici in Texas è confortato da una tendenza. Barack Obama nel 2012 perse lo stato per 16 punti, Hillary Clinton nel 2016 perse di 9 punti, Joe Biden nel 2020 di 5 e mezzo. Questo avvicinamento è anche una conseguenza del grande sviluppo del Texas, che dal 2020 ha attratto ben due milioni e mezzo di nuovi residenti da altri stati e dall'estero. Oggi le città votano quasi tutte per il Partito Democratico, sia in centro che nelle zone suburbane un tempo dominate dai Repubblicani.

Perché allora, nonostante questa grande rimonta, il miraggio fin qui è rimasto tale? Perché, come è accaduto nel resto del paese, mentre i Democratici guadagnavano voti fra i bianchi li perdevano fra i latinoamericani: che in Texas sono il segmento più grande. Nel 2024 le quattro contee della valle del Rio Grande votarono per Trump, dopo aver snobbato i Repubblicani per decenni. In una di quelle contee non si votava per un Repubblicano dal 1896. Alla fine Trump vinse in Texas per quasi 14 punti percentuali. E così il miraggio è rimasto un miraggio.
Ora sembra che i pianeti si stiano allineando.

James Talarico ha 37 anni ed è il candidato al Senato per il Partito Democratico alle elezioni di novembre. È nato vicino a Austin. Sua madre lasciò suo padre, alcolista e violento, quando lui aveva poche settimane; Talarico porta il cognome del padre adottivo, che è italiano. Ha insegnato in una scuola media, poi nel 2018 fu eletto alla Camera statale in un collegio che aveva votato per Trump. Nel frattempo ha studiato in un seminario presbiteriano per diventare pastore.

Non è un prete, tecnicamente, ma è fatto a forma di prete. La sua risposta a qualsiasi domanda parte da Dio, e nonostante questo non si definirebbe un “moderato”: sottoscrive pressoché ogni proposta dei progressisti del partito, denuncia le ricchezze dei miliardari, critica il cristianesimo nazionalista e sostiene che il paese attraversi una crisi morale prima che economica. Somiglia davvero a Jimmy Carter.

Ha vinto le primarie di marzo contro una deputata federale afroamericana ben più famosa di lui e ben più sguaiata nella sua opposizione a Trump, che incarnava la linea della base più arrabbiata, quella secondo cui ai modi di Trump vanno opposti modi da Trump. Alle primarie dei Democratici votarono 2,3 milioni di texani, più del doppio del 2018 e del 2022 e più dei 2,2 milioni delle primarie dei Repubblicani.

Anche Talarico ha detto la sua quota di ingenuità estremiste, negli anni del woke 1: tipo che Dio è non binario, che i generi sono sei, che il suo comitato elettorale sarebbe stato vegano. Si è rimangiato tutto e ha cambiato idea anche sulla partecipazione delle atlete trans agli sport femminili, un grosso tema in uno stato drogato di sport studenteschi, dicendosi contrario alla loro partecipazione quando compromette la correttezza della competizione.

Potrebbe essere l’anno buono, per i Democratici, anche perché il candidato dei Repubblicani è un disastro ambulante. Ken Paxton è il procuratore generale dello stato, già messo in stato d'accusa dalla Camera del Texas a maggioranza Repubblicana, già indagato dall'FBI per corruzione e poi salvato da Trump; già accusato di adulterio dalla moglie che ha chiesto il divorzio. Tanti Repubblicani lo detestano apertamente.

Fin qui ha rifiutato di partecipare ai confronti tv con Talarico. La sua raccolta fondi non decolla. I suoi colleghi lo definiscono pigro. E non è in testa a un sondaggio da metà agosto. Tutti i sondaggi di settembre danno Talarico avanti, alcuni anche di sei punti. Beto non era stato praticamente mai in testa ai sondaggi. I giornali raccontano già di rese dei conti fra i Repubblicani.

La Casa Bianca sta correndo ai ripari e sta facendo arrivare dei gran soldi da Washington, per l’ultimo mese di campagna. Sono soldi che avrebbero preferito spendere altrove, invece che per difendere un seggio in Texas (!). Le tv saranno invase dagli spot. Trump e Vance hanno fatto due comizi da quelle parti proprio nell’ultima settimana. Le cose che succedono negli stati in bilico, com’è il Texas.

Quindi: un buon candidato per i Democratici, un pessimo candidato per i Repubblicani. Basta questo per allineare i pianeti a favore dei Democratici? No. Stanno succedendo altre due cose grosse.
Una nuova guerra e la benzina a quattro dollari e mezzo al gallone hanno compromesso i consensi per Trump e i Repubblicani persino tra gli allevatori e gli agricoltori, tanto che i sondaggi suggeriscono quantomeno la possibilità di una grossa imbarcata e di sconfitte anche in posti più improbabili del Texas. E i voti conquistati dai Repubblicani fra i tanti latinoamericani esasperati dalle politiche di Biden sull’immigrazione potrebbero tornare ai Democratici.

Non c’è reportage giornalistico nella valle del Rio Grande che non racconti delle conseguenze delle scorribande dell’ICE. Gente che aveva votato per Trump che si è vista deportare i fratelli o gli amici dopo un controllo di routine. Piccoli imprenditori che non trovano più nessuna manodopera. Cantieri recintati per proteggere gli operai dalle retate. I sondaggi dicono che nel 2026 i Democratici potrebbero tenersi i voti guadagnati fra i bianchi negli ultimi anni e riconquistare quelli persi tra i latinos.

Una sconfitta di Talarico in queste condizioni sarebbe la dimostrazione che un miraggio è un miraggio. Se in Texas non vinci quando gli avversari hanno un candidato pessimo e giocano con il campo in salita, quando vinci? Anche perché il campo dei Repubblicani è molto in salita: le cose possono sempre cambiare, ma in questo momento temono di perdere non solo in Texas, ma anche in Ohio, in Alaska, in Iowa, in Nebraska, addirittura in Kansas. Sarebbe un’imbarcata.

Una vittoria di Talarico sarebbe il segno più grande di uno smottamento che ha sia cause passeggere e recenti – l’inflazione e le politiche migratorie di Trump – che origini profondissime. E avrebbe conseguenze ancora più vaste. Rimescolerebbe le carte in vista del 2028, costringendo i partiti a raccogliere e spendere una barca di soldi (un’altra) in quello che diventerebbe istantaneamente di gran lunga il più grande e popoloso degli stati “in bilico”. E lancerebbe Talarico in una nuova carriera, quella che sperava di ottenere Beto, facendogli mettere gli occhi sulla Casa Bianca.


Data: 5/10/2026 ore 18:36

The U.S. has allowed Israel unrestricted operations to bomb Iraq and target pro-Iranian militias


Data: 5/10/2026 ore 18:33

Ma avete visto la squalifica di Medvedev?
Vaiper


Data: 5/10/2026 ore 18:31

1-0 KOLEOSHO!! Theo


Data: 5/10/2026 ore 18:16

chissà che ne pensa lo speaker del Tardini

Cri


Data: 5/10/2026 ore 18:14

Ranucci: il 62% degli italiani mi vorrebbe premier


Data: 5/10/2026 ore 18:14

theo filo ucraino posa il vino


Data: 5/10/2026 ore 18:11



livorno v PIANESE


Data: 5/10/2026 ore 18:3

intanto a Roma nel quadrante Roma Est/Roma Sud continuano a scoppiare ordigni sulle serrande dei negozi o direttamente nei portoni.

serenità.

Cri


Data: 5/10/2026 ore 17:41

Vado al supermercato che alle 18h15 vorrei vedere l' U21. Mi stiino.
Theo


Data: 5/10/2026 ore 17:39

Non ce l'ho presente. Theo


Data: 5/10/2026 ore 17:37

nnio Vitanza è morto. Lo storico telecronista sportivo, voce e volto della Rai per Domenica Sprint, La Domenica Sportiva e 90º Minuto, aveva 92 anni. Nella sua lunga carriera ha seguito tutti i Mondiali di calcio dal 1974 al 1990 e gli Europei dal 1980 al 1988.


Data: 5/10/2026 ore 17:36

Vaiper ci sei a Vicenza-Pisa sabato?
Theo


Data: 5/10/2026 ore 17:36



sanremese v BRA


Data: 5/10/2026 ore 17:36

come cazzo faresti a ritirare la 10 dopo che l'ha messa anche un certo Maradona?
Vaiper

INCREDIBILE. Te lo dice il nome stesso, El Diez.
Theo


Data: 5/10/2026 ore 17:35

Ma Medvedev era quello che anni fa sbadigliava quando giocava contro Sinner?
Theo


Data: 5/10/2026 ore 17:35

Emergenza su volo Londra-Chicago: l'aereo sta rientrando a Heathrow


Data: 5/10/2026 ore 17:16

La decisione
La Rai sospende il chiava-stagiste Sigfridone per dieci giorni


Data: 5/10/2026 ore 17:6



recanatese v MACERATESE


Data: 5/10/2026 ore 17:3

È finita con una clamorosa squalifica di Daniil Medvedev la seconda semifinale dell'ATP 500 di Pechino, quella che vedeva di fronte il russo e Novak Djokovic. Una conclusione incredibile e inattesa, arrivata nel momento decisivo della sfida.
Sul 15-15 del nono game del secondo set, con Djokovic avanti 5-3 dopo essersi aggiudicato anche il primo parziale per 7-5, Medvedev ha perso uno scambio contro il serbo e, in preda alla frustrazione, ha scagliato la pallina verso le tribune. Un gesto istintivo che, però, ha avuto conseguenze pesantissime: la pallina ha colpito all'occhio uno spettatore. Il tifoso è stato immediatamente soccorso e ha lasciato la tribuna con le mani sul viso, accompagnato dal personale medico. A quel punto, il giudice di sedia non ha potuto far altro che applicare il regolamento e decretare la squalifica di Medvedev, ponendo fine in maniera surreale alla semifinale. Djokovic, alla finale numero 146 in carriera, affronterà per il titolo domani l'australiano Alex de Minaur, che nell'altra semifinale ha approfittato del ritiro del polacco Hurkacz


Data: 5/10/2026 ore 17:0



SAMBENEDETTESE v campobasso


Data: 5/10/2026 ore 17:0

queste sono follie del calcio, della stampa e della possibilità data a tutti di poter esprimere una opinione

Cri


Data: 5/10/2026 ore 16:53

L’Argentina voleva ritirare la 10 di Messi in suo onore dopo l’imminente ritiro, no secco della FIFA.

come cazzo faresti a ritirare la 10 dopo che l'ha messa anche un certo Maradona?
Vaiper


Data: 5/10/2026 ore 16:52



potenza v PICERNO



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